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Food

L’oro nero d’Italia

The Van  03 Gen 2018 - 14:30

Il cioccolato, delizia per il palato ma anche per l’economia: il mercato italiano vale 2,5 miliardi di euro con il made in Italy sempre più protagonista



Il vero oro italiano ha un colore nero e un gusto inconfondibile. Parliamo del cioccolato, un mercato dal valore di 2,5 miliardi di euro, con un export che ha raggiunto i 665 milioni (6,1% del mercato mondiale, Italia al quinto posto tra i Paesi europei), secondo i dati diffusi da Euromonitor, società internazionale di ricerche. Nel 2016 sono stati prodotte 520mila tonnellate di cioccolato con un incremento del 3,2% rispetto all’anno precedente.  A trainare la crescita del settore ci sono gruppi storici, che sono diventati nei decenni vere e proprie eccellenze del Made in Italy. Le storie di Ferrero, Novi, Majani, dimostrano che un business di successo è quello che sa unire un buon prodotto alla crescita di tutto il territorio.

Novi, cioccolato dagli inizi del ‘900

A Novi Ligure nasce uno dei più antichi produttori di cioccolato. Le origini dell’azienda risalgono a inizio del secolo scorso, nel 1903 quando un gruppo di dettaglianti e grossisti nel ramo dolciario apre una cooperativa. In seguito, l’imprenditore Giacomo Rossignolo entra nella storia dell’azienda, la salva dalla crisi del 1929 e la trasforma in una realtà industriale con 20mila quintali prodotti all’anno di cioccolato e caramelle. Il secondo uomo che segnerà per sempre il percorso dell’azienda è Flavio Repetto, che giunge al timone di Novi da imprenditore navigato: è alla guida di Elah Dufour dopo un passato di successi imprenditoriali, tra cui la creazione del primo stabilimento italiano di Coca Cola. Repetto riesce a unire alla cooperativa i 700 produttori di nocciole che gli permettono di realizzare i suoi prodotti. Dalla fusione tra le società nasce Elah Dufour Novi (di cui è parte un’altra azienda storica, laBaratti&Milano). Nell’ultimo anno il Gruppo ha fatturato 137,6 milioni di euro e oggi dà lavoro a 240 persone.

La Nutella, l’idea di un pasticciere

Sempre in Piemonte, ad Alba, nasce un’azienda destinata a creare uno dei brand di maggiore successo al mondo: la Nutella. La storia di Ferrero è legata alla nascita di questo prodotto, che ha avuto nel corso del tempo varie evoluzioni. A dare vita nel 1946 alla sua prima versione è un pasticciere, Pietro Ferrero, che crea un blocco di cioccolato che si può affettare come il pane. Chiama la sua invenzione Giandujot, in onore a una celebre maschera del carnevale torinese. È poi il figlio, Michele, a rivoluzionare il prodotto. Sia nel gusto, con l’aggiunta dell’olio vegetale, che nel branding: per lanciarla sul mercato inglese, ribattezza la crema “Nutella” (da “nut”, “nocciola”). Nei decenni Nutella e Ferrero hanno saputo diventare leader indiscussi del mercato dolciario e i numeri (10,3 miliardi di fatturato del 2016) lo dimostrano.

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Il cremino nasce per un’auto

Parla bolognese Majani, l’azienda di Valsamoggia che è erede di una tradizione antichissima di oltre due secoli. Nasce nel 1796 su idea di Teresa Majani, in una piccola bottega artigiana. Nei secoli ha resistito agli eventi che ne hanno messo a dura prova l’esistenza, come le due Guerre Mondiali. La storia del Gruppo resta legata al cremino quattro strati, realizzato in occasione del lancio della Fiat Tipo 4, nel 1911. Oggi al timone ci sono ancora membri della famiglia, Francesco Mezzadri Majani, amministratore delegato, e sua madre Anna, come vicepresidente. Majani ha concluso il 2016 con un fatturato di 10,7 milioni di fatturato e può contare su una crescita dei ricavi del 17,3%.

Il bacio più amato nel mondo

Spostandoci qualche chilometro più a Sud, in Umbria, non si può non nominare infine Perugina, azienda fondata a inizio ‘900 da Luisa Spagnoli, imprenditrice visionaria nonché stilista di fama mondiale. Intraprendente e dotata di uno spiccato senso degli affari, Luisa rileva con suo marito, il musicista Annibale Spagnoli, una piccola pasticceria sull’orlo del fallimento. Inizialmente, produce confetti e caramelle e poi si dedica alla produzione del cioccolato. Nel 1922 la svolta: sta cercando un modo di adoperare la granella di nocciola che resta dalla lavorazione di altri prodotti. È l’origine del celeberrimo Bacio Perugina, che ancora oggi è il prodotto di punta dell’azienda. Nel corso della sua storia, Perugina conosce più evoluzioni: sul finire degli anni Settanta viene incorporata da Buitoni, nel 1985 viene venduta alla CIR di Carlo De Benedetti. L’imprenditore, a sua volta, cede Perugina alla Nestlè, il colosso alimentare svizzero, che resta ancora oggi il proprietario del marchio.

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Dolfin, eccellenza siciliana

Italianissima è invece la Dolfin, azienda che ha sede a Riposto, in provincia di Catania, famosa soprattutto per i Polaretti, i famosi ghiaccioli al succo di frutta. La storia dell’azienda inizia nel lontano 1914 con la produzione artigianale di caramelle. Successivamente vengono lanciati sul mercato anche i confetti e i dolci tipici siciliani, oltre al cioccolato a ridosso delle festività natalizie e pasquali. Oggi l’azienda guidata dai fratelli Finocchiaro (Santi, Gaetano e Rosaria) sfiora i 30 milioni di fatturato annuo, dà lavoro a 120 persone (200 considerando l’indotto) ed esporta i propri prodotti in tutto il mondo tanto da aver aperto, di recente, un piccolo ufficio a Seul, in Corea del Sud.

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