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Distretti

Brianza solida

The Van  28 Mar 2017 - 14:30

Il distretto brianzolo del mobile è ancora un punto di riferimento per tutto il settore grazie a eccellenze come Poliform e Flexform, oltre a Salice, azienda specializzata nella produzione di cerniere



Qualità del design e dei materiali. Esperienza della manodopera. Prodotti “customizzati”. È puntando su questi fattori che il settore del Legno-Arredo nel 2015 e nel 2016 ha mostrato segnali di ripresa significativi, dopo i lunghi anni della crisi che, se da un lato ha inevitabilmente indebolito il comparto, dall’altro ha portato le aziende più robuste e dinamiche a emergere nei mercati esteri. La produzione complessiva della filiera si attesta infatti, secondo le stime del Centro Studi FederlegnoArredo, a poco più di 41 miliardi di euro, quindi con un incremento dell’1,8% rispetto al 2015.

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Export e bonus aiutano il settore

Studiando più nel dettaglio i fattori che hanno determinato la ripresa, troviamo elementi diversi. Mentre il 2015 è stato trainato soprattutto dalle esportazioni (che avevano registrato un +4,9%), in particolare nei mercati emergenti e in quelli a maggior capacità di acquisto (come Stati Uniti e Cina), nel 2016 la domanda di mobili ha conosciuto un lieve incremento anche sul mercato interno. Il merito va anche al Bonus Mobili: dai dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni concesse a tutto il 2014 (ultimo dato disponibile) si rileva che l’effetto del bonus sui primi 18 mesi è di circa 1,9 miliardi di euro tra il giugno 2013 e dicembre 2014, rispettivamente circa 835 milioni nei sei mesi del 2013 e 1.127 milioni nell’intero anno 2014, con una crescita del 35%.

 

Il sapere artigianale sposa la smartness 4.0: le aziende brianzole

Ma gli incentivi non bastano a spiegare la storia di un successo che si apprezza solo osservando da vicino il settore. E nell’universo del mobile, la Brianza gioca un ruolo da protagonista. Sono brianzole, infatti, molte delle classiche eccellenze “made in Italy” di questo comparto. Aziende come Poliform, ad esempio, multinazionale a conduzione familiare di Inverigo (Como) che nel 2015 ha maturato 164 milioni di ricavi, 13 milioni di euro di margine operativo lordo e utili per 4,3 milioni. Tra i segreti di un successo che dura dagli anni 70, quando Giovanni Anzani, insieme a due soci, ha rilanciato l’impresa di famiglia, ci sono l’esperienza e l’alta professionalità dei dipendenti. L’azienda ha infatti scelto di investire sugli addetti alla produzione fino al punto di farli “dialogare” direttamente con il reparto design: un investimento sulla qualità della manodopera, che rende la produzione di un divano un’opera artigianale a tutti gli effetti. Un sapere antico che, tuttavia, deve restare al passo con la modernità: ecco perché i cinque stabilimenti di Poliform, che coprono un’area di 110 mila metri quadri a due passi dall’headquarter, sono pronti – su dichiarazione dello stesso Anzani  – a fare il salto 4.0. Un passo che, dal punto di vista della customizzazione, è stato fatto da tempo: si produce solo su ordinazione, e non c’è un magazzino.

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Cerniere d’eccellenza (e non solo)

Punta a prodotti sempre più smart anche Salice, azienda specializzata nella produzione di cerniere per il mobile con sede a Novedrate, sempre nel comasco: nata nel 1926, conta 400 dipendenti, 75 milioni di fatturato, una gamma di oltre 3mila prodotti e un'esportazione che tocca il 65% della produzione, con una distribuzione che raggiunge oltre 80 nazioni grazie a 8 filiali. È notizia recente l’acquisizione da parte dell’azienda della bellunese Bortoluzzi Sistemi (11,3 milioni di euro fatturati nel 2015), con la quale aveva sviluppato una partnership strategica fin dal 2010.
Altra impresa top è la Flexform di Meda, tra i leader degli imbottiti made in Italy: 64 milioni di fatturato e 140 dipendenti. Grazie alla qualità della sua produzione, tutta “a chilometro-zero”, vanta tra i suoi clienti personaggi del calibro di Robert De Niro. E poi ci sono anche Cassina, Lema e tanti altri marchi che rendono questo distretto unico al mondo. E se se ne sono accorte le star di Hollywood…

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