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Innovation

Il vento (nuovo) dell’energia

The Van  13 Giu 2017 - 14:30

Il settore eolico in Italia gode di ottima salute e ha un grande potenziale di sviluppo. E non mancano le eccellenze tricolori, da Fri-El a ERG Renew



L’Italia viaggia a gonfie vele nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Secondo gli ultimi dati di Eurostat, l’istituto di statistica europeo, il nostro Paese ha raggiunto, con un anticipo di tre anni, l’obiettivo fissato per il 2020 dall’Unione Europea. Alla fine del 2015, infatti, la percentuale coperta dalle energie rinnovabili sul totale dei consumi corrisponde al 17,5%, mezzo punto in più rispetto all’obiettivo fissato. Un grande balzo in avanti, se pensiamo che nel 2004 la percentuale sul totale toccava il 6,3%, arrivando al 15,4% nel 2012. Una crescita costante negli anni, coerente con quanto accade negli altri paesi europei: nel 2015 l’energia prodotta da fonti rinnovabili nel Vecchio continente, infatti, ha raggiunto il 16,7% del consumo finale, in leggero aumento rispetto all’anno prima. L’obiettivo prefissato dall’Unione europea, ovvero arrivare al 20% sul totale entro il 2020 e al 30% entro il 2030, potrebbe essere quindi alla portata.

energie rinnovabili

Il sud “polmone” d’Italia

Nell’ambito delle fonti rinnovabili, il settore dell’energia eolica in Italia è quello con il maggior potenziale e può contribuire in modo determinante al raggiungimento degli obiettivi europei. Gli impianti eolici, in particolare, si distinguono in on-shore (installati sulla terraferma) e off-shore (installati in mare aperto). Il parco eolico italiano è localizzato per la maggior parte nel sud e nelle isole, con oltre 840 strutture nel 2012, circa l’80% del totale. Tra le regioni con il maggior numero di impianti installati emerge la Puglia (372 impianti a fine 2012), seguita dalla Campania (126), dalla Basilicata (110) e dalla Sicilia (92). Dal meridione e dalle isole arriva più del 97% della potenza installata, l’1,7% dall’Italia centrale e poco più dell’1% dal nord.
Secondo uno studio dell’associazione nazionale energia del vento (Anev), nel nostro Paese ci sono 950 MW (megawatt) sfruttabili tramite la tecnologia off-shore e 400 MW con il minieolico. Inoltre, il rinnovamento del parco eolico italiano, abbinato alla nuova capacità installata, potrebbe portare a risparmi pari a un totale di 6,6 miliardi di euro dal 2018 al 2030, grazie alla possibile riduzione del Prezzo unico nazionale dell’energia. Viceversa, in caso di assenza di specifiche misure per l’eolico, anche a causa delle dismissioni che avverranno tra il 20° e il 25° anno di vita degli impianti, al 2030 la potenza installata potrebbe ridursi a 7 GW.
Nel 2016, in Italia risultano installati circa 9,2 GW (gigawatt) di capacità eolica, che hanno coperto il 6% della domanda elettrica nazionale (con un incremento della produzione di 2 TWh, pari al 12% in più, rispetto all’anno precedente) e il settore impiega oggi 26mila addetti e si stima che potrebbe arrivare a impiegare 67mila persone nel 2020.

eolico marino

Grandi investimenti

Tra i principali player del settore eolico c’è E2i Energie Speciali. Nata da una joint venture tra F2i Fondi italiani per le infrastrutture, Edison ed EDF EN Energies Nouvelles, questa realtà può contare  600 MW di potenza installata con oltre 30 impianti presenti in 30 comuni italiani. Con un fatturato per il 2016 di 117 milioni di euro, E2i per il futuro vuole investire nella riqualificazione dei siti esistenti per adeguarne la tecnologia e ottimizzare l’uso delle risorse. Altro importante attore nell’eolico è Fri-El Green Power, di Bolzano, che si è aggiudicato, ai primi del 2017, 4 grossi progetti per 131 MW di potenza eolica on-shore: due nel sud dell’Italia, uno nel centro e un impianto in Sardegna. L’azienda altoatesina, che nel 2015 ha riportato un valore della produzione di 194,6 milioni, un Mol (margine operativo lordo) di 76,2 milioni e un utile di 21,1 milioni, detiene inoltre il 29% di Alerion Clean Power, società attiva nelle rinnovabili e contesa con Eolo (Edison-F2i), che ha un parco produttivo di 10 campi eolici e una capacità installata di 259 MW. Fri-El, dopo essersi aggiudicata il controllo del board nei mesi scorsi, aveva annunciato un’Opa per acquisire la totalità delle azioni, ma al momento la situazione è bloccata.
Quando si parla di energia eolica, però, non ci si può dimenticare di ERG Renew, la società del gruppo ERG che opera nel business delle rinnovabili: primo produttore italiano e uno dei primi in Europa, opera anche in Francia, Germania, Polonia, Bulgaria, Romania e dal 2016 nel Regno Unito. In pochi anni, grazie a una crescita dinamica attraverso acquisizioni, è presente nella “top ten” degli operatori onshore (sulla terraferma) europei con oltre 1.000 MW installati in Italia e circa 670 MW installati oltre confine.