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PMI, nuovi incentivi alla quotazione

19 Gen 2018 - 16:57

La Legge di Bilancio 2018 mette a disposizione 80 milioni di euro in 3 anni



Nuovi incentivi fiscali per la quotazione delle piccole e medie imprese nella Legge di Bilancio 2018. Il Comma 89 dell’Articolo 1 della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 prevede infatti che alle PMI che “iniziano una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo è riconosciuto, nel caso di ottenimento dell'ammissione alla quotazione, un credito d'imposta, fino ad un importo massimo nella misura di 500.000 euro, del 50 per cento dei costi di consulenza sostenuti fino al 31 dicembre 2020, per la predetta finalità”.

Si tratta di un incentivo rilevante alla quotazione in quanto i costi di consulenza per un’IPO sono rilevanti soprattutto per le piccole e medie imprese e annoverano, per esempio, studi di fattibilità dell’operazione, due diligence finanziaria e listing fee.

Il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive - l’IRAP - e non rileva ai fini della deducibilità degli interessi passivi e di altri eventuali componenti negativi riconducibili ad essi, ai sensi del TUIR.

Vale invece il tetto complessivo ai crediti d’imposta posto dallo Stato a 20 milioni di euro nel 2019 e a 30 milioni di euro per anno nel 2020 e nel 2021 (quindi 80 milioni di euro in totale nel triennio 2019-2021).

IPO 2017


Quali imprese possono accedere a questi incentivi alla quotazione?

La definizione europea di PMI prevede che questa abbia sempre meno di 250 dipendenti e che a questo criterio affianchi in alternativa o un fatturato massimo di 50 milioni di euro o un totale di bilancio annuo di 43 milioni di euro, inteso come valore dei principali attivi dell’impresa.

Ulteriori dettagli saranno fissati da un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio.

E’ importante sottolineare che con il nuovo provvedimento, che si aggiunge agli incentivi fiscali incorporati nei PIR, si fornisce nuovo carburante per la crescita al mercato AIM Italia dedicato alle piccole e medie imprese. Si tratta di un mercato che si è già dimostrato un ponte importante tra capitale e piccole e medie impresa e che riceveranno nuovo stimolo dalle previsioni messe a punto dal governo.

Il 2017 è stato un anno da record per AIM Italia con 26 ammissioni di cui 8 SPAC contro le 13 del 2016 e le 22 del 2015. Nel 2017 su AIM Italia sono stati raccolti 1,28 miliardi di euro e l’indice FTSE AIM Italia, da inizio anno al 29 Dicembre 2017, ha segnato un rialzo del 22,4% contro il 13,6% dell’indice FTSE MIB.


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