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Innovation

Il nuovo corso del Gruppo Carraro

17 Gen 2018 - 17:11

Dopo i duri anni della crisi, l’azienda manifatturiera padovana è pronta a una nuova fase di sviluppo grazie anche a un ambizioso ma concreto piano industriale. E a una Academy per la formazione di nuovi professionisti



Gli anni della crisi hanno picchiato duro. Ma ora quel periodo è alle spalle per il Gruppo Carraro, azienda leader nei sistemi di trasmissione per veicoli off-highway e trattori specializzati, fondata nel 1932 a Campodarsego, in provincia di Padova. Uscire dal “tunnel” (la crisi è iniziata una decina d’anni fa) non è stato però semplice e ha comportato anche alcune scelte drastiche, che nel tempo però hanno dato i frutti sperati. Oggi il Gruppo, quotato alla Borsa di Milano fin dal 1995, è in salute e punta a superare quota 600 milioni di fatturato, come racconta in questa intervista a Italian Factory il presidente Enrico Carraro.

Carraro 3

Dottor Carraro, come siete riusciti ad affrontare la crisi degli anni scorsi?

«Dieci anni fa il nostro Gruppo era arrivato alla soglia del miliardo di euro di fatturato, ma in un solo anno, il 2009, il giro d’affari si è dimezzato a causa della crisi. Alcune grandi multinazionali nel giro di pochi mesi ridussero drasticamente gli ordini e questo provocò uno scossone al nostro interno, tanto più in un settore in cui gli investimenti tecnici hanno un grosso peso sul bilancio. Quando ci siamo resi conto che non si trattava di una crisi passeggera, ma di un vero e proprio mutamento di paradigma, abbiamo intrapreso un percorso di “cura” molto invasivo, che ha visto la riduzione del numero di stabilimenti e la cessione di attività non attinenti al nostro core business. Ci sono stati anche importanti tagli al personale: da quasi 4mila addetti siamo passati a poco meno di 3mila. È stato un passaggio molto difficile e complicato anche dal punto di vista personale».

 

Quel periodo è ormai superato e l’azienda si appresta ad affrontare un percorso di crescita virtuoso.

«Oggi il Gruppo è presente nei nostri principali mercati di riferimento grazie a tre stabilimenti produttivi in Italia, a cui si aggiunge un polo logistico, e altri in India, Cina, Brasile e Argentina. Il nostro obiettivo principale è quello di riportare in utile l’azienda e per fare questo abbiamo da poco varato un nuovo piano industriale: entro il 2021 puntiamo a raggiungere quota 670 milioni di euro di fatturato, con Ebitda a 75 milioni. Inoltre, miriamo a ridurre drasticamente la posizione finanziaria netta che nel corso degli anni era arrivata anche a superare i 300 milioni di euro: il target è arrivare a 91 milioni nei prossimi tre anni. Lo scorso anno abbiamo inoltre varato un aumento di capitale per 54 milioni di euro».

Carraro 1

Per ottenere questi risultati su cosa punterete?

«Anche durante il periodo di crisi l’unico settore che non ha visto ridurre gli investimenti è stato quello della ricerca e sviluppo: negli ultimi anni, infatti, abbiamo stanziato circa 140 milioni di euro, che ci hanno permesso di sviluppare nuovi prodotti facendo leva sulla tecnologia. Nei prossimi cinque anni investiremo altri 90 milioni di euro, che ci consentiranno di sviluppare prodotti ad alto valore aggiunto soprattutto per quanto riguarda componenti quali la trasmissione e gli assali per trattori e macchine movimento terra, settori che dovrebbero mantenersi stabili nel lungo periodo».

 

Se l’azienda è riuscita a tenere saldo il timone anche durante i periodi di tempesta è stato anche grazie all’aiuto dei mercati finanziari. In che modo hanno contribuito a questi risultati?

«La quotazione in Borsa, che risale a oltre vent’anni fa, ci ha innanzitutto permesso di presentarci agli occhi dei grandi colossi mondiali nostri clienti con un bagaglio di trasparenza e solidità nei confronti dei nostri clienti. Inoltre, ci ha aiutato anche nei rapporti con le banche, senza dimenticare il supporto fornito in un momento particolare come quello che ha portato all’aumento di capitale dello scorso anno».

 

Ci sono quindi tutte le premesse per tornare a crescere a pieno ritmo, ma per farlo è necessario anche saper attrarre i migliori talenti sul mercato.

«È proprio per questo che a settembre dello scorso anno abbiamo lanciato una Academy ad hoc. Si tratta di tre diversi percorsi educativi gratuiti di alto livello, della durata di 240 ore ciascuno, che hanno lo scopo di formare figure professionali altamente specializzate come progettisti meccanici ed elettrici e softwaristi. I ragazzi che frequentano la nostra Academy, che ha sede presso lo stabilimento di Rovigo, sono brillanti giovani in possesso di un diploma tecnico (perito meccanico, elettronico o elettrico, ndr) e neolaureati in informatica, ingegneria meccanica, informatica, elettrica o elettronica. Al termine del percorso per loro si apriranno le porte della nostra azienda».

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