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Food

Un Paese che (non) fa acqua

The Van  07 Feb 2017 - 14:10

Nel 2015 il giro d’affari delle acque minerali in Italia ha toccato quota 2,4 miliardi di euro. Un settore in crescita di anno in anno, che ora fa gola anche alle multinazionali straniere



Ci sono alcuni settori dell’economia italiana (pochi, per fortuna) che, purtroppo, fanno acqua da tutte le parti. Paradossalmente, uno dei comparti più in salute è proprio quello delle acque minerali. Secondo quanto fotografato da Bevitalia – l’annuario pubblicato dalla Federazione degli operatori del settore, prendendo in considerazione i 265 marchi più importanti – il 2015 si è infatti chiuso con un giro d’affari di 2,4 miliardi di euro per una produzione totale di 12,2 miliardi di litri, garantendo occupazione a 36mila persone.
Numeri che crescono di anno in anno grazie ai consumi interni, lievitati nel 2015 fino a raggiungere i 208 litri pro capite, ma anche per l’aumento delle esportazioni: 1,2 miliardi di litri nel 2015, per un totale di 400 milioni di euro.
In un mercato che si sta consolidando grazie alle acquisizioni, non è un caso che le aziende tricolore facciano gola alle multinazionali straniere: Levissima, Vera, Panna e San Pellegrino sono state da tempo acquistate da Nestlé, ma rimangono pur sempre delle eccellenze nostrane, vista l’impossibilità di delocalizzare la produzione lontano dalla fonte. San Pellegrino, in particolare, rappresenta un’eccellenza nell’eccellenza, con 911 milioni di ricavi nel 2015 e un +12,4% sul 2014. Anche se non mancano i brand 100% “made in Italy”.

san pellegrino 1

San Benedetto, la primatista italiana

Una di queste è San Benedetto, il primo gruppo di acque interamente italiano: nel 2015 ha realizzato un fatturato consolidato di 730 milioni di euro, con un incremento del 7,3% rispetto al 2014, dando lavoro a 1.800 dipendenti. Con 44 linee di imbottigliamento, l’azienda ha una capacità oltre 20 milioni di bottiglie al giorno e, dopo aver acquistato lo scorso maggio lo stabilimento lucano Fonte Cutolo, a Rionero in Vulture, per 12 milioni di euro, ha confermato investimenti per 45 milioni in ricerca e sviluppo.

 

Ferrarelle “beve” solo minerale

Resta completamente italiana anche Ferrarelle, che dal lancio delle acque per la salute Fonte essenziale, ha ottenuto grandi soddisfazioni. Il gruppo della famiglia Pontecorvo, che controlla anche marchi come Vitasnella e Boario, nel 2015 ha venduto 851 milioni di litri, con una crescita dell’8,3% rispetto al 2014, un fatturato di 130 milioni in aumento del 16% sul 2014 e un margine lordo di 17 milioni, in salita del 30%. Tra l’altro, il gruppo ha appena investito 35 milioni di euro in un nuovo stabilimento, a Presenzano in provincia di Caserta, per realizzare bottiglie in Pet riciclato.  
Tutti questi dati pongono l’azienda al terzo posto – con una quota di mercato del 19,3% – nella classifica delle acque effervescenti naturali, preceduta soltanto da Uliveto (gruppo Rocchetta) e Lete. Quest’ultima è un’altra eccellenza meridionale, che nel 2015 ha raggiunto numeri da record: il fatturato ha toccato quota 105 milioni di euro grazie a un miliardo di litri d’acqua venduti.

acqua bottiglia

Sant’Anna Fonti di Vinadio, “rivoluzione” tecnologica

Spostandosi molto più a nord, si arriva in provincia di Cuneo. Qui c’è la sede della società Fonti di Vinadio, conosciuta soprattutto per il marchio Sant’Anna, che in 10 anni ha raggiunto la leadership nazionale nell’acqua minerale, consolidando il terzo posto nella classifica delle aziende del beverage. Anche il 2015 – chiuso con un fatturato di 300 milioni di euro e un miliardo di bottiglie vendute – ha fatto registrare una crescita del 20% rispetto dell’anno precedente, grazie soprattutto all’investimento in tecnologia e innovazione, che ha portato ad avere uno stabilimento totalmente automatizzato. Da poco, inoltre, l’azienda ha realizzato un ulteriore investimento da 50 milioni di euro, necessario per l’acquisto di cinque nuove linee di imbottigliamento che, insieme alle dieci attuali, porterà la capacità produttiva globale a circa 3 miliardi di bottiglie all’anno, con l’obiettivo di entrare in mercati importanti come Cina, Giappone e Stati Uniti.

imbottigliamento 4

Acque Minerali d’Italia punta sul consumo consapevole

Sempre al nord, ma a Milano, ha sede Acque Minerali d’Italia, la nuova holding che controlla tutti i marchi di proprietà della famiglia Pessina, tra cui figurano tra gli altri i marchi Norda, Fabia, Gaudianello e Sangemini. Un gruppo che conta complessivamente otto stabilimenti di produzione, con 26 sorgenti a disposizione e 27 linee di produzione per l’imbottigliamento, 1 miliardo e 150 milioni di litri di acqua venduta nel 2015 e una crescita del 14% in volume dello storico brand Norda.