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Distretti

Fabriano tra passato e futuro

The Van  27 Set 2016 - 14:30

Una cittadina legata alla produzione della carta, che grazie alla famiglia Merloni ha conosciuto un significativo sviluppo industriale e oggi tenta di stare al passo con le sfide della globalizzazione



Sulla carta – è proprio il caso di dirlo – è solo una “semplice” cittadina delle Marche di 30mila abitanti. In realtà è stato, ed è ancora, uno dei cuori pulsanti dell’economia italiana.

La carta, fra tradizione e innovazione

A Fabriano, in provincia di Ancona, l’industria della carta era attiva già dal 1200. Qui sono nate nel 1782 le famosissime cartiere Miliani Fabriano dall’unione delle numerose cartiere presenti sul territorio. Cartiere, queste, che dal 2002 fanno parte del Gruppo Fedrigoni, azienda veneta che di recente ha firmato un accordo in esclusiva per la vendita del 100% del gruppo a Investindustrial di Andrea Bonomi ed Edizione Holding della famiglia Benetton, per una cifra che si dovrebbe aggirare intorno ai 600 milioni di euro.

Per il 2016 Fedrigoni prevede un fatturato di 1 miliardo di euro, con 80 linee diverse di prodotti per editoria, legatoria, packaging di lusso, cartotecnica, carte per stampanti e fotocopiatrici, in particolare grazie ai grandi centri di Verona e Fabriano, e nel frattempo vuole tenere in vita il mercato di nicchia della produzione di carta artigianale.

Il gruppo è il primo al mondo nella carta autoadesiva per le etichette sulle bottiglie di vino, ma il business sul quale sono stati fatti i progressi maggiori è quello delle carte per banconote, proprio grazie all’acquisizione dell’ex Miliani, che da oltre un secolo fabbricava questo particolare tipo di carta. Una curiosità: almeno il 35% degli euro circolanti in Europa, oggi, nascono dalla carta per banconote prodotta a Fabriano.

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Indesit-Whirpool, fra passato e futuro

Ma da queste parti non c’è solo la carta: basta guardare in casa nostra per accorgersi.

Qui, infatti, è nata la maggiore realtà industriale produttrice di elettrodomestici del nostro Paese (Gruppo Merloni, con i marchi Ariston e Indesit). A Fabriano la famiglia Merloni ha costruito un impero, simbolo di un capitalismo di mezzo cresciuto negli anni ’70 sulla cresta dell’onda del boom economico. Grazie a una crescita costante e alla scelta di affidarsi a manager capaci, Indesit è cresciuta fino a diventare un colosso di livello mondiale.

La crisi, però, è arrivata anche da queste parti (e non poteva essere altrimenti), così nel 2014 l’azienda è stata ceduta agli americani di Whirpool per circa 1 miliardo di euro. Il nuovo colosso degli elettrodomestici Whirpool-Indesit, con 19 miliardi di euro di ricavi nel 2014, 26mila dipendenti e 23 stabilimenti, tenta l’integrazione fra le due realtà con la predisposizione di un piano industriale quadriennale. L’obiettivo è portare i ricavi della regione Emea (Europa, Medio Oriente, Africa) dagli attuali 5 miliardi (cifra realizzata sommando i due business nel 2014) a 6,5 entro il 2018.

Dopo un lungo braccio di ferro fra azienda, Governo e sindacati, il nuovo piano industriale porta in Italia alcune produzioni dell’estero e, con oltre il 70% del totale, rende il nostro Paese il centro della ricerca e sviluppo del gruppo in Europa. Fa ancora capo alla famiglia Merloni invece Ariston Thermo, leader mondiale del comfort termico e dell’efficienza energetica grazie alla produzione di caldaie, bruciatori, condizionatori e pompe di calore: 1,43 miliardi di euro di fatturato (89% realizzato fuori dall’Italia), 7 milioni di prodotti che ogni anno vengono venduti in oltre 150 paesi, 6.700 dipendenti e 72 milioni di euro investiti in ricerca e sviluppo.

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Ricerca e innovazione per Faber, Elica e Merloni

Le nostre case, quindi, parlano marchigiano. Già, perché sempre a Fabriano hanno sede alcune delle più eccellenti realtà produttrici di cappe aspiranti e componenti per la cucina come Elica e Faber. Storie simili per entrambe le aziende, che, dopo aver subito gli anni della crisi, grazie a ricerca e internazionalizzazione, riescono a consolidare la loro posizione di mercato con bilanci che finalmente riportano il segno più.

Faber riparte con il 21% di ricavi in più, puntando sulla produzione di nuove cappe “eco smart”. Elica, quotata a Piazza Affari nel segmento Star, vanta un bilancio 2015 chiuso con una crescita superiore al 7% rispetto all’anno precedente, con un fatturato che sfiora i 450 milioni di euro, un risultato netto cresciuto del 141%.

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