Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione di terze parti per proporti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per maggiori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra cookie policy. Cliccando su “Continua” o proseguendo nella navigazione acconsenti all’utilizzo di tali cookie.

Distretti

Bologna, questione di pelle

The Van  31 Ott 2017 - 14:25

Il capoluogo emiliano è sede di alcune tra le più importanti aziende italiane del settore della pelletteria: da Furla a Borbonese, passando per Piquadro



“Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli col seno sul piano padano ed il culo sui colli”, cantava Francesco Guccini. Curiosamente, proprio nel capoluogo si producono alcuni tra gli oggetti preferiti dalle signore (anche quelle giovani): le borse. Sotto le Due Torri, ad esempio, è nato uno dei principali marchi della pelletteria italiana. Si tratta di Furla, azienda di proprietà della famiglia Furlanetto: oggi il marchio vanta 339 milioni di euro annui di fatturato e 24 milioni di profitti netti, con negozi monomarca in 64 Paesi.

Fondata esattamente novant’anni fa, nel 1927, dal capostipite Aldo Furlanetto, nel 1955 ha aperto nel centro storico di Bologna, in via Ugo Bassi, il suo primo negozio attivo ancora oggi. Tra gli anni 70 e 80 l’azienda, con sede oggi a San Lazzaro di Savena, inizia la sua espansione all’estero, in particolare in Francia e negli Stati Uniti. Successivamente, negli anni 90, approda in Giappone e nel frattempo apre filiali in Spagna, Regno Unito, Germania, Hong Kong e Cina. Oggi l’azienda conta più di 1.600 dipendenti, per il 90% donne di 100 diverse nazionalità, con un’età media 36 anni e uno dei suoi punti di forza è rappresentato dal welfare aziendale: ha infatti introdotto programmi diversificati per nazione e, grazie a una piattaforma, i dipendenti possono scegliere diversi servizi in base all’area in cui lavorano.

pelle1

Borse che passione

Sempre nel bolognese, per la precisione a Ozzano nell’Emilia, ha il suo headquarter un altro brand particolarmente apprezzato dalle donne di tutto il mondo: Borbonese, realtà fondata nel 1910 a Torino e in seguito acquistata dalla felsinea Redwall. Nel 2016 l’azienda ha fatturato quasi 32 milioni di euro (+12,87%) con un Ebit pari a 4,348 milioni di euro (+36,34%). Conosciuta per le borse – in particolare per l’esclusiva pelle scamosciata con la stampa O.P., “Occhio di Pernice”, che è diventata l'inconfondibile simbolo della maison – l’azienda produce anche collezioni moda sia maschili che femminili e complementi d’arredo. Indissolubile è il suo legame con l’arte, come dimostra la borsa realizzata nel 1986 su disegno originale di Giacomo Balla, o la collezione a tiratura limitata delle “Art Bag”, dodici borse che riproducono dettagli o opere dell’artista statunitense Roy Lichtenstein.

La prima boutique monomarca dell’azienda viene aperta nel 2002 in via della Spiga a Milano, ma ormai il brand è presente in tutto il mondo, dagli Stati Uniti, alla Cina passando per la Russia. Anche per Borbonese, infatti, l’export è fondamentale e sta vedendo nell’ultimo periodo un forte processo di internazionalizzazione: è recente la notizia di una partnership in Giappone con Sanki, che si occupa della distribuzione in esclusiva sul mercato nipponico dei più importanti marchi di moda, soprattutto europei. Non solo: sta creando una rete commerciale per l'area di lingua tedesca e per il nord Europa, e aprirà a Parigi nel 2018.

pelle3

Dalla pelletteria alle start up

Ma amare la pelletteria non è caratteristica esclusivamente femminile. Sui colli, a Gaggio Montano, c’è infatti il quartier generale di Piquadro, l’azienda più giovane di questo trittico: fondata nel 1987 dalla famiglia Palmieri come brand di oggetti prevalentemente maschili, ha recentemente acquisito il marchio fiorentino The Bridge e ha chiuso l’esercizio 2016/2017 registrando un fatturato consolidato di 75,91 milioni di euro, in crescita del 9,5% sull’anno precedente. Per quanto riguarda gli investimenti in internazionalizzazione, Piquadro ultimamente guarda alla Russia, investendo nella distribuzione e gestendo direttamente i punti vendita di Mosca.

In tema di innovazione, poi, l’azienda ha lanciato “My Startup Funding Program”, un progetto che premierà le migliori idee di business nell’area della tecnologia applicata all’industria del fashion e della valigeria. Il premio per la startup migliore? Centomila euro e un percorso di accelerazione in Silicon Valley.

pelle2