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Food

Il lato dolce del mercato

The Van  07 Mar 2017 - 14:30

Da sempre l’industria dolciaria italiana – che ha saputo coniugare tradizione e innovazione – sforna prodotti di qualità apprezzati in tutto il mondo



Cresce la voglia di concedersi un piccolo peccato di gola, meglio ancora se di origine italiana. Quando si parla di prodotti dolciari, d’altronde, lo Stivale non ha che l’imbarazzo della scelta. A cominciare dalla Nutella, apprezzata in tutto il mondo, il prodotto di punta di casa Ferrero: con un fatturato di circa 9,5 miliardi di dollari e oltre 30mila dipendenti, l’azienda piemontese è tra i dieci più grandi produttori di dolci nel mondo. E pensare che tutto è partito da un piccolo laboratorio dolciario di Alba, nelle Langhe.

 

Tutti amano Nutella

Sono gli anni della Seconda Guerra Mondiale e le risorse cominciano a scarseggiare, ma è proprio nel momento di difficoltà che il fondatore Pietro Ferrero ha l’intuizione di utilizzare una delle ricchezze del tempo: le nocciole. Qualche anno dopo viene fondata ufficialmente l’industria Ferrero e da lì comincia una storia costellata di successi, che fa delle tradizioni familiari e della rete di vendita i suoi punti di forza. Negli anni ’50 Michele succede al padre alla conduzione dell’azienda e introduce la “Supercrema”, l’antenata della Nutella, venduta in bicchieri e barattoli di vetro che esaltano le sue proprietà energetiche.
Questa e gli altri prodotti cult di casa Ferrero partono alla volta dei mercati esteri, consolidando la leadership dell’azienda in tutto il mondo, persino a New York. Oggi il Gruppo Ferrero è una multinazionale costituita da 78 società, con 22 stabilimenti produttivi, di cui tre operanti nell’ambito delle imprese sociali, che vendono i loro prodotti in oltre 160 Paesi. E, nonostante i numeri di rilievo, la crescita non sembra destinata ad arrestarsi considerate le ultime performance che l’anno scorso hanno fatto registrare un aumento del fatturato pari al +13,4%. A trainare le vendite è soprattutto Nutella, che, con quasi mezzo di secolo di vita alle spalle e una produzione media annua equiparabile al peso dell’intero Empire State Building, figura nella top ten dei brand più affidabili al Mondo secondo un recente studio condotto da Ipsos, nota società di ricerche di mercato.

nutella

Il wafer dei nanetti

Spostandosi da ovest a est, si arriva in Alto Adige per incontrare un altro marchio leader nell’industria dolciaria: è Loacker, che condivide con Ferrero le origini umili e la conduzione famigliare tramandata di generazione in generazione. La sua storia comincia nel 1925, quando il suo fondatore Alfons, allora apprendista in un forno dolciario, decide di mettersi in proprio e dedicarsi alla pasticceria di “lunga durata” per conciliare i suoi impegni extra-lavorativi di calciatore. La scelta è quella di puntare su un dolce da forno della tradizione britannica, il wafer appunto, originariamente venduto sfuso.
Al successo di questo prodotto contribuisce una vincente strategia di marketing, dapprima incominciata con il porta a porta costruito su quello che oggi verrebbe definito “personal branding” e poi proseguita fino ai mitici nanetti, protagonisti oggi come allora della comunicazione di Loacker. Attualmente i prodotti dell’azienda, wafer, cioccolati e praline, vengono esportati in oltre 100 Paesi e in particolare in Medio Oriente sono sempre più richiesti. I numeri lo confermano: il Gruppo ha concluso il 2015 con un fatturato complessivo di oltre 300 milioni di euro, di cui la metà da export, e vendite per 35 tonnellate di golosità prodotte nel segno della sostenibilità.

wafer

Pandoro e brioche, un po’ di Verona nel mondo

Prendendo l’autostrada del Brennero in direzione Sud, si passa obbligatoriamente da Verona, la città del pandoro. Non è un caso, quindi, che proprio qui, nel 1922, il pasticcere Ruggero Bauli decide di elevarlo a dolce del Natale per eccellenza, fondando l’azienda che porta il suo cognome e che proprio al pandoro deve la sua fama: la produzione di questo prodotto, tipico della tradizione veronese, copre un quarto del mercato nazionale con punte fino al 32%, come si può leggere sul sito dell’azienda. Dal 2014 il Gruppo Bauli, che fattura oltre 400 milioni di euro annui ed è leader anche nel segmento dei croissant, fa parte del programma Elite di Borsa Italiana con l’obiettivo di garantire una crescita sostenibile e in linea con gli obiettivi di internazionalizzazione.

panettone