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Innovation

C’è chimica nel tessile

The Van  05 Dic 2017 - 16:30

Che cosa succede quando l’innovazione incontra un’industria tradizionale? Ecco i leader italiani (e mondiali) nella produzione di fibre sintetiche per la moda, l’automotive e l’arredamento



Tutti sappiamo che l’Italia è un punto di riferimento dell’industria tessile/moda a livello mondiale: 52 miliardi di fatturato nel 2016, con una crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente secondo gli ultimi dati di Sistema Moda Italia, la federazione del settore.

All’interno di questi numeri si nasconde un mondo molto articolato. Uno dei nostri vanti, ad esempio, è da sempre la produzione di filati, comparto che ha pagato a caro prezzo la crisi dell’ultimo decennio. Ci sono, però, alcune realtà che hanno saputo anticipare i tempi e, sfruttando le potenzialità offerte dalla tecnologia, hanno intrapreso una strada all’insegna della crescita e dell’innovazione. Un esempio è Radici Group, azienda bergamasca a conduzione familiare, che ha iniziato la propria avventura negli anni ’40 come produttrice di coperte e copriletto e oggi è una multinazionale della chimica, della plastica e delle fibre sintetiche.

L’anno scorso il fatturato di Radici Group ha quasi sfiorato la cifra record di 1 miliardo di euro, confermandosi il secondo produttore in Europa di poliammide (210 mila tonnellate) e di poliestere (24mila tonnellate), due tra le fibre sintetiche più utilizzate al mondo per innumerevoli applicazioni: dall’automotive all’abbigliamento (soprattutto tecnico-sportivo), dall’arredamento ai vari settori industriali. Il focus della produzione è in Europa: qui si concentra l’85% della produzione con 2.624 lavoratori (3.060 l’organico totale 2016), 17 impianti produttivi (24 il totale mondo) e 7 sedi commerciali (10 a livello globale).

Nonostante si parli di tessuti sintetici, è posta grande attenzione sul tema della sostenibilità durante l’intero ciclo produttivo e trasversalmente a tutte le aree di business. Come? Anzitutto grazie al riciclo che trasforma la materia plastica per usi tecnici e industriali, ma non solo. Secondo il Bilancio di Sostenibilità relativo al periodo 2012-2015, Radici Group ha infatti ridotto le emissioni di gas a effetto serra del 21, 6% e le sostanze inquinanti del 60,5%.

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Fibre sintetiche al top

Sempre a proposito di fibre sintetiche, è doveroso citare Aquafil, gruppo trentino leader in Italia e nel mondo grazie alla produzione di un fibre di poliammide 6. Di recente la società è stata valutata 615 milioni di euro e, dopo aver registrato 482 milioni di euro di fatturato, ha debuttato ieri sul segmento STAR di Borsa Italiana.

Aquafil è pioniera della cosiddetta circular economy. La sua innovazione si chiama ECONYL ed è un sistema industriale unico al mondo, che consente di produrre una materia prima chiamata caprolattame a partire dagli scarti industriali e dai rifiuti post-consumo giunti alla fine del loro ciclo di vita come reti da pesca e tappeti.

Un altro nome importante è Sinterama, azienda fondata a Biella nel 1968 e da poco acquisita da Idea Capital Funds, società del Gruppo DeAgostini. L’azienda è nota per aver inventato New Life, piattaforma che letteralmente dona nuova vita alle bottiglie di plastiche convertendole in una vasta gamma di fili in poliestere di alta qualità, apprezzati persino dall’alta moda. In occasione dell’ultima Settimana della Moda di Milano, il filo New Life è stato infatti premiato come miglior prodotto tecnico e innovativo alla presenza dei più celebri stilisti come Giorgio Armani, Miuccia Prada, Lavinia Biagiotti e Alberta Ferretti.

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Innovazione a otto zeri

Restando a Milano, non ci si può dimenticare di nominare Alcantara, l’azienda (italianissima) che ha dato vita all’omonimo materiale utilizzato dall’industria del fashion e dell’automotive. Con sede nel capoluogo lombardo e stabilimento produttivo in Umbria, Alcantara ha triplicato in pochi anni il fatturato passando dai 64,3 milioni di euro del 2009 ai 185 milioni del 2016 e nei prossimi cinque anni investirà 300 milioni in nuovi macchinari e impianti e in ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di raddoppiare la capacità produttiva dello stabilimento di Nera Montoro, in provincia di Terni.

Il suo segreto? Innovazione ma anche grande rispetto per l’ambiente. Alcantara è stata una delle prime aziende in Europa a ottenere, nel 2009, la prestigiosa certificazione di Carbon Neutrality che testimonia l’impegno profuso per migliorare e ammodernare i processi produttivi, riducendo le emissioni inquinanti di C02.

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