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Innovation

La crescita è automatica

The Van  30 Mag 2017 - 15:00

Le vending machine vanno forte all’estero e soprattutto in Europa. Il segreto? Investire in ricerca e innovazione tecnologica per costruire un’offerta sempre più su misura



Uffici, scuole, palestre, ospedali e persino corner dedicati. Benché adibiti a scopi e finalità completamente diversi, questi luoghi pubblici e privati sono accomunati dalla presenza delle macchine automatiche (o vending machine), molte delle quali sono di produzione italiana. Il nostro Paese, infatti, vanta una leadership consolidata in questo comparto, che da solo vale oltre mezzo miliardo di euro, di cui più della metà (precisamente il 70%) proviene dall’export. Qualche numero? 800 mila erogatori circa (la Francia ne ha 590mila, la Germania 545 mila) e un giro di affari complessivo pari a 3,4 miliardi di euro derivanti dalla vendita di bevande calde, bibite e snack.

distributori automatici

La pausa è made in Bergamo

Con cinque stabilimenti e oltre mille addetti in Italia, l’azienda bergamasca N&W (sede a Valbrembo) è riconosciuta come una delle eccellenze del settore grazie anche a ingenti investimenti in ricerca e sviluppo. Non tutti sanno, infatti, che questo è un business ad alto potenziale innovativo, in cui la tecnologia può giocare un ruolo chiave nell’offrire una migliore customer experience. Proprio per questo N&W conta 110 ricercatori impegnati ogni giorno a individuare le migliori soluzioni meccaniche e tecnologiche da implementare. L’obiettivo è duplice: da un lato risolvere i problemi tecnici ricorrenti per prevenire disservizi e malfunzionamenti, dall’altro adeguare l’offerta alle rinnovate esigenze del mercato e dei consumatori. In particolare, la strada intrapresa dall’azienda è orientata a rendere l’esperienza di utilizzo ancora più intuitiva. Come? Per esempio investendo sull’evoluzione della tecnologia touch o garantendo agli utenti una maggiore personalizzazione nelle scelte in termini di varietà e di formato dei prodotti erogati. Una strategia che, evidentemente, funziona visto che l’azienda ha annunciato per quest’anno un incremento dei ricavi superiore a oltre 80 milioni di euro (solamente 3 anni fa erano 50 milioni).
A pochi chilometri di distanza, a Seriate, ha sede invece IVS Group, primo gestore italiano e terzo in Europa grazie a 155mila distributori che erogano oltre 700 milioni di consumazioni all’anno, per un fatturato che a giugno 2015 ha toccato quota 362 milioni di euro. A giugno 2013 l’azienda è quotata sul segmento MTA, nel 2015 ha effettuato il collocamento di un bond da 240 milioni trattato sul MOT di Borsa Italiana e nel primo trimestre del 2017, dopo l’accordo relativo alla distribuzione delle capsule di caffè Nespresso, ha acquisito i rami d’azienda di Gruppo Argenta, realtà molto conosciuta nel settore, e della controllata Somed.

vending machines

 

Nuove modalità di erogazione

Percorrendo la A4 in direzione nord si arriva a Vicenza. Qui c’è il quartier generale di Fas International (30 milioni di ricavi e 150 addetti), altra realtà leader del comparto, che sta proponendo un business model in cui la vending machine diventa un “sostituto della mensa aziendale”. Non più solo snack, quindi, ma pasti completi prenotabili con il badge e consegnati direttamente alla scrivania dei dipendenti. Un’intuizione, questa, che farebbe prevedere un’ulteriore crescita dei ricavi entro la fine dell’anno e nuove assunzioni nel team di progettazione, tra cui un designer industriale perché, si sa, anche l’occhio vuole la sua parte.

 

Pagare… con il sorriso!

Con una storia lunga più di mezzo secolo, iniziata addirittura ai tempi del piano Marshall, la varesina Reha vendors punta invece sulla tecnologia biometrica per riconoscere gli utenti dai loro tratti somatici. Le applicazioni sono infinite: ad esempio, un’azienda tedesca ha recentemente acquistato queste macchine per le proprie fiere, erogando caffè gratis al “prezzo” di un sorriso. In questo momento la società, che conta circa 400 addetti e ricavi pari a 110 milioni di euro dovuti per il 97% all’export sui mercati internazionali, sta sfruttando le potenzialità della digitalizzazione per garantire una scelta davvero tailor-made, che prenda in considerazione tutte le variabili in gioco, dalla macinatura all’estrazione, dalla qualità dell’acqua e alla temperatura.

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