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Innovation

La Silicon Valley italiana nasce tra Cosenza e Rende

The Van  09 Gen 2018 - 14:00

Il riscatto di una terra come la Calabria può ripartire dall’innovazione, come dimostrano i numerosi casi di aziende nate negli ultimi anni



C’è una piccola silicon valley italiana nel perimetro tra Cosenza e Rende. Un’area che coinvolge colossi dell’ICT, centri di innovazione e un’università che da anni è una delle più all’avanguardia del sud Italia. Intorno a questi pilastri si è costruito un sistema imprenditoriale molto attivo che già nel 2009 si collocava al 7° posto tra gli SLL italiani (Sistemi locali del lavoro) specializzati nel settore informatico. Negli anni la sua vivacità non si è spenta, il distretto tecnologico ha saputo guardare avanti e inglobare le start up al suo interno: solo Cosenza ne ospita più di 60, molte delle quali operano nel settore del terziario innovativo. Idee, formazione e investimento, sono la base per addentrarsi in questo ecosistema che, grazie anche ai recenti investimenti da parte del pubblico e del privato, è diventato una vera e propria eccellenza del Paese.

L’innovazione parte da un bilocale

Il distretto tecnologico ha al suo interno un gigante che ha contribuito allo sviluppo in questi anni: il colosso giapponese NTT Data (240mila dipendenti nel mondo e 95 miliardi di fatturato). L’azienda nipponica ha deciso di aprire proprio nella frazione di Rende uno dei suoi centri di ricerca, dopo quello di Tokyo e di Palo Alto in California. Per investire sul territorio ha inglobato una start up specializzata nella sicurezza informatica, nata in un bilocale e capace di farsi strada, fino a farsi notare dai super manager giapponesi. A crearla sono tre amici, Emiliano Graziano, Roberto Galdini e Giorgio Scarpelli, che continuano oggi a guidarla. Le chiavi del loro successo? Aver puntato sulle università e il riscatto dei giovani calabresi. Oggi il centro di ricerca dà lavoro a 200 dipendenti con un’età media di 33 anni e punta ad assumermene un altro centinaio nel prossimo anno.

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L’accordo pubblico-privato sulla cyber security

Un ecosistema tecnologico efficace ha al suo interno un importante centro di ricerca. Cosenza non fa eccezione con il suo Distretto Tecnologico di Cyber Security, nato su collaborazione tra Poste Italiane, Università della Calabria e NTT. Il polo tecnologico nasce per ricercare nuove idee su un tema delicatissimo per il mondo ICT, quello della sicurezza informatica. Dalla protezione dei pagamenti in Rete, all’integrità dei documenti digitali, sono tanti i percorsi di studio che vedono impegnati ingegneri e ricercatori per creare soluzioni da estendere al resto d’Italia. Il progetto, avviato nel 2015, è stato realizzato con l’impiego di 20 milioni di euro (un Programma operativo nazionale del Miur, il ministero dell’università e della ricerca) e 30 milioni messi a disposizione dai partner coinvolti nell’iniziativa.

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Dalla Calabria al mondo: le startup si fanno strada

La “Calabria Valley” ha già prodotto realtà di successo, startup che hanno saputo farsi strada grazie a soluzioni innovative e strategie di partnership con grandi gruppi nazionali. Una di queste è GiPS Tech, startup nata da due ingegneri formatisi all’Università della Calabria, Gaetano D’Aquila e Giuseppe Cutrì. I due hanno ideato una soluzione che consente la geolocalizzazione delle persone in spazi chiusi come padiglioni, magazzini e fiere espositive. Grazie alla loro idea hanno vinto prestigiosi concorsi nazionali (come il Premio Marzotto e il TechCrunch Italy) e raccolto più di 600mila euro di investimenti.

Sempre Cosenza è la città che ha dato i natali a ViaggiArt, piattaforma e app che consentono ai turisti di scoprire beni culturali, eventi artistici ed enogastronomici del territorio. L’idea è di due ingegneri gestionali calabresi, Giuseppe Naccarato, Stefano Vena a cui si è poi aggiunto Stefano Tarantino. Per crescere i tre hanno puntato su grosse partnership, la prima è stata quella siglata con il gruppo Europcar, tra le aziende leader nel noleggio di mezzi di trasporto (2 miliardi di euro di fatturato nel 2016). Mentre più recente è l’accordo con Ansa, la storica agenzia di stampa fondata nel 1945.

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