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Food

Ristorazione di (auto)strada

The Van  01 Ago 2017 - 15:00

Estate, tempo di vacanze e di spostamenti. Ad accompagnarci nei nostri viaggi ci sono aziende italiane leader nella ristorazione



Gli italiani stanno partendo per le vacanze. Molti di essi si muoveranno in macchina ed è probabile che si fermeranno, lungo il tragitto, in autogrill e stazioni di servizio. In molti sosteranno all’Autogrill, primo operatore nel mondo nei servizi di ristorazione per chi viaggia. Con 57mila dipendenti, di cui 8mila solamente in Italia, 4.200 punti vendita e circa mille location presenti in 31 Paesi di tutto il mondo, l’azienda controllata dalla famiglia Benetton è attiva in due principali settori di attività, le autostrade e gli aeroporti.
La forza del brand è quella di essersi identificato talmente tanto con il suo business da essere oggi utilizzato nel linguaggio comune come sinonimo di sosta di piacere. Complici alcune fortunate operazioni commerciali e una politica di internazionalizzazione, Autogrill ha chiuso il 2016 con ricavi a oltre 4,5 miliardi di euro (+4,6%) e un risultato netto pari a 98,2 milioni di euro, in crescita del +54% rispetto all’anno precedente. Il merito è delle performance registrate in Nord America, in particolare nel settore aeroportuale dove la società è leader indiscussa, e alla crescita nell’area International dove il gruppo sta investendo già da diversi anni. Il 2016 è stato un anno proficuo anche sotto il profilo dei contratti vinti (6,3 miliardi di euro) e rinnovati (1,6 miliardi), per un portafoglio complessivo pari a 34 miliardi di euro e una durata media di 7,3 anni.
Di recente, complice la rinnovata attenzione verso il food di qualità, Autogrill ha inaugurato il suo secondo bistrot autostradale, a Casalecchio di Reno (il primo ha aperto l’anno scorso a Fiorenzuola d’Arda, nel piacentino). Realizzati in collaborazione con l'università degli studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo, questi ristoranti gourmet sono dedicati ai viaggiatori che non si accontentano di una “semplice” Rustichella, il panino cult di Autogrill, ma sono alla ricerca di una pausa gastronomica all’insegna dell’eccellenza e della qualità.

autogrill

Dalla produzione alla ristorazione il passo è breve

Chi non si ferma all’Autogrill, è probabile che farà sosta da un altro leader nel settore della ristorazione onboard, Chef Express, brand del Gruppo Cremonini. La sua storia incomincia oltre cinquant’anni fa, più precisamente nel 1963, quando l’imprenditore Luigi Cremonini inizia l’attività nel business delle carni bovine espandendosi negli anni a venire nei settori attigui della distribuzione alimentare e della ristorazione attraverso il marchio Chef Express, nato nel 1990. È proprio questo l’anno che sancisce l’ingresso di Cremonini nel foodservice e che in pochi anni porterà il Gruppo a diventare un player di riferimento nel mercato ferroviario, dapprima a bordo dei treni delle Ferrovie dello Stato italiano e in seguito nei buffet delle stazioni.
Nonostante la conduzione familiare e le sue origini fortemente legate al territorio, Cremonini ha messo a segno importanti conquiste all’estero, iniziate nel 2000 con la vittoria della gara per i servizi di ristoro sui treni Inglesi Eurostar. Neanche un decennio dopo, attraverso la controllata francese Cremonini Réstauration, il Gruppo si aggiudica l’appalto dell’80% dei treni francesi ad alta velocità TGV e iDTGV diventando nel 2009 il primo operatore a bordo treno in Europa.
Il business non si ferma ai treni e agli scali aeroportuali ma anche alle autostrade: nel 2006 Cremonini rileva infatti il 50% della società Moto S.p.A. diventandone il principale azionista e cambia l’insegna di tutte le aree di sosta in Chef Express. Un’offerta varia – comprendente la catena di steakhouse Roadhouse Grill, oltre al già citato Chef Express – che ha permesso al Gruppo di concludere il 2016 con un fatturato record pari a 511,7 milioni di euro, di cui il 56,5% proveniente dalle attività in stazioni, aeroporti e autostrade.

autogrill gente

Piccolo ma solo nei numeri

Tra i due colossi del settore, si sta affacciando un brand, Sarni, che condivide con Cremonini le origini familiari. Il suo esordio risale agli anni ’70 quando i cinque fratelli fondatori Alessandro, Antonio, Potito Nicola, Teodoro e Carmine, originari della provincia di Foggia, avviano l’attività di gestione di bar, pizzerie e punti ristoro. Nonostante negli anni abbia diversificato le sue attività in nuove aree di affari come l’immobiliare, il core business dell’azienda è sempre la ristorazione, gestita direttamente o attraverso un programma di affiliazione commerciale (franchising). Seppur forse meno conosciuto rispetto ai competitor Autogrill e Chef Express, Sarni è considerato tra i primi operatori della ristorazione italiana e può contare su una rete retail costituita da oltre 82 punti vendita dislocati da Nord a Sud Italia e un fatturato che già nel 2014 superava i 65 milioni di euro.
Un po’ più piccoli, ma più aggiornati, i numeri di Sirio, azienda ravennate attiva nel settore ospedaliero, aeroportuale e nel fast food, che grazie anche ai suoi Siriogrill ha chiuso il primo trimestre 2017 con oltre 13 milioni di euro di ricavi (+17,10% rispetto all’anno precedente).

panini