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Distretti

La Puglia punta allo spazio

The Van  15 Nov 2016 - 14:20

Spesa per R&D tra le più alte in Italia, crescita a doppia cifra, creazione continua di nuovi posti di lavoro e investimenti in costante crescita



La strada era già stata segnata nel 1923, quando il primo servizio di posta aerea del Regno d’Italia fu istituito con partenza da Brindisi.

Qualche anno dopo, nel 2008, tra le province di Brindisi, Foggia, Taranto, Lecce e Bari ha preso vita il Distretto Aerospaziale Pugliese, primo in Italia nel settore: un sistema integrato di imprese, università e centri di ricerca, istituzioni e associazioni con capacità tecnologiche e competenze scientifiche d’avanguardia nel settore aerospaziale e dei trasporti. Riconosciuto con legge regionale, il Distretto si compone di oltre 80 aziende di grandi, medie e piccole dimensioni che impiegano più di 5mila lavoratori, con oltre 1 miliardo di euro di fatturato all’anno.

Investimenti in tecnologia e capitale umano

Qui in Puglia la spesa per la ricerca è tra le più alte in Italia e anche le esportazioni registrano una crescita a doppia cifra: nel 2015 con un +29,3% e nei primi sei mesi del 2016 del 54% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli investimenti privati e pubblici del quinquennio 2007-13 nel Distretto hanno portato a uno sviluppo senza uguali e l’incidenza del valore delle esportazioni pugliesi sul totale nazionale di settore è passata dall’8% del 2014 al 10,3% del 2016.

Investimenti in tecnologia ma anche in capitale umano. Nel 2008 si è arrivati all’attivazione nell’Università del Salento di un corso di laurea in Ingegneria aerospaziale, e un paio di anni dopo è stato costituito, a Brindisi, un Istituto tecnico superiore per la mobilità sostenibile e l’aerospazio, uno dei primi in Italia, come scuola post diploma che consente ai neo-diplomati di specializzarsi nella pratica manifatturiera.

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Non solo Pmi

All’interno del Distretto, che ha ruolo istituzionale di supporto, potenziamento delle capacità e della competitività dell’industria aerospaziale pugliese, ci si è anche posti il problema dell’efficienza e della competitività della filiera delle piccole e medie imprese legate alla sub-fornitura. La soluzione? La costituzione di un consorzio di imprenditori del settore aeronautico della subfornitura che avesse l’obiettivo di unire le forze per far crescere la competitività. È nato così, nel 2015, Apulian Aerospace Consortium, un consorzio a scopo di lucro votato alla produzione industriale aeronautica, dalla progettazione alla consegna al cliente di componenti aeronautici completi quali fusoliere, ali, impianti idraulici ed elettrici. Oggi il Consorzio ha 420 addetti, 5 stabilimenti in Italia, uno in Francia, uno ad Abu Dhabi e uffici a Milano, Napoli e Torino e un fatturato aggregato di 35 milioni di euro.

Pmi, dunque, ma anche grandi gruppi. La holding Angelo Investments, fondo specializzato negli investimenti in società ad alto contenuto tecnologico fondato da Vito Pertosa, controlla la Mermec di Monopoli per esempio, leader mondiale e innovatore di punta specializzato nella progettazione e produzione di treni di misura e sistemi di segnalamento ferroviario e azienda di punta del distretto della meccatronica, altra eccellenza pugliese; Blackshape, azienda che produce aerei innovativi completamente in carbonio e Sitael, leader in Italia per lo sviluppo di nano e micro satelliti, propulsione elettrica per satelliti e sistemi microelettronici.

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Futuro sempre più insieme

Guardando al futuro, quindi, ci sono tutte le premesse per essere ottimisti. «Apulian Aerospace Consortium è l’evoluzione darwiniana del sistema industriale italiano delle Pmi nel settore aerospaziale – ha dichiarato a Italian Factory Alfonso Centuori, ceo di Apulian Aerospace Consortium –. I soci imprenditori hanno capito di non poter gestire e far crescere le loro aziende da soli. Si devono concentrare invece sulle proprie tecnologie “core” e investire su quelle, crescendo come capacità produttiva e aiutando il sistema Consorzio a rispondere a gare sempre più importanti in termini di volumi e complessità tecnica e logistico-organizzativa. Nel futuro stiamo pensando anche di aiutare start-up e piccole aziende aeronautiche con propri prodotti ad affidarsi a noi, in modo da diventare più competitive in termini di costi, tempi di consegna e immagine industriale verso i clienti, facendo team e ottimizzando il processo produttivo interno, per poi beneficiare insieme del ricavato dalle vendite, con qualche forma di profit sharing o royalty».

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