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Distretti

Passaggio a nord est

The Van  01 Giu 2017 - 14:30

Dal rapporto di Intesa Sanpaolo, che ha messo a confronto 15 mila aziende di quasi 150 aree, il Veneto è la regione che vanta i migliori distretti produttivi



L’unione fa la forza. Si tratta spesso di una frase fatta che, però, nel caso dei distretti industriali italiani, rappresenta fedelmente la realtà, come dimostra il nono rapporto di Intesa Sanpaolo. Un’istantanea a colori della situazione italiana che fotografa un contesto solido, reattivo nei confronti della crisi, in cui le aziende appartenenti alle aree distrettuali restano, de facto, il motore della nostra economia.
L’indagine ha messo a confronto più di 15 mila aziende, presenti in quasi 150 distretti, con i risultati di altre 45 mila aziende “esterne” ai sistemi distrettuali. Il risultato è confortante: nel biennio 2016-2017 si consolida una crescita dei ricavi dell’1,4%, con margini lordi che raggiungono percentuali che si avvicinano all’8%. Le previsioni per il biennio 2017-2018 sono altrettanto positive, poiché si stima una crescita dei ricavi pari al 4,3%. Da ultimo, si ravvisano trend opposti se si assume come variabile la dimensione delle aziende. Tra il 2008 e il 2015 le cosiddette “micro-imprese” hanno visto una contrazione dei ricavi del 7,8%, mentre per le società di medie-grandi dimensioni si riscontra una crescita del 10%.

 

Distretti: Veneto in testa

La ricerca di Intesa Sanpaolo è stata stilata tenendo conto di tre diversi parametri: l’Ebitda (margine operativo lordo), l’evoluzione del fatturato e gli incrementi dell’export. La fotografia è quella di realtà uscite dalla crisi, che pesano per il 21,6% del fatturato manifatturiero italiano, per il 23,6% dell’export e per il 69,2% dell’intero saldo commerciale. Fra i primi 15 distretti analizzati, ben 8 sono veneti. Il primo è il Distretto del Prosecco di Conegliano, mentre al secondo posto si trova il Distretto dell’occhialeria di Belluno e al terzo il Distretto dei salumi di Parma. Concentrandosi sul Veneto, regione capofila, scorrendo la classifica si trovano il distretto veronese dei dolci e della pasta, quello delle materie plastiche di Padova, Treviso e Vicenza, la meccanica strumentale di Vicenza e la termomeccanica scaligera. Da segnalare anche, sempre fra i primi 15 distretti classificati, la forte presenza delle aziende alimentari – sei fra le prime 15 – con i loro prodotti: vino, salumi, mozzarella di bufala, conserve.

prosecco

Una marcia in più

Dal rapporto risulta, inoltre, che le aziende appartenenti ai numerosi distretti commerciali presenti sul territorio italiano ottengono performance migliori, grazie alla loro naturale capacità di investire in innovazione e internazionalizzazione che si traduce, per esempio, in un numero più elevato di brevetti, in una capacità maggiore di attrarre e creare partnership con realtà presenti all’estero, in un numero superiore di aziende in grado di esportare i propri prodotti.
È nei distretti che assistiamo alla diffusione e all’adozione di strategie di mercato che rispondono realmente alle esigenze dell’oggi e del domani. Qui, per esempio, è più alta la quota di imprese che esportano: 38,1% contro il 27,8% per le aziende non facenti parte di un distretto.
E se, come logico, spesso il distretto si crea intorno a realtà consolidate di grandi dimensioni, assistiamo a una capacità di traino da parte di queste a favore dell’indotto circostante, che beneficia soprattutto del know-how, creando una sinergia che consente la crescita di aziende di medie dimensioni molto competitive.

meccanica

La sfida dell’innovazione

La composizione dei distretti sembra creare, infine, terreno fertile per raccogliere la sfida dell’innovazione e del digitale. Il rapporto fotografa infatti una situazione in cui l’organizzazione della produzione e della distribuzione sta diventando più smart: si utilizzano macchine interconnesse fra loro, i luoghi di scambio sono sempre più virtuali, l’ecommerce diventa una parte consistente del fatturato. Solo per fare qualche esempio, fra le 161 aziende operanti in 36 diversi distretti del sistema moda si evidenzia una percentuale pari al 70% di aziende che utilizzano una piattaforma di vendite online, mentre nel distretto vicentino della meccanica emerge che una tendenza: molte delle imprese producono macchinari cosiddetti 4.0, che rappresentano una importante quota del fatturato.