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Distretti

Piccoli centri, grandi industrie

The Van  08 Nov 2016 - 14:30

Dal punto di vista geografico sono luoghi periferici rispetto alle grandi città, ma da quello economico nascondono un patrimonio di aziende inestimabile



Il nome, probabilmente, non dice granché: Molvena, piccolo centro di poco più di 2mila abitanti, che sorge ai piedi dell’Altopiano di Asiago. Eppure nel suo territorio hanno sede o sono nate alcune imprese fiore all’occhiello del made in Italy.

Diesel, nel mirino la quotazione

Una di queste è Diesel, marchio di abbigliamento e accessori fondato proprio qui nel 1978 da Renzo Rosso. Oggi il gruppo si chiama Otb – Only the brave, a cui fanno capo i marchi Diesel, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf e le società di produzione e distribuzione di marchi in licenza Staff International e Brave Kid. Il quartier generale è stato trasferito a Breganze, poco distante, in cui trovano posto gli uffici, ma anche un asilo nido e una scuola materna, un giardino interno, campi da calcio, bar, palestra, auditorium e osteopata.

Il gruppo nel 2015 ha fatturato 1.590 milioni, lavorando al bilanciamento del portafoglio (Diesel oggi pesa meno del 65% del fatturato consolidato), e una strategia che individua nel consumatore sempre più digitalizzato il segmento di mercato su cui investire (le stime della società di consulenza Bain&Co indicano una crescita dal 7% al 20% delle vendite online entro il 2025).

E nel mirino della società, dopo aver chiuso l’accordo per diventare style partner dell’Ac Milan, ci sarebbe la Borsa. Oggi lo stesso patron di Otp è il secondo azionista di Yoox-Net-a-Porter con una quota pari al 6,2%, ma l’obiettivo, dopo una serie di acquisizioni ancora da definire, sembrerebbe essere la quotazione della sua azienda con una Ipo (offerta pubblica iniziale) nel 2018.

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Dainese, le tute di Valentino Rossi

Sempre a Molvena è nata la Dainese, fondata nel 1972 da Livio Dainese, tutt’oggi presidente, che nel 2014 ha ceduto per 130 milioni di euro l’80% della società a un fondo riconducibile al Bahrein (Investcorp). Ma il patron non è rimasto con le mani in mano e di recente ha fondato D-Air-Lab, start up per l’applicazione e lo sfruttamento del D-air (tecnologia nata in casa Dainese, una sorta di corazza d’aria) in tutti i campi. Alla base della decisione di Livio Dainese di cedere la maggioranza dell’azienda, che conta più di 600 dipendenti, c’era la volontà di crescere sul mercato internazionale e le cifre sembrano dargli ragione: il 2015 si è chiuso, dopo l’acquisizione per 65 milioni di dollari del gruppo svedese Poc, con una crescita del 16% del fatturato, che ha sfiorato i 150 milioni, e una previsione per il 2016 che dovrebbe avvicinare i 200 milioni di euro.

L’obiettivo è espandere ulteriormente l’export, che già pesa circa l’80% del fatturato complessivo, in particolare negli Stati Uniti e in Australia, implementando le piattaforme tecnologiche, anche grazie all’accordo con il nuovo partner Capgemini Italia, senza però rinunciare alle capacità artigianali che caratterizzano le tute dei campioni del motomondiale, Valentino Rossi in primis.

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Dall’artigianato all’alimentare

A Molvena, però, non si cuciono solo tute per i motociclisti. C’è anche un’azienda tessile famosa perché nel 2007 ha installato solo macchinari meccanici degli anni ‘50, chiedendo a ogni operaio di dedicarsi a un solo telaio. Così in fabbrica sono tornati i veri artigiani. Si tratta dell’azienda fondata dalla famiglia Bonotto addirittura nel 1902, che con 30 milioni di ricavi è da poco entrata in una nuova fase con l’acquisto del 60% da parte del gruppo Zegna.

Ma qui non c’è solo il tessile. Anche l’alimentare, infatti, va forte: a Molvena ha il suo quartier generale Pedon, l’azienda europea di riferimento per la lavorazione, il confezionamento e la distribuzione di cereali e legumi secchi, presente in 45 Paesi su cinque continenti, che ha raggiunto nel 2015 un fatturato di 100 milioni di euro e impiega 600 persone con propri stabilimenti in Italia, Etiopia, Egitto, Argentina e Cina.

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