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Innovation

Italian Robot

The Van  28 Giu 2016 - 14:16

Il nostro Paese è uno dei leader mondiali nel settore della robotica. La punta di diamante è l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, ma ci sono anche numerose aziende all’avanguardia



Forse non siamo ancora arrivati alle prestazioni del maggiordomo interstellare C-3PO, personaggio della saga di Guerre Stellari. Ma da anni esiste nei laboratori di tutto il mondo iCub, il robot umanoide sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, con forma e dimensioni di un bambino di 4 anni, creato per condurre studi sull’intelligenza artificiale.

Proprio l’istituto genovese è un vero e proprio vanto italiano a livello internazionale, come testimonia il recente accordo chiuso con la statunitense Moog Inc. per la creazione di un laboratorio comune. Ma la sua peculiarità è il suo campo d’azione: si occupa di robotica e di tutto ciò che è correlato a questo mondo, compresi studi di psicologia, per comprendere l’interazione tra uomo e macchina, e di neuroscienze per approfondire la cognizione umana.

Una panoramica sui robot nostrani

L’istituto genovese è la punta di diamante di un settore che, in realtà, ha un’applicazione molto pratica: il nostro Paese è leader nella produzione di robot per la manipolazione e la saldatura, che “occupano” da soli l’87% della nostra produzione robotica. La tecnologia e l’esperienza industriale, infatti, ci consentono di essere il sesto produttore al mondo di robot dietro a colossi come Stati Uniti e Giappone. E dopo un periodo di difficoltà, il settore ha ripreso a crescere in maniera significativa: secondo i dati del Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu - Sistemi per produrre (l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili), il comparto vale 528 milioni di euro e ha chiuso il 2015 con un +4,4% di export. Se sulle esportazioni di robot a servizio dell’impresa la crescita è costante, gli ordini interni  sono aumentati solo a inizio 2016, ma lo hanno fatto in maniera significativa: +31,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il settore, quindi, gode di una buona salute, testimoniata anche dai numeri. A volerli contare tutti, i robot “nati” nel 2015 sono circa 3.676 e “vivono” principalmente in Lombardia e Piemonte, regioni con la più alta densità di aziende operanti nel settore della robotica.

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È italiano uno dei leader mondiali del settore

Parlando di robotica, non si può non citare l’esempio di Comau, società del Gruppo FCA che si occupa della produzione e fornitura di sistemi avanzati di automazione industriale, che ha mantenuto il proprio quartier generale a Torino.

Grazie a un fatturato che nel 2015 ha toccato quota 1,9 miliardi di euro, Comau è uno dei leader mondiali del settore. Pur specializzata nella produzione di robot antropomorfi, recentemente l’azienda si è concentrata sui robot di piccola taglia grazie alla nascita di Racer3, macchina perfetta per settori produttivi come food&beverage, elettronica, plastica, lavorazione metalli e per applicazioni che richiedono il massimo della precisione e della rapidità in spazi di lavoro ridotti.

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Un modello italiano di sviluppo

Più comune è l’esempio di un’altra azienda italiana, Zucchetti Centro Sistemi, la cui storia non è molto diversa da quella di altre realtà del settore. Nata infatti come microimpresa familiare, è cresciuta in maniera esponenziale seguendo le necessità del mercato e inglobando tutti i vari aspetti del settore dell’automazione. Zucchetti infatti è robotica, automazione, progettazione di software e fornisce sistemi integrativi per le strutture sanitarie. Il suo fatturato raggiunge i 52 milioni con un export che supera il 65%, mentre la sua punta di diamante, in fatto di robotica, si chiama Ambrogio, un robot tosaerba sul mercato da oltre 15 anni con immutato successo.

A Milano una storia simile la racconta Oppent, che dai primi anni ’60 fa registrare una crescita costante nel settore, sviluppando la ricerca nei settori Healthcare, Urban Areas e Retail fino a progettare e gestire sistemi di automazione per il mercato italiano ed europeo.

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