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Innovation

Italia sempre più green

The Van  18 Ago 2016 - 14:30

La green economy rappresenta un’ottima opportunità per uscire dalla crisi, con vantaggi per l’ambiente ma anche per il sistema economico e produttivo del Paese: le ultime evidenze del settore



Green economy. Ovvero, due tra le parole più utilizzate in Italia: negli ultimi anni, infatti, l’attenzione verso i temi legati alla sostenibilità è cresciuta in maniera esponenziale nel nostro Paese e riguarda indistintamente sia i cittadini/consumatori che le imprese, gli enti e le istituzioni. La conferma di questo trend arriva dal V Rapporto sull’Efficienza energetica (Raee), presentato lo scorso mese a Roma, secondo cui tra il 2007 e il 2015, complice anche l’ecobonus stanziato dal Governo, le famiglie italiane avrebbero investito quasi 28 miliardi di euro per migliorare l’efficienza energetica delle loro abitazioni (+12% in un anno) e realizzato 2,5 milioni di interventi anti-spreco. Numeri, questi, che hanno valso all’Italia il primato in Europa per efficienza, con un livello di intensità energetica – indicatore del rapporto tra Prodotto interno lordo (PIL) e Consumo interno lordo di energia – inferiore del 18% rispetto alla media dell’Unione europea.

Le rinnovabili come exit strategy dalla crisi

Aziende e amministrazioni fanno la loro parte, consapevoli di come questi valori siano sempre di più apprezzati dai loro stakeholder di riferimento. In particolare, tra il 2007 e il 2013 si contano 2.553 progetti realizzati grazie a “Poi Energia”, il Programma operativo interregionale per le Energie rinnovabili e il Risparmio energetico, finanziato con il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). I progetti finanziati vanno dalla produzione di energia rinnovabile all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, dagli interventi sul territorio per il potenziamento e la conversione delle reti di distribuzione dell’energia al sostegno economico delle imprese più lungimiranti, prevalentemente micro e Pmi.

Gli interventi realizzati nell’ambito di “Poi Energia” hanno contribuito a migliorare le condizioni di vita in molte delle aree territoriali interessate, a partire da Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, e i numeri sono sorprendenti: 1.283 cantieri attivati per la realizzazione di interventi sugli edifici della pubblica amministrazione, 1.172 progetti realizzati dai comuni, 26 progetti nelle università, 19 progetti nei musei ed edifici di pregio, 23 progetti su edilizia carceraria, 10 progetti nelle strutture ospedaliere, 1.605 chilometri di rete ammodernati in un’ottica di smart grid (sistemi efficienti per il trasporto dell’energia), 240 milioni di euro a favore delle aziende per il finanziamento di 1.237 progetti.

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Energia pulita che fa bene al lavoro

In questo quadro risulta chiaro come l’economia green sia una delle principali leve a disposizione dell’Italia per uscire finalmente dalla crisi. Grazie a questi interventi, negli anni è stato possibile risparmiare tonnellate di emissioni inquinanti di anidride carbonica, oltre che ridurre le spese per le importazioni di fonti fossili, petrolio e gas.

L’energia sostenibile, però, non fa bene solo all’ambiente, ma anche al sistema economico e produttivo del Paese, alimentando una filiera da 50mila posti di lavoro in media l’anno. In un analogo studio condotto recentemente da EurObserv'ER (consorzio dedicato al monitoraggio dello sviluppo delle energie rinnovabili all’interno dell’Unione europea) emerge che l’Italia è il quarto Paese più virtuoso d’Europa, con 82.500 occupati nel settore delle rinnovabili – prevalentemente eolico e biomasse – e un giro d’affari di 16 miliardi di euro su un totale di 143,6 miliardi generati complessivamente dal settore in Europa.

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Mobilità sostenibile

Ma la coscienza ecologica degli italiani passa anche dai piccoli gesti quotidiani, come la scelta del mezzo da utilizzare per spostarsi e recarsi a lavoro. Secondo l’ultima rilevazione Istat, le città dello Stivale sono sempre più verdi e a misura d’uomo: dal 2011 al 2014 sono infatti raddoppiati i sistemi di mobilità condivisa, come bike sharing (presente attualmente in 60 città con più di 11mila biciclette, circa il doppio del 2011) e car sharing (disponibile in 23 città, di cui 18 al Nord, e un parco auto di oltre 4mila veicoli a disposizione dei cittadini).

I due servizi hanno conosciuto un vero e proprio boom, con una crescita rispettivamente del 97% e 40% circa nel periodo 2011-2014, anche se ancora resta tanto da fare, soprattutto al Sud e tra le fasce più adulte della popolazione.

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