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Innovation

La quarta rivoluzione industriale

The Van  05 Gen 2017 - 09:40

La fabbrica 4.0 risponde a un’esigenza di crescita e innovazione delle realtà industriali: far gestire in tempo reale a macchine intelligenti domanda, offerta e prezzi al dettaglio



Big data, cloud, automazione, sensoristica, additive manufacturing, Internet of Things. Sono gli ingredienti che, ben mescolati, fanno nascere una fabbrica smart. O, come si sente sempre più spesso dire, una fabbrica 4.0. Il termine, nato in Germania circa dieci anni fa, è un altro modo di definire la “quarta rivoluzione industriale”, cioè l’evoluzione dell’industria verso un modello intelligente, dove gli strumenti di lavoro sono connessi alla Rete e interconnessi tra di loro. Un sistema in cui i big data possono essere sfruttati, per esempio, per la manutenzione predittiva: grazie alle informazioni che gli strumenti inviano in modo costante al cloud, è possibile intervenire prima che si verifichi un danno o un malfunzionamento. E qualora ciò non bastasse, nessun problema: il pezzo danneggiato può essere stampato al momento, su misura, grazie alla stampa 3D. E non basta: 4.0 vuol dire anche strumenti collaborativi, in cui grazie alla robotica spariscono gli ostacoli fisici tra uomo e macchina, che lavorano fianco a fianco.

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Domanda-offerta in tempo reale

Una rivoluzione che alcune aziende italiane hanno già abbracciato. Come Barilla, per esempio. Il colosso della pasta sta lavorando su un progetto di stampanti 3D che produrranno per i supermercati rigatoni, fusilli e spaghetti on demand, sulla base della richiesta effettiva. Ma anche Cimbali, leader mondiale nella costruzione di macchine per il caffè professionali, si è convertita al digital. Ha infatti creato la macchina del caffè connessa”, che grazie a componenti comunicanti rende le macchine intelligenti, in grado cioè di fornire informazioni per un miglior servizio di assistenza e manutenzione in ottica predittiva, e molti altri vantaggi in termini di visibilità dei processi. Benetton è invece entrata nell’era del 4.0 cominciando dal suo magazzino: la multinazionale veneta ha sviluppato, in collaborazione con Ors Group, un sistema robotico che lega l’etichettatura dei capi all’analisi dei Big data e all’andamento delle vendite: così i prezzi vengono assegnati in base alle informazioni registrate alle casse dei negozi. Il vantaggio è la possibilità di gestire l’offerta in tempo reale, sulla base della domanda.

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Il 4.0 è legge

Puntare sulle nuove tecnologie è necessario. Soprattutto perché il Sistema Paese vada avanti. Così, dopo undici mesi di gestazione, il Ministro dell’Economia Carlo Calenda ha presentato il 21 settembre a Milano i numeri del Piano nazionale “Italia 4.0”, inserito all’interno del disegno della Legge di Stabilità 2017. Un progetto ambizioso: sono più di 10 i miliardi di investimenti privati in innovazione durante il prossimo anno e 11,3 i miliardi di spesa privata in più nel triennio 2017-2020 destinati a ricerca e sviluppo. Ma non solo: è previsto un incremento di 2,6 miliardi dei finanziamenti privati, soprattutto nel periodo iniziale d’investimento (il cosiddetto “early stage”) e un impegno pubblico di 13 miliardi di euro, distribuito in sette anni tra il 2018 e il 2024 per la copertura degli investimenti privati sostenuti nel 2017, attraverso il contributo di superammortamento, iperammortamento, Beni strumentali Nuova Sabatini e investimenti supportati dal credito d’imposta per la ricerca.

Nello specifico, le agevolazioni prevedono che l’incremento dell’aliquota per investimenti Industry 4.0 venga innalzato dal 140% al 250% (il cosiddetto iperammortamento). Mentre per quanto riguarda il superammortamento, verrà prorogato con aliquota al 140%, ad eccezione di veicoli e altri mezzi di trasporto che prevedono una maggiorazione ridotta al 120%. Un grosso aiuto, dunque, per tutte le aziende che vogliono restare competitive.

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