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Food

Piccoli chicchi, grandi aziende

The Van  03 Nov 2017 - 11:16

L’Italia è il più grande produttore europeo di riso, grazie anche a numerose realtà familiari divenute vere e proprie multinazionali. E ora si parte alla conquista della Cina



Il riso abbonda sulle tavole degli italiani, che ne apprezzano le qualità dietetiche e nutritive. La rivoluzione delle abitudini di consumo degli ultimi anni, infatti, ha premiato la versatilità di questo prodotto che si sposa bene con molte ricette. L’Italia quindi si conferma il maggiore produttore europeo di questo cereale, con oltre l’85% dei produttori distribuiti tra Piemonte e Lombardia, in particolare nell’area compresa tra le province di Vercelli, Novara, Pavia e Milano.

Secondo i dati di Iri (Information resources, Inc., gruppo mondiale specializzato nella fornitura di informazioni sui mercati del largo consumo), dopo la performance del 2016, che ha visto un incremento di 0,2% a volume e del 3% a valore, per un totale di 390 milioni di euro, nel primo semestre 2017 la crescita delle vendite di riso in Italia si è quasi arrestata (+0,2%) ma è aumentata dell’1,6% in quantità. Diminuiscono le vendite delle varietà di riso bianco (arborio, ribe, vialone nano, roma, originario, padano), mentre crescono le specialità (esotico, integrale, cottura rapida) sia in volume (+7,7%) che a valore (+11%).

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Anche i cinesi preferiscono il riso italiano

L’Italia, inoltre, si difende bene anche a livello mondiale. È, infatti, tra i pochi Paesi ad avere imposto l’obbligo d’indicazione della varietà sulla confezione, valorizzando così la biodiversità delle produzioni.

E c’è chi è perfino riuscito a vendere il riso ai cinesi. Si tratta di Riso Scotti, uno dei tre big italiani del riso che, insieme a Gallo e Colussi, detiene il 35,7% del mercato italiano. Lo storico marchio pavese ha recentemente siglato un accordo con i cinesi di Central Leader, proprietari della piattaforma social di distribuzione Dropswujie 4.0, un partner che garantisce le transazioni dal produttore al consumatore senza contraffazione. Grazie a quest’accordo l’azienda spera di raggiungere i 5 milioni di fatturato al mese, 60 l’anno solo dalla Cina. Numeri imponenti per la multinazionale italiana, che lo scorso anno ha realizzato un fatturato consolidato di 236 milioni.

Riso Gallo è invece il numero uno in Italia per quota di mercato, 22% a valore (fonte Nielsen DM quota a scaffale Riso + Risotti Pronti) e un fatturato di 108 milioni di euro. L’azienda, fondata a Genova nel 1856, è ormai una multinazionale con sedi in Argentina, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Svizzera. Ma, nonostante sia tra le più grandi riserie d’Europa – le esportazioni toccano il 40% della produzione e 77 Paesi nel mondo – resta un’azienda molto legata alle tradizioni familiari, tanto che si è arrivati oggi alla sesta generazione di proprietari.

A completare il trio dei principali produttori c’è infine il marchio umbro Colussi – gruppo alimentare che nel 2015 ha fatturato 353 milioni di euro – proprietario dello storico brand Flora, nato sul finire degli anni 60 come specialista del riso parboiled, una sicurezza per le ricette veloci: Riso Flora Classico 8 minuti è la prima referenza del mercato del Riso Confezionato (Fonte: Iri 2016).

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Etichetta made in Italy: più trasparenza per i consumatori

Circa la metà del riso importato in Italia arriva però dall’Asia, con un aumento nel primo semestre del 2017 del 12% delle importazioni dall’India, il principale esportatore asiatico di riso nel nostro Paese seguito da Pakistan, Thailandia, Cambogia e Birmania.

Per tutelare il riso nostrano, da dicembre 2017 entrerà in vigore la nuova riforma del mercato interno del riso, che aggiorna la normativa del 1958 e consente di aggiungere l’indicazione “classico” nel caso in cui nella confezione sia presente una delle varietà tradizionali e a condizione che sia garantita la tracciabilità varietale. Da febbraio 2018, inoltre, ci sarà l’obbligo di etichettatura d’origine per il riso italiano. Con l’etichetta trasparente il consumatore saprà finalmente cosa c’è nella confezione e potrà scegliere se acquistare un prodotto nazionale o d’importazione.

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