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Food

Piccole dolcezze per grandi aziende

The Van  16 Feb 2017 - 14:10

Il settore confectionery occupa circa 11mila addetti in oltre 800 imprese, con un giro d’affari stimato intorno ai 3,8 miliardi di euro. E non mancano le eccellenze italiane…



Fragola, menta, liquirizia ma anche limone, arancia, mora. Non c’è che l’imbarazzo della scelta quando si parla di caramelle e chewing-gum, sia in termini di brand che di prodotti e varietà. Un settore che in Italia dà lavoro a circa 11mila addetti in oltre 800 imprese, con un giro d’affari stimato intorno ai 3,8 miliardi di euro. E in questo mondo di zuccheri e piccole dolcezze, associato spesso ai ricordi positivi dell’infanzia, ci sono alcune prestigiose realtà con sangue italiano: come “Pastiglie Leone”, che con i suoi 160 anni di storia è considerata una delle aziende dolciarie più antiche d’Europa, o “Perfetti Van Melle”, che, nonostante sia più “giovane”, è famosa in tutto il mondo ed esporta i suoi prodotti in oltre 150 Paesi.

gommose

Il terzo produttore mondiale è italiano

Secondo la definizione di AIDEPI, l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, il mercato della confectionery comprende oltre alle caramelle, suddivise in tre grandi gruppi (dure e ripiene; morbide; colate, gelatine e gommose), anche le liquirizie, i chewing-gum, i marroni canditi, i confetti e persino i torroni. Uno dei principali player, per la precisione il terzo su scala mondiale, è “Perfetti Van Melle”, che vanta un fatturato di oltre 2,6 miliardi di euro e 40 società per un totale di circa 17.700 dipendenti di cui 1.200 in Italia.
La sua storia incomincia alla fine della Seconda Guerra Mondiale e più precisamente nel 1946, quando nella sede storica di Lainate, vicino a Milano, ancora oggi operativa, i fratelli Ambrogio ed Egidio Perfetti fondano il “Dolcificio Lombardo” per la produzione di caramelle e pastigliaggi. Dieci anni dopo viene lanciato un prodotto già conosciuto e mitizzato oltreoceano ma del tutto assente in Italia: il chewing-gum. Nasce così “Brooklyn”, la gomma del ponte, il primo chewing-gum 100% made in Italy che in breve tempo si afferma grazie alla sua caratteristica forma a lastrina e a una riuscita campagna pubblicitaria che lo porta a raggiungere il 90% delle quote di mercato.
I decenni successivi sono caratterizzati dalla nascita di grandi marchi come “Big Babol”, “Morositas”, “Vigorsol”, “Alpenliebe” e dall’acquisizione di altre realtà dolciarie di cui “Golia”, “Tesco” (l’azienda produttrice delle mitiche “Goleador”) e “Frisk” sono senz’altro le più famose. E a proposito di operazioni commerciali strategiche, nel 2001 Perfetti mette a segno un altro importante traguardo, acquisendo l’intero pacchetto della società olandese Van Melle N.V. che produce “Mentos” e “Fruittella”, e dà origine al Gruppo che tutti noi oggi conosciamo. Con un portafoglio così ricco e ben assortito, composto per il 64% dalle caramelle e per il restante 36% dai chewing-gum, il bilancio non poteva che essere positivo: nonostante la crisi, infatti, il fatturato è sempre cresciuto dal 2003 a oggi, merito soprattutto dell’Asia e dell’Oceania da cui, a sorpresa, proviene la fetta più grande dei ricavi (39%).

 

Pastiglie Leone e Tic Tac, piccole ma solo nelle dimensioni

Un’altra eccellenza italiana specializzata nella produzione e nella commercializzazione di caramelle (e non solo) è “Pastiglie Leone” che, come recita il sito istituzionale, dal 1857 è “sinonimo di dolcezza di altissima qualità, rimasta immutata nel tempo”. È proprio durante questi anni di grande fervore politico per il Paese che Luigi Leone apre ad Alba la prima confetteria, con l’intento di offrire ai suoi clienti un’alternativa dolce per il fine pasto. Con l’apertura della prima bottega a Torino, riconosciuta allora come la capitale italiana della dolcezza, le pastiglie Leone diventano sempre più famose tanto da annoverare tra i primi clienti Camillo Benso Conte di Cavour – goloso delle gommose alla liquirizia aromatizzate alla violetta, ribattezzate dai parlamentari “senateurs” in onore dell’illustre collega – e la Real Casa, motivo per cui le confezioni possono fregiarsi del vessillo dei Savoia. Passata sotto la guida della famiglia Monero, l’azienda è diventata negli anni un autentico simbolo per Torino e i suoi concittadini, tanto da essere entrata nel linguaggio popolare fin dal ‘900 quando viene utilizzata l’espressione “Marca Leun” (“Marca Leone” in dialetto piemontese) per indicare una produzione di alta qualità realizzata a regola d’arte.
Altrettanto piccoli ma solo nelle dimensioni sono i confetti “Tic Tac”, nati nel 1969 col nome di “Refreshing Mints”. Nel 1980 le mentine di casa Ferrero sono già un fenomeno culturale e nel decennio successivo la crescita continua, con l’espansione sui mercati internazionali e l’introduzione di nuovi gusti che si aggiungono ai classici menta e arancia. Una curiosità? I confetti prodotti in quattro anni sono numerosi come le stelle della Via Lattea.

tic tac

Il chewing-gum del futuro l’ha inventato una startup

Un settore come questo, dinamico, giovane e colorato, non poteva non essere oggetto di startup innovative. Ad esempio, quella dell’ex studente universitario Giorgio Pautrie, 26 anni, che partendo da un bisogno reale, ossia mantenere viva la concentrazione durante la preparazione degli esami, ha creato “Mind the Gum”, un rivoluzionario integratore alimentare proprio sotto forma di chewing gum. Realizzati in collaborazione con un’azienda farmaceutica all’avanguardia con oltre 60 anni di storia, i confetti contengono un mix di 15 componenti attive e vitamine in grado di fornire energia e di agire sulle funzioni cognitive, migliorando la memoria e l’attenzione durante la masticazione. L’anno scorso la startup ha toccato il record di vendite di 100mila euro e siglato importanti accordi commerciali per la vendita delle chewing-gum anche al di fuori dell’Italia. I competitor sono avvisati.

caramelle