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Innovation

Fondi Horizon 2020, l’Italia fa il boom

The Van  02 Mag 2017 - 16:38

Il progetto europeo che finanzia le Pmi innovative vede il nostro Paese protagonista (80 milioni di euro ricevuti). Tra le imprese beneficiarie, ci sono Glomeria Therapeutics ed Electronic System



C’è una classifica europea che premia l’Italia. Secondo i dati dell’Agenzia esecutiva per le piccole e le medie imprese (Easme) relativi all’ultimo trimestre 2014-2016, infatti, l’Italia è il secondo Paese per numero di aziende beneficiarie e progetti finanziati nell’ambito del programma europeo Horizon 2020 a favore della ricerca e dell’innovazione.
Di che cosa stiamo parlando? Horizon 2020 è il più grande programma mai realizzato dall'Unione Europea che eroga finanziamenti a sostegno dell’innovazione per un totale di circa 80 milioni di euro e, a distanza di tre anni dal suo lancio, è tempo di bilanci. In particolare, secondo i dati relativi all’ultimo trimestre (2014-2016) ed elaborati dall’Easme, l’Italia è stata in grado di attrarre il 10% dei fondi messi disposizione da Bruxelles per le piccole e medie imprese (circa 800 milioni di euro). Con 326 progetti e 378 imprese beneficiarie, l’Italia si posiziona sul podio, seconda solo alla Spagna.
Con riferimento al nostro Paese, è la Lombardia a fare da traino agli investimenti italiani: sono infatti ben 119 – circa un terzo del totale – le aziende operative in questa Regione che sono riuscite ad aggiudicarsi i finanziamenti, mentre sono 104 i progetti che hanno saputo distinguersi ricevendo l’approvazione della Commissione europea.
Il risultato della Lombardia, su cui primeggia Milano con 59 beneficiari, è straordinario sotto tutti i punti di vista: la sua performance fa invidia a tanti Paesi come la Svizzera, l’Olanda, la Danimarca o la Finlandia e, in termini assoluti, si colloca al sesto posto, a poca distanza dalla Francia.

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Tra le imprese destinatarie dei fondi, ce ne sono alcune che figurano anche nel programma ELITE di Borsa Italiana dedicato ad aziende con prospettive di crescita ambiziose. È il caso di Antares Vision, realtà bresciana che ha realizzato un progetto di ispezione automatica di preparati farmaceutici liofilizzati attraverso un innovativo sistema ICT. O Mosaicoon, azienda siciliana ideatrice di Tiles, la prima piattaforma per l’intrattenimento condiviso.
Bio On, azienda emiliana quotata sul mercato AIM Italia, ha invece ideato un progetto di realizzazione di un impianto su scala industriale per la produzione di polimeri PHA (poliidrossialcanoati) dagli scarti dell’industria dolciaria.
Se, però, la Lombardia la fa da padrona in termini assoluti, il primo posto della classifica delle realtà italiane che si sono aggiudicati i maggiori finanziamenti lo conquista Glomeria Therapeutics, piccola start-up con sede a Chieti in Abruzzo, che opera nel settore della sanità e in particolare nello sviluppo di sistemi medici innovativi. L’azienda ha ottenuto oltre 2,8 milioni di euro dai Fondi Horizon 2020 con il progetto chiamato TheraPD: si tratta in particolare di una piattaforma per il trattamento terapeutico di dialisi peritoneale (Pd) da impiegare su pazienti con insufficienza renale cronica terminale (Esrd), grazie a una tecnologia altamente innovativa che migliorerà significativamente il livello di efficacia clinica ed efficienza del trattamento di depurazione del sangue, nonché il livello di sicurezza per i pazienti.

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Al secondo posto di questa speciale classifica si piazza la Electronic System di Momo, in provincia di Novara. Forse poco nota ai non addetti ai lavori, è un’impresa leader nell’industria della gomma e della plastica, specializzata nella produzione di sistemi per la misura, il controllo e l’automazione del ciclo produttivo. Alla sua presidente, Florinda Martena si deve il progetto innovativo che è piaciuto talmente tanto alla Commissione europea da conquistare un finanziamento di 2 milioni e 479 mila euro.
Il progetto industriale premiato nell’ambito del programma Horizon 2020 consiste nel donare vita nuova ai pneumatici usurati e obsoleti, grazie a un processo proprietario che prevede la separazione della gomma dalla rete di fibra e dal metallo che costituisce l’involucro dello pneumatico. In questo modo è possibile ottenere suole, isolanti per immobili o per superfici e tanti altri oggetti, con un grande risparmio economico ed ecologico. Il credito europeo coprirà una parte dei costi per la realizzazione dell’impianto di riciclo, quantificati in 3 milioni e 542 mila euro, e consentirà di ampliare lo stabilimento di Momo, che distribuisce i suoi macchinari per il controllo del film plastico degli pneumatici in tutto il mondo, incluse le “big” del settore come Goodyear o Continental.

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