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Food

Un progetto davvero… Fico

The Van  28 Nov 2017 - 14:15

A Bologna nasce il più grande parco agroalimentare del mondo che ospita coltivazioni, allevamenti, ristoranti, attrazioni. Un investimento da 120 milioni che dovrebbe portare in Emilia 4 milioni di turisti entro il primo anno



Dopo il manifatturiero, l’agroalimentare è ormai diventato la seconda industria del Paese. Nel 2017 si potrebbero raggiungere i 135 miliardi di fatturato (+144,5% dal 2000), di cui 31,5 miliardi provenienti dall’export, che nei primi sei mesi di quest’anno è cresciuto di oltre il 9%. Numeri, quelli forniti da Federalimentare (associazione deputata a rappresentare e promuovere l’industria degli alimenti e delle bevande), che fanno dell’Italia il decimo Paese esportatore nel mondo, la seconda potenza agricola dell’Unione europea, il primo produttore mondiale di vino e di alimenti con marchi di qualità garantita, oltre al primo terreno “bio” d’Europa, con 646mila ettari coltivati.

Non è un caso, quindi, che in una delle capitali italiane del cibo, Bologna, il 15 novembre sia stato inaugurato il più grande parco agroalimentare del mondo, una vera e propria “Disneyland del cibo di alta qualità” o “paradiso dei buongustai”, come è stato definito. Si chiama Fico, acronimo di Fabbrica Italiana Contadina, e si sviluppa su una superficie espositiva di circa 100mila metri quadrati in cui, sotto la supervisione di Eataly World (società costituita da Eataly, nota catena di punti vendita del cibo di qualità, e Coop), si possono trovare mercati, ristoranti, botteghe, coltivazioni e allevamenti.

Il meglio del made in Italy in unico posto

Sorto sui terreni del CAAB (Centro Agroalimentare di Bologna), Fico Eataly World – questo il suo nome completo – ospita al suo interno le eccellenze del Paese proseguendo il cammino avviato due anni fa con Expo 2015 a favore della biodiversità e dell’alimentazione di qualità.

Qualche numero?  Due ettari di campi coltivati e stalle con più di 200 animali e 2mila cultivar, 30 eventi e 50 corsi al giorno, più di 40 tra chioschi e ristoranti e oltre 40 fabbriche contadine che mostrano la produzione di carni, pesce, formaggi, pasta, olio, dolci e birra; 6 giostre multimediali, spazi tematici interattivi, campi sportivi e aree di intrattenimento per i bambini.

Tra i protagonisti, ad esempio, c’è il Consorzio Igp Mortadella Bologna, che raggruppa i maggiori produttori del salume, o per rimanere in tema Antica Ardegna, piccola azienda famosa per il suo Culatello di Zibello. Nel parterre non mancheranno anche imprese a dimensione locale come il salumificio del Suino Nero che, come suggerisce il nome, è specializzato nella produzione delle razze autoctone italiane Nero di Calabria e di Cinta Senese, e realtà innovative come la ditta Ruliano, che ha scelto il palcoscenico di Fico per presentare il primo prosciutto “bio” privo di qualsiasi additivo, il Ruliano Perex Suctum.

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La bontà è… di casa

Fico strizza l’occhio anche ai vegetariani con un ricco assortimento di proposte, che vanno dai latticini alle conserve. In rappresentanza del settore ortofrutticolo c’è Mutti, che i consumatori apprezzano per le sue passate e polpe di pomodoro, mentre non potevano mancare i consorzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano, apprezzatissimi in tutto il mondo. Non mancano i latticini come latte e yogurt, ricotta e mozzarelle, rappresentati nella fattispecie dal colosso dell’industria alimentare Granarolo, che ha la più importante filiera di latte in Italia, con oltre 1000 allevatori distribuiti in 12 regioni, 17 siti produttivi in Italia e 6 all'estero. Non solo: nella cucina italiana, si sa, la pasta è protagonista e per l’occasione si è deciso di puntare sui pastifici storici di piccole dimensioni, ma con una lunga tradizione alle spalle, come nel caso dell’azienda La Campofilone, nata oltre 100 anni fa nelle Marche.

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Paese che vai, dolce che mangi

E dopo una bella scorpacciata, non possono mancare i dolci, settore nel quale l’Italia vanta una certa esperienza. Oltre al cioccolato Venchi, già presente negli store Eataly, a Fico ci saranno i famosi confetti di Sulmona, la pasticceria siciliana, il miele Conapi, le caramelle Fallani e le liquirizie Amarelli ad accompagnare il caffè Lavazza.

In totale, si tratta di un investimento di 120 milioni di euro, realizzato in quattro anni, che ha l’obiettivo di portare a Bologna 4 milioni di visitatori entro il primo anno fino a raggiungere i 6 milioni entro il terzo. La sfida è appena iniziata…

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