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Innovation

Pagamenti digitali, business reale

The Van  18 Apr 2017 - 14:30

Il giro d’affari del mobile payment nel nostro Paese ha raggiunto i 190 miliardi di euro. E ora tre start up italiane puntano all’espansione in Europa



Crescono a ritmo veloce, anno dopo anno, i pagamenti digitali nel nostro Paese. Il 2016 è l’anno della svolta: 30,4 miliardi di euro di transito che si traduce in un + 46% rispetto al 2015. I dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio “Il mobile payment & commerce alla conquista del mondo” realizzato dal Politecnico di Milano, si spiegano soprattutto con l’impennata del contactless, che tocca quota 7 miliardi di euro. Si tratta di una modalità di pagamento con cui si possono effettuare transazioni semplicemente appoggiando la carta al Pos, l’apposito apparecchio che consente il pagamento elettronico; oggi questa infrastruttura può contare su 40 milioni di carte e 1 milione di Pos abilitati.
Più in generale, il totale dei pagamenti digitali nel nostro Paese raggiunge i 190 miliardi di euro, una cifra pari al 24% dei pagamenti effettuati dagli italiani. Ma c’è ancora tanto da fare, visto che siamo ancora in basso nella classifica rispetto a molti altri Paesi europei. Lo hanno capito molte imprese innovative, che si sono tuffate nel settore con iniziative di successo. Come tre start up che sono partite dal nostro Paese per puntare all’espansione in Europa.

contactless

Satispay per scambiare soldi con amici

Una di queste è nata dall’unione del lavoro di tre trentenni, Alberto Damasso, Dario Brignone e Samuele Pinta. Hanno competenze economiche e informatiche e un’idea comune: creare un’app per scambiare soldi con amici e fare acquisti, tutto via mobile. Satispay, questo il nome della start up, nasce con un’email inviata a 70 persone per presentare l’idea e per chiedere un primo sostegno. Da lì diventa poi una srl che inizia a raccogliere l’interesse degli investitori che mettono sul piatto 8,5 milioni di euro: tra i finanziatori ci sono Jonathan Weiner e Ray Iglesias, i fondatori del Google Wallet, il sistema di pagamenti mobile dell’azienda leader nel web. Come funziona l’app? Si scarica gratuitamente, si effettua l’iscrizione (servono documento di identità, Iban e codice fiscale). Dopodiché è possibile scambiare soldi con altre persone e fare acquisti in negozi convenzionati. L’app, gratuita per i privati, è a pagamento per le aziende.

mobile

Jusp trasforma lo smartphone in un Pos

Un’altra start up interessante è quella fondata da Jacopo Vanetti, che inizia fin da piccolo a fare business. A 9 anni, infatti, sviluppa i primi software e a 20 si mette in proprio con un’azienda informatica. Parte con 100 euro e poi conquista clienti come Mondadori, Siemens e De Agostini. Ma la svolta della sua vita arriva quando conosce Giuseppe Saponaro e Stefano Calderano. Con loro sviluppa un’idea che rivoluziona il mondo dei pagamenti digitali. Si chiama Jusp ed è un dispositivo che si aggancia al tablet o allo smartphone dell’esercente e li trasforma in Pos. Oltre a poter ricevere pagamenti, Jusp ha al suo interno un software gestionale che monitora i flussi di cassa e manda ricevute di pagamenti o promozioni via email ai clienti. L’idea di Jacopo e del team ha raccolto 6 milioni di dollari di investimenti (la startup più finanziata nel 2013) e ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi, come il Premio per l’Innovazione, consegnato dal Presidente della Repubblica.

 

2Pay, la carta virtuale senza conto corrente

E poi ci sono Diego Occari, Costantino Magro e Daniele Bernardi. Una carriera nel mondo bancario e finanziario che offre loro un osservatorio privilegiato per intercettare un’esigenza e trovare una soluzione. Studiano le evoluzioni del mondo dei pagamenti digitali, il mobile che fa da padrone e il virtuale che elimina la fisicità delle carte di credito. Nel 2012 danno vita a un’idea: carte virtuali slegate da conti correnti bancari, di cui l’utente può usufruire scaricando un’app e registrandosi con il suo numero di telefono. Un nuovo modo di fare transazioni nel quale basta inserire il numero di cellulare della persona che deve ricevere il pagamento e poi un pin di sicurezza. L’app funziona anche in assenza di collegamento telefonico grazie a un codice QR che va mostrato al commerciante: 2Pay, questo il suo nome, ha ricevuto finanziamenti per 3,5 milioni di euro.

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