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Distretti

Erba (sintetica) di casa mia

The Van  19 Ott 2017 - 14:30

Le nuove superfici di gioco, sintetiche o ibride, sono sempre più diffuse rispetto a quelle in erba naturale: ecco focus su un settore in costante crescita che inizia a vantare numeri interessanti



Parafrasando una celebre canzone di Adriano Celentano, “Là dove c’era l’erba ora c'è… l’erba sintetica”. Sono sempre di più infatti le società sportive – anche professionistiche come il Novara e il Cesena– che hanno scelto il manto sintetico per il proprio terreno di gioco. Minori costi di manutenzione e migliore resistenza alle condizioni meteorologiche oltre che all’usura da attività sportiva le principali motivazioni. In Italia si stima che il mercato dell’erba sintetica sia di circa 3 milioni di metri quadri annui, con un giro d’affari superiore ai 120 milioni di euro che, è bene dirlo, non deriva solamente dai terreni di campi e impianti sportivi.

 

Bergamo capitale del sintetico

È curioso che molti dei produttori hanno sede nella provincia di Bergamo. Un esempio è Italgreen, azienda di Villa D’Adda che ha vissuto un 2016 ricco di risultati positivi. L’anno scorso il fatturato è salito a quota 30 milioni di euro, di cui il 60% dovuto all’export. Dal 1983, anno della sua fondazione, Italgreen ha rivestito oltre 10mila campi di tutto il mondo, tra cui quelli di Juventus, Chievo Verona, Atletico Paranaense e Avellino. Tra i suoi vanti, la realizzazione del primo campo in erba sintetica per una squadra di calcio di serie A, il Novara, nel 2010. Attenzione, però: non si parla solo di terreni per il calcio, ma anche per tennis, golf, rugby, hockey e pallavolo, accomunati dall’impiego di materiali tecnologicamente avanzati e da un approccio orientato alla “customer satisfation” che nel 2001 ha valso all’azienda la certificazione ISO 9001.

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Il campo diventa smart

Altro nome conosciuto del settore è Limonta Sport, 47 milioni di euro di fatturato. Sita a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, la società fa parte di un gruppo internazionale, Limonta Group, leader nel tessile con ricavi pari a 360 milioni annui e 1300 dipendenti sparsi tra i siti di Italia, Cina e Paraguay. Limonta Sport è quindi la divisione specializzata nel settore sportivo, che utilizza – come tutto il gruppo di cui fa parte – fibre eco-compatibili a basso impatto ambientale che hanno saputo conquistare il mercato. È recente la partnership con il Bologna Calcio, che ha portato alla nascita di un campo in superficie sintetica realizzata con un mix di gomma riciclata da pneumatici fuori uso e materiale organico, frutto di un approfondito studio che ha analizzato le azioni degli atleti sulle superfici di gioco, in partita e durante gli allenamenti. 

Sempre di Bergamo è Sit-In Sport, società della Miro Radici Family of Companies che vanta 40 milioni di fatturato totale. I suoi manti rispondono ai più rigidi criteri imposti dai regolamenti, mentre i principali ambiti di applicazione vanno dallo sport professionistico e amatoriale, football soprattutto, alla paesaggistica, con terreni per tutti gli usi – sia pubblici che privati – e prodotti complementari per la loro manutenzione come bande adesive, colla e igienizzanti.

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L’innovazione che paga

Ma l’erba sintetica non “cresce” solo a Bergamo. A Torino c’è una startup chiamata Roofingreen, letteralmente “tetto verde”, che ha ideato un manto rivoluzionario costituito da zolle sintetiche componibili come le tessere di un puzzle applicato non in ambito sportivo, ma residenziale, industriale e pubblico. In pratica, si tratta di un tappeto di erba in grado di isolare termicamente gli edifici e limitare i costi di manutenzione. Quando si dice che la storia incontra l’innovazione: per realizzare i primi concept e iniziare la produzione su larga scala, l’azienda ha saputo sfruttare il patrimonio di conoscenze e competenze maturate dalla città piemontese nell’ambito della materia plastica derivante da tutte quelle realtà che lavoravano per la FIAT, costituendone una parte importante dell’indotto. Nonostante sia relativamente giovane, Roofingreen è stata una delle 50 aziende italiane ad essersi aggiudicata il bando Smart and Start 2015 e vanta opere in eventi di grande richiamo, sia in Italia che all’estero (l’export è al 50%), come il Fuori Salone di Milano, il Golf Beach Experience di Riccione (in pratica, un piccolo campo da golf in spiaggia) e il salone nautico di Milano NavigaMI.

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