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Distretti

Bologna digitale

The Van   08 Ago 2017 - 14:22

La città delle Due Torri rappresenta un territorio fertile per le imprese altamente innovative: lo dimostrano i casi di Yoox Net-A-Porter Group, Musixmatch e Wiman. E ora è arrivato il CED



Bologna la dotta, la rossa, la grassa e… la digitale. Da sempre, infatti, la città felsinea è una fucina di innovatori: qui hanno sede numerose aziende che hanno l’innovazione nel proprio dna e sempre qui sono nate alcune delle startup che hanno conseguito un grande successo internazionale come Yoox e Musixmatch, due casi diversi, ma emblematici. La città è quindi pronta ad alimentare questo trend soprattutto ora che, proprio sotto le Due Torri, è sorto il CDE, acronimo che sta per Center for Digital Business Education, un centro di eccellenza che punta a formare i professionisti del digitale del futuro.

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Nel CED una startup diventata milionaria

“Insegnare quanto abbiamo imparato è un atto di responsabilità sociale verso il territorio”, ha dichiarato Federico Marchetti a Repubblica. Il centro innovativo nasce anche da una sua idea e lui ha tanto da insegnare. Partito da Bologna, da Casalecchio di Reno per la precisione, in un magazzino  ha creato Yoox, che ha portato alla quotazione in Borsa, rendendolo uno dei più grandi store dell’alta moda (1,87 miliardi di euro il giro d’affari nel 2016, 2 milioni e mezzo di clienti). Marchetti è l’esempio di un italiano che ha scelto di fare la rotta inversa: studi tra Londra e New York, lavora come consulente in Bain&Company, negli Stati Uniti, quando decide di mollare tutto e ripartire dall’Italia all’età di 30 anni.

La sua startup, poi diventata Yoox Net-A-Porter Group dopo la fusione con un’azienda britannica leader nel settore, è tra i membri fondativi del CED. Per realizzare il centro di innovazione, Marchetti e il suo team hanno stretto una partnership con la Bologna Business School (BBS) e collaborato con Google Italia, Ibm Italia, The Boston Consulting Group, GroupM e Wpp con l’obiettivo di sostenere la crescita internazionale delle imprese, formando nuovi professionisti nel digitale: web analyst, web marketing specialist, big data specialista, ecommerce manager, online store manager e site manager.

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A Bologna l’app da 60 milioni di utenti

Quella di Yoox non è l’unica storia di successo che la città di Bologna può vantare. Da un’idea, semplice e geniale allo stesso tempo, è partito Massimiliano Ciociola: è il fondatore di Musixmatch, app che offre il più grande catalogo al mondo di testi di canzoni. Come nel caso di Marchetti, anche qui i numeri raggiunti dal business sono incredibili: 60 milioni di utenti, finanziamenti per 15 milioni di euro. E tanti riconoscimenti: come quello di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, che ha inserito l’app tra le migliori dell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). Tutto è partito da un’intuizione. Ciociola racconta che si era accorto che la parola più cercata sul web dopo Google, Facebook e YouTube, fosse “lyrics” (“testi delle canzoni”, appunto) e così ha deciso di sviluppare una app che permettesse a tutti di consultare i testi delle canzoni sullo smartphone.

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Il wifi bolognese che “viaggia” in Brasile

Da Bologna a Rio de Janeiro. Un’altra storia di successo che testimonia la buona salute dell’ecosistema innovativo bolognese è quella di Wiman, startup specializzata in un servizio innovativo di connessioni Internet. Di che cosa si occupa? Offre ai negozi (e non solo) una soluzione per semplificare l’accesso al wifi: non più password e codici strani, ora l’utente può accedere alla Rete in modo veloce attraverso i suoi account Facebook e Gmail. L’idea appartiene a due amici, Massimo Ciuffreda e Michele di Mauro. Entrambi del sud, hanno trovato a Bologna le condizioni favorevoli per rendere l’idea realizzabile all’interno di Tim #WCap, l’acceleratore per startup di Tim che, con il suo fondo, è tra i finanziatori di Wiman, che ha raccolto 1,43 milioni di euro. La startup ha 2 milioni di utenti e oltre 3.500 attività commerciali che la adottano (dati febbraio 2016). E lo scorso anno è sbarcata in Brasile, e ad oggi è installata su 4mila taxi di Rio de Janeiro.