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Food

Gelato, gusto italiano

The Van  18 Lug 2017 - 14:41

L’Italia vanta il primato mondiale nella produzione di macchine per gelato artigianale, ma anche quello dei consumi più alti per numero di coni e coppette. Curiosità e numeri (da record) di un settore in continua crescita. Anche all’estero



Il gelato è stato inventato nel Cinquecento a Firenze. Dal quel momento è diventato uno dei prodotti più amati dagli italiani e sempre più consumato anche dagli stranieri, che da secoli ne apprezzano il gusto e la qualità artigianale. Nell’Ottocento, ad esempio, gli artigiani della Val di Zoldo, in Cadore, lo preparavano per i sovrani dell’impero austroungarico e ancora oggi le città dell’Europa centrale sono piene di gelatai originari del Veneto.
Il gelato, quindi, va. E mentre il consumo di gelato industriale diminuisce, quello artigianale va a gonfie vele, confermandosi una delle eccellenze della cultura dolciaria italiana. La conferma sta nei numeri: nel nostro Paese si contano, infatti, 18mila gelaterie che salgono a quota 38mila circa se si considerano anche i bar e le pasticcerie che vendono gelato artigianale, di cui 7mila operanti all’estero, per un giro d’affari complessivo di oltre 3 miliardi. In particolare, secondo i dati presentati all’ultima edizione di Sigep, il salone mondiale della gelateria, pasticceria e panificazioni artigianali, nel 2015 i consumi di gelato sono cresciuti dell’8% su territorio nazionale. Sul cono o nella coppetta, il gelato è ormai un’abitudine consolidata: lo mangiano ben 4 italiani su 10, percentuale che cresce soprattutto durante il periodo estivo, e, dati del 2015, il consumo pro-capite si attesta sui 12 chili a testa.

coppetta

Alla conquista dei mercati esteri

E se i consumi interni vanno forte, anche l’export non è da meno e registra una crescita continua. I principali mercati di sbocco sono la Germania e gli Stati Uniti, dove solamente nell’ultimo anno il consumo è cresciuto del 25%.
Per continuare l’espansione sui mercati esteri e respingere la sempre più agguerrita concorrenza dei produttori cinesi, le due principali associazioni del settore, Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) e Acomag (Associazione Nazionale Costruttori Macchine ed Attrezzature per Gelato), hanno deciso di unire le forze e avviare un tavolo di lavoro per esportare il modello del “gelato all’italiana” – non solo attrezzature e macchinari all’avanguardia quindi, ma un vero e proprio concept. Tra gli obiettivi più ambiziosi, c’è quello di superare la stagionalità del prodotto, consumato per il 70% nei mesi caldi, proponendo un dessert versatile e adatto a tutte le stagioni dell’anno; insomma un gelato che all’occorrenza si eleva a cibo gourmet da accompagnare alle pietanze più tradizionali e insospettabili come insegnano le ultime sperimentazioni culinarie degli chef nostrani.
Non mancano nemmeno le storie di successo di cui Grom è senz’altro tra le maggiori rappresentanti. Nata come l’avventura imprenditoriale di due giovani torinesi, Guido Martinetti e Federico Grom da cui prende il cognome, l’azienda è diventata in dodici anni di attività una catena di fama internazionale costituita da 70 gelaterie e da ben 650 dipendenti in grado di assicurare un fatturato di circa 30 milioni. Pur rimanendo sotto il controllo dei due storici fondatori, Grom è stata recentemente acquisita dal colosso del retail Unilever e, sulla scia del successo italiano, ha aperto punti vendita in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, dagli Emirati Arabi all’Indonesia.

coni

Un primato tutto italiano

Con 15 imprese attive da Nord a Sud e un fatturato di circa 300 milioni di euro all’anno, l’Italia è leader anche nella produzione dei macchinari professionali, dove a dominare è il gruppo Carpigiani. L’azienda bolognese originaria di Anzola dell'Emilia produce infatti il 50% delle macchine per gelato di tutto il mondo, con un peso delle attività di export intorno all’85%. Carpigiani ha inoltre messo a disposizione degli aspiranti mastri-gelatai di tutto il mondo il suo know-how, creando la prima accademia del gelato, la Carpigiani Gelato University, che ogni anno attira 7mila persone, di cui più della metà sono per l’appunto stranieri. Forte della sua conoscenza del settore, l’azienda ha recentemente voluto reinterpretare il concetto di gelateria, lanciando il “Shop in the Shop”, ovvero il negozio nel negozio, che consiste nell’adibire un mini “ice-cream corner” nei vari punti vendita, dal bar al negozio di abbigliamento, per gustare in qualsiasi momento il piacere di un gelato rigorosamente made in Italy.

gelateria