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Arte

Un Paese che vale un patrimonio

The Van  24 Mar 2017 - 14:00

L’Italia riscopre la propria tradizione artistica e culturale: nel 2016 l’incremento di visitatori rispetto al 2015 è stato del 4%. E, in occasione delle Giornate FAI di Primavera 2017, apre le porte anche Palazzo Mezzanotte



Oltre 44 milioni di ingressi e più di 172 milioni di euro di incassi solo per quanto riguarda i siti statali. Sono i numeri, relativi al 2016, dell’azienda “culturale” italiana, che ha registrato una grande crescita rispetto al 2015 (incremento del 4% dei visitatori, 1,2 milioni, e del 12% degli introiti, ovvero 18,5 milioni). Ma non è tutto. Il patrimonio culturale italiano, infatti, ha aumentato negli ultimi tre anni anche il numero dei propri partner grazie all’introduzione dell’Art Bonus, l’agevolazione fiscale del 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura: sono oltre 4.250 i mecenati che hanno donato circa 158 milioni di euro destinati a 1.150 interventi, secondo un documento ufficiale pubblicato dal Ministero dei Beni Culturali. Numeri positivi che hanno consentito al ministro Dario Franceschini di affermare che “l’Italia è una superpotenza culturale”.

 

Visitatori triplicati

Sul podio dei siti artistici più visitati, sempre secondo il Ministero, si trova una triade ormai consolidata: Colosseo (6.408.852 visitatori), scavi di Pompei (3.283.740) e Galleria degli Uffizi (2.010.631 visitatori). Ma è interessante rilevare come i musei con gli incrementi più evidenti siano realtà interessate da recenti politiche di turismo culturale come la Reggia di Venaria Reale (+71% di visitatori nell’ultimo anno) o il Museo di Palazzo Ducale a Mantova (+51% di ingressi) o, ancora, la Reggia di Caserta (+37% di visitatori). Tra i musei a pagamento, i risultati più brillanti si sono raggiunti al Sud con il circuito archeologico di Gioia del Colle, che ha triplicato in un anno gli ingressi registrando un +350% di crescita, mentre il Museo Nazionale della Ceramica "Duca di Martina” di Napoli ha sfondato la linea dei 20mila visitatori dopo averne accolti meno di 6mila nel 2015 (+258%), e il Museo "Diego Aragona Pignatelli Cortes", sempre a Napoli, ha chiuso l’anno passando da 15mila a oltre 40mila ingressi (+166%).
Tra i luoghi della cultura gratuiti, invece, primeggia il Pantheon di Roma, visitato da 7,4 milioni di persone con un incremento sul 2015 di circa da mezzo milione di visitatori. Ma è notevole anche il balzo compiuto dall’Antiquarium di Via del Seminario a Trieste, fra i siti meno conosciuti, che, passando da 120 a 1240 visitatori, ha fatto registrare lo straordinario incremento del 933%.

FAI

Venticinque anni di successi per il FAI

L’Italia, quindi, sembra aver riscoperto il proprio patrimonio artistico e culturale. Uno dei protagonisti di questa rinascita è, senza dubbio, il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), fondazione nazionale senza scopo di lucro che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del nostro patrimonio artistico e naturalistico. Da oltre 20 anni, precisamente dal 1993, l’ente organizza le Giornate FAI di Primavera: inizialmente erano 50 luoghi aperti al pubblico in una trentina di città, oggi è uno degli appuntamenti più importanti del panorama culturale italiano. In questi anni, infatti, la manifestazione ha aperto le porte di oltre 10mila siti, attirando oltre 9 milioni di visitatori grazie al supporto 115mila volontari.

 

Mille luoghi da riscoprire nel 2017

Numeri che non tengono conto di quello che accadrà tra pochi giorni, nelle Giornate FAI di Primavera 2017. Il prossimo 25 e 26 marzo saranno mille i luoghi aperti straordinariamente dal Fondo per l’ambiente italiano, in 400 località e 20 regioni, che consentiranno ai visitatori di accedere in ambienti solitamente chiusi al pubblico. Tra le aperture ci sono luoghi di culto, borghi, archivi, biblioteche, aree archeologiche, zone militari e palazzi. Tra i siti solitamente non accessibili ai visitatori c’è anche Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, a Milano, una tipica architettura novecentesca, inaugurata nel ’32 e progettata dall’architetto Paolo Mezzanotte che al suo interno ospita i resti di un edificio romano del II secolo. All’epoca era uno dei luoghi più innovativi della città, il primo a prevedere l'esecuzione automatica delle chiamate simultanee degli ascensori, un sistema di condizionamento dell'aria funzionante con acqua e vapore e il più grande quadro luminoso elettrico d'Italia per la visione della quotazione in tempo reale dei 78 titoli ammessi alla contrattazione. All'interno c’è la grande Sala delle Grida, illuminata dall'alto attraverso un grande velario in vetro inciso raffigurante la volta celeste e le sue costellazioni, realizzato dal vetraio ticinese Pietro Chiesa su disegno di Gio Ponti.

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