Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Innovation

L'Italia, un paese di ceramica

A cura di The Van  01 Mar 2016 - 17:10

Quella delle piastrelle è un’arte tutta italiana che soprattutto all’estero sta riscuotendo ottimi risultati. Merito di artigianalità, innovazione e attenzione alla sostenibilità



Versatile e sostenibile. Antica e contemporanea al tempo stesso. Si può trovare in molti ambienti della casa, sia interni che esterni: per terra, sulle pareti, in bagno, intorno al camino. Le sue funzioni? Riveste, contiene, protegge, decora. È la ceramica, che rappresenta uno dei settori trainanti dell’industria (e dell’economia) italiana.

Fotoceramicaquattro

La forza dei distretti

Con 223 aziende produttrici di piastrelle, ceramica sanitaria, stoviglie e materiali refrattari, 26mila addetti, un fatturato di 5,7 miliardi di euro e un export del 75% (dati diffusi da Confindustria ceramica, l’associazione industriale di categoria, riferiti al 2014), il settore è un vero e proprio gioiello del Made in Italy.

La sua forza? È legata a una tradizione produttiva ben radicata e alla storica concentrazione di aziende piccole e medie in aree geografiche definite, che oggi coincidono con i maggiori distretti industriali della ceramica: Sassuolo e Faenza in Emilia Romagna, Vietri sul mare in Campania, Nove e Bassano in Veneto sono i più noti. E poi non mancano le nicchie produttive eccellenti, come quella di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, leader nella produzione di ceramica sanitaria, e quella di Caltagirone, in Sicilia, con le sue microimprese di ceramiche artistiche così affascinanti da aver ispirato più di una collezione di Dolce&Gabbana: l'ultima in ordine di tempo è la capsule collection Maiolica dell'estate 2015, dominata dai colori bianco e blu tipici delle ceramiche dipinte a mano nei Paesi mediterranei.

ceramica 600

Alla conquista di nuovi mercati

L’artigianato quindi funziona, ma il settore è “dominato” dall’industria delle piastrelle, che ha concluso il 2015 con risultati soddisfacenti. Secondo i dati diffusi in dicembre sempre da Confindustria ceramica, il settore archivia un 2015 con vendite in ripresa (+1,4%), export in crescita (+1,8%) e situazione stabile in Italia (-0,3%).

Con un mercato interno ancora poco vivace, sono dunque le esportazioni a sostenere il comparto. Le piastrelle italiane hanno conquistato l’Estremo oriente (+7,2%), l’area NAFTA, la zona di libero scambio che comprende Stati Uniti, Canada e Messico (+6,3%) e i Paesi del Golfo (+5,5%), ma hanno ottenuto ottimi risultati anche in Europa, loro principale area di destinazione, grazie alla crescita delle esportazioni verso Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi e grazie anche alla ripresa di un mercato importante come quello tedesco (+6,5%). A proposito di Germania: la facciata del nuovissimo palazzo progettato dall’architetto di fama mondiale Daniel Libeskind realizzato a Berlino, nel quartiere centrale di Mitte, è rivestito di piastrelle in gres porcellanato prodotte da Casalgrande Padana, una delle aziende leader di un settore che cerca di anticipare le sfide del domani.

fotoceramicatre

 

Sostenibile per vocazione

La parola d’ordine del futuro è innovazione. Prodotto di per sé naturale – nasce dall'acqua e dall'argilla – la piastrella è igienica, resistente, limita la dispersione di calore, dura nel tempo, ma la sua produzione assorbe molta energia. Attualmente il settore delle piastrelle in ceramica e dei materiali refrattari, infatti, consuma in un anno 1,5 miliardi di metri cubi di gas naturale, cioè il 12,7% dei consumi nazionali per usi industriali, e 1.800 GWh (gigawatt) di energia elettrica. L'impegno per il futuro è quello di incentivare l'ottimizzazione del ciclo di produzione, attraverso tutti i possibili interventi. Con un occhio di riguardo al prodotto, che deve strizzare l’occhio a una clientela mondiale sempre più esigente attenta all’ambiente. Polis Ceramiche, azienda modenese tra i leader del settore, grazie alla collaborazione con università e altre imprese, ha lanciato pochi anni fa una collezione di piastrelle rivestite con uno smalto realizzato dal riciclo di lampadine, e un’altra in grado di abbattere gli inquinanti atmosferici. Inoltre, tutti i prodotti di un altro leader del settore, Marazzi Group, sono realizzati con il 40% di materiale riciclato.