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Innovation

L'anno d'oro dei videogiochi italiani

The Van  19 Dic 2017 - 14:34

La produzione interna è in grande fermento e le aziende italiane sono sempre di più protagoniste nelle varie fiere di settore



Un’idea per i regali di Natale? Per i maschietti, di qualsiasi età, con un videogioco non si sbaglia. Possibilmente, un videogioco italiano. Sì, perché contrariamente a quello che si pensa, il nostro Paese si sta ritagliando sempre più spazio in questo settore. Come da tradizione a fine settembre si è tenuta la Milan Games Week, un appuntamento diventato ormai irrinunciabile per aziende produttrici, sviluppatori e appassionati di videogiochi. Mai come quest’anno, infatti, al tradizionale appuntamento di settembre con la Milan Games Week ha sventolato la bandiera tricolore con oltre 50 proposte, ideate e realizzate da 48 studi associati all’AESVI, l’Associazione di categoria del videoludico italiano, che solamente qualche mese prima, ad agosto, aveva rappresentato il nostro Paese al Gamescon di Colonia con altrettanto successo di pubblico e di presenze. Del resto, il mercato videoludico tricolore sta andando a gonfie vele e nel 2016 ha registrato un giro di affari complessivo di 40 milioni di euro (contro i 20 milioni del 2014) e circa mille occupati fissi. Numeri ancora bassi, certo, destinati però a crescere. Il merito della crescita è di un’offerta ricca di proposte per genere e per piattaforma di destinazione, dalle console ai pc, dai dispositivi mobili alla realtà aumentata. Non solo: a influire positivamente sulla produzione interna e, più in generale, sulla crescita del settore è stata anche l’approvazione della Legge Cinema, risalente alla fine dell’anno scorso. Si tratta di un provvedimento storico non solo perché per la prima volta introduce incentivi di vario genere destinati agli sviluppatori e alle varie aziende del comparto, ma anche perché esprime la volontà delle istituzioni italiane di valorizzare il videogioco, sia come prodotto culturale sia per il valore economico di tutta la filiera, come dichiarato dallo stesso Dario Franceschini, Ministro per i Beni Culturali.

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Titoli di fama mondiale

Tra i principali produttori ci sono aziende affermate, affiancate da startup e realtà in forte espansione, che hanno saputo emergere puntando sulle nuove tecnologie. Un nome per tutti Milestone (28 milioni di fatturato nel 2016), azienda nata nel 1996 e specializzata nella realizzazione di videogiochi per console e pc dedicati, in particolare, al mondo dell’automobilismo e del motociclismo. Nonostante si tratti di una società relativamente giovane sia per anno di nascita che per età media dei suoi circa 170 dipendenti, la maggior parte dei quali under 30, Milestone ha contribuito alla realizzazione di tre prodotti su licenza ufficiale: Moto GP, MXGP The Official Motocross Videogame, il videogioco ufficiale del Campionato Mondiale Motocross, WRC 4 World Rally Championship, titolo ufficiale dell’omonimo campionato. L’azienda collabora inoltre con case di produzione e partner internazionali tra cui Bandai Namco, PS4, Steam e Xbox One.

Nello stesso anno di Milestone è nata Artematica Entertainment, casa indipendente originaria di Chiavari fondata da Riccardo Cangini, che sviluppa videogame per tutte le piattaforme, mobile incluso, distribuiti in tutto il mondo da partner del calibro di Warner Bros, Disney e Ubisoft. Artematica è molto attenta alla formazione e in più occasioni, in collaborazione con numerose scuole di specializzazione come lo IUDAV (Istituto Universitario Digitale di Animazione e Videogiochi), ha aperto le porte dei suoi uffici agli aspiranti sviluppatori. Nel suo catalogo ci sono titoli e app in licensing di famosi marchi, come Diabolik, Violetta e Ducati.

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Smanettoni innovatori

Scendendo al Sud incontriamo un’altra eccellenza del panorama videoludico italiano. Stiamo parlando di SpinVector, nata a Benevento dal ritorno di tre cervelli precedentemente “fuggiti” all’estero che oggi vanta milioni di utenti in 150 nazioni nonché oltre mezzo milione di dollari accumulati in incentivi e premi come il recente Wired Innovation Award 2016. Nell’ambito del Tech Tour, evento in cui si incontrano start up e investitori, SpinVector è stata considerata tra le 26 migliori realtà italiane. Oltre al gaming tradizionale, la società crea ambienti immersivi (simulatori, attrazioni, ambienti 3D interattivi) e life-size games, con le tecnologie 3D e di realtà aumentata, utilizzati specialmente nel settore dell’intrattenimento. Un esempio è l’installazione immersiva 3D da 26 metri realizzata per il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, che ricostruisce l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e in due anni ha fatto incetta di visitatori (oltre 15mila). Infine, rimanendo sempre in territorio campano, troviamo Raylight, casa di produzione di Napoli fondata nel 2000 da Francesco Paduano, Massimiliano di Monda e Fausto Cardone. Da allora Raylight è diventata un’azienda leader in Europa, che sviluppa videogiochi per Nintendo, Sony, Microsoft e Apple.

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