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Innovation

Trentino, terra di innovazione

The Van  03 Nov 2016 - 17:00

Il primo fu il Politecnico di Milano. Poi gli incubatori e acceleratori di impresa si sono diffusi anche in provincia, tanto che a Rovereto è nato il Polo Meccatronica grazie a un investimento di 80 milioni di euro



Si chiamano incubatori, ma sono conosciuti anche come acceleratori di impresa. In pratica, sono programmi appositamente studiati per sostenere gli sforzi di chi si mette in gioco partendo da zero (o quasi) fornendo strumenti e spazi utili a sviluppare un business efficace. Il Politecnico di Milano è stato tra i primi a credere fermamente nel supporto disciplinato alle idee imprenditoriali, creando Polihub nel 2000, oggi secondo incubatore “istituzionale” di impresa in Europa e quinto incubatore universitario al mondo (50 imprese sostenute dal 2001 e 11 milioni di investimenti distribuiti).

Nel nostro Paese, infatti, il numero di start-up innovative continua a crescere a ritmi sostenuti: a oggi risultano iscritte, a livello nazionale, quasi 6.300 imprese.

Trentino protagonista

Ma, a quanto pare, al futuro non si guarda solo nelle grandi città e nelle università più prestigiose.

Se si considera il numero di start-up innovative in rapporto al numero di società di capitali attive nella provincia, Trento figura al primo posto con 144 start-up ogni 10 mila società di capitali; seguono Trieste con 125, Ascoli Piceno con 109, Ancona con 106, Rimini e Modena con 77.

Il Trentino Alto Adige, quindi, è una delle regioni più innovative d’Italia e d’Europa. In questo territorio, infatti, gli investimenti pubblici in Ricerca e Sviluppo sono più alti della media europea e hanno sede vari centri di ricerca, sia accademici che industriali.

E Trento fa la parte del leone. Trentino Sviluppo (l’agenzia della Provincia autonoma di Trento dedicata a favorire lo sviluppo dell’area, che da anni sostiene fortemente le nuove idee imprenditoriali in ogni loro forma) a fine 2013 ha inaugurato a Rovereto il primo tassello di Polo Meccatronica, ovvero il nuovo edificio produttivo che già ospita una ventina di realtà, in gran parte provenienti da fuori provincia.

Ma il progetto è molto più ambizioso: il Polo, che si svilupperà su un’area complessiva di 75 mila metri quadrati, rappresenta un investimento di oltre 80 milioni di euro: 20 milioni per il nuovo edificio produttivo, inaugurato appunto a fine 2013, 24 milioni per i laboratori di prototipazione meccatronica, anello di congiunzione tra imprese e formazione, mentre circa 36,5 milioni di euro saranno destinati a partire dal 2018 alla costruzione dei due nuovi edifici del polo scolastico, un istituto tecnico tecnologico e un centro di formazione professionale.

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Dialogo costante con le grandi aziende

A partire da novembre 2014 nel Polo Meccatronica ha iniziato a operare Industrio Ventures, nato dalla collaborazione di un gruppo di imprenditori e professionisti trentini, è un acceleratore di start-up hardware che mette a disposizione un mix unico di risorse, strumenti e know-how imprenditoriale per aiutare start-up con un prototipo a diventare aziende in grado di proporre sul mercato un prodotto.

Polo Meccatronica, inoltre, sostiene le nuove idee ma parla anche con le grandi società come Bonfiglioli, Ducati Energia, Dana e Carl Zeiss, che popolano il polo insieme ai nuovi imprenditori. Da settembre 2015 è attivo anche il Dana Mechatronic Technology Center, primo centro ricerche mondiale di Dana, leader mondiale nella progettazione e nella produzione di assali e sistemi di trazione e trasmissione per grandi macchine industriali orientato alla meccatronica, che si occupa in particolare di sistemi avanzati di trazione per veicoli fuoristrada, mentre da giugno 2016 l’incubatore ospita il primo centro di innovazione avviato a livello mondiale dalla multinazionale americana Watts Water Technologies.

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Investire in sviluppo conviene

Nel complesso, uno studio condotto dai ricercatori di Fbk-Irvapp (Fondazione Bruno Kessler - Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche) stima che le operazioni condotte dalla Provincia autonoma di Trento tramite Trentino Sviluppo nel 2015, con un esborso finanziario di 22,7 milioni di euro, hanno determinato una movimentazione monetaria pari a 133,3 milioni di euro tra investimenti propri delle aziende e redditi da lavoro. Tutto ciò ha prodotto sul Pil provinciale un effetto moltiplicativo che al 2019 arriverà a toccare i 197,3 milioni di euro, pari all’1,1 per cento.

Detto in altri termini, si stima che 1 euro speso da Trentino Sviluppo nel 2015 arriverà a generare nei successivi cinque anni ulteriori 6,14 euro spesi dai privati, tra investimenti settoriali e redditi da lavoro, e considerando l’effetto moltiplicativo derivante dalla stimolazione indotta di altri settori economici interconnessi si arriva al valore complessivo finale di 8,99 euro. In pratica, per ogni euro investito da Trentino Sviluppo, il Pil provinciale ne beneficerebbe per 9 euro.

Innovare conviene, quindi.

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