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Innovation

Una crescita spaziale

A cura di The Van  05 Mag 2016 - 12:14

L’industria aerospaziale italiana non ha conosciuto crisi: dal 2008 il fatturato del settore ha segnato +43% con ricavi per 13 miliardi. E ora arrivano i droni…



Se l’Italia “della terra” sta tornando protagonista grazie ai molti giovani che scelgono l’agricoltura, quella dello spazio non ha mai smesso di funzionare. Dal 2008 a oggi, infatti, il settore aerospaziale ha conosciuto un incremento del 43% del fatturato complessivo, secondo uno studio di Intesa Sanpaolo pubblicato a settembre 2015 da Il Sole 24 Ore, mentre i ricavi del settore ammontano a 13 miliardi di euro, di cui 7 miliardi dovuti l’export (dati ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane).

Numeri che, sempre secondo l’Agenzia ICE, collocano il nostro Paese come il quarto player in Europa e il settimo nel mondo in un mercato dominato da poche grandi aziende, in cui però stanno trovando spazio anche alcune big e start up grazie a soluzioni innovative e tecnologiche.

Il leader è Thales Alenia Space

Il fiore all’occhiello della nostra industria aerospaziale è senza dubbio Thales Alenia Space, joint venture controllata per il 67% da una multinazionale francese leader dell’elettronica avanzata e per il 33% dal colosso industriale italiano Finmeccanica, diventata in questi anni il punto di riferimento in tanti ambiti diversi dell’industria aerospaziale: dai sistemi satellitari al monitoraggio dell’ambiente fino ai sistemi di sicurezza per il traffico aereo. L’azienda occupa 2.300 persone tra Roma, Torino, Milano e l’Aquila e ha raggiunto nel 2015 vendite per 14,1 miliardi di euro toccando importanti traguardi: ad esempio, ha fornito più di metà del volume pressurizzato della stazione spaziale internazionale e i cargo che trasportano i rifornimenti verso la stazione.

thalesalenia

Arriva lo spazzino spaziale

E laddove non arrivano i colossi industriali, arrivano le idee. Come ad esempio quelle di Luca Rossettini, vicentino, ingegnere aerospaziale. La sua storia, come quella di tanti innovatori, parte da una sconfitta: prova a diventare astronauta, ma non ci riesce. Allora si inventa una startup: si chiama D-Orbit e ha ideato una soluzione per rimuovere i satelliti dallo spazio alla fine del loro ciclo di vita per poi ricondurli sulla Terra senza rischi o danni. Ha ricevuto finanziamenti per 5 milioni di euro da Club degli investitori, TTVenture e Como Venture, ed è stata inserita tra le 100 idee più innovative al mondo da Red Herring, celebre sito di business tecnologici.

Spacegarbage

Blackshape, eccellenza pugliese

Un’altra idea vincente è quella di due compagni di liceo pugliesi, Luciano Belviso, ingegnere, e Angelo Petrosillo, laurea in Giurisprudenza, che nel 2009 hanno fondato a Monopoli Blackshape Aircraft, azienda produttrice di aerei in fibra di carbonio. Partiti con un finanziamento regionale di 25mila euro e poi supportati dall’ingresso nel capitale sociale di Vito Pertosa, cavaliere del lavoro, imprenditore e fondatore del fondo specializzato in investimenti in società ad alto contenuto tecnologico Angelo Investments, oggi vendono le loro soluzioni in tutto il mondo, dal Canada al Sudafrica, dal Portogallo alla Russia.

I droni, un mercato da esplorare

Allargando lo sguardo al di là della costruzione di aerei, veicoli spaziali e componenti, si notano nuovi business che entrano con forza nel settore, come quello dei droni.

Secondo un’indagine della società specializzata in ricerche Doxa Marketing Advice pubblicata dal Sole 24 Ore, questo mercato ha raggiunto nel 2015 un valore di 350 milioni di euro in Italia. D’altronde, sono tanti gli ambiti in cui utilizzare questi dispositivi: dalla consegna di oggetti alle attività di controllo, dal soccorso alla sorveglianza, senza dimenticarsi che sono un ottimo strumento per effettuare riprese. Anche in questo campo non mancano le soluzioni innovative, come quelle proposte da Davide Venturelli, Ceo di Archon azienda modenese specializzata nei sistemi di videosorveglianza automatizzati con i droni. Simone Russo, invece, con la sua Immodrone li utilizza per fare riprese e foto dall’alto di edifici da rivendere poi al mercato immobiliare.
Non avranno i numeri di Thales Alenia Space, ma anche queste piccole realtà hanno dato grande impulso al settore.

Droni