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I protagonisti

Intervista a Luca Tomassini, Amministratore Delegato di Vetrya

The Van  22 Mag 2017 - 16:54

Vetrya opera nel settore dei Digital media e, nonostante il suo sbarco su AIM Italia, aspira all'MTA.



L’azienda
I numeri sembrano dargli ragione: in cinque anni Vetrya è passata da 300mila euro di fatturato ai 46milioni di oggi, dà lavoro a poco più di 90 persone e lo scorso luglio ha coronato la propria ascesa con lo sbarco su AIM Italia, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese. «È stata una decisione quasi naturale e al tempo stesso un passaggio quasi obbligato: con tassi di crescita rilevanti come i nostri, infatti, abbiamo deciso di creare una public company, quotandoci con un’operazione tutta in aumento di capitale i cui proventi saranno destinati allo sviluppo. Ora il nostro obiettivo è crescere ancora e sbarcare sull’MTA», racconta in questa intervista.

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Quello dei digital media è un settore molto ampio. Di che cosa si occupa esattamente il vostro gruppo?
«Vetrya oggi è impegnata in svariati ambiti: nello sviluppo e implementazione di soluzioni e servizi innovativi per reti di telecomunicazioni a banda larga, piattaforme per la distribuzione di contenuti multimediali in modalità multischermo, media asset management, mobile entertainment e mobile payment. Ci occupiamo inoltre di servizi a valore aggiunto per le reti broadband, digital advertising, big data, internet tv, internet of things. Lavoriamo molto sull’innovazione: costruiamo piattaforme tecnologiche che operano in cloud computing per la distribuzione di contenuti di qualsiasi tipo e su qualsiasi device, servizi di tv interattiva e media content. Stiamo sviluppando soluzioni innovative per il mondo della cosiddetta industry 4.0. Siamo attivi sull’innovazione di frontiera, attraverso applicazioni e servizi di realtà immersiva e connect car».

Chi sono i vostri clienti e in quali Paesi operate principalmente?
«I nostri principali clienti sono gruppi industriali nazionali e internazionali, in particolare operatori di telecomunicazioni, media company, broadcaster, editori, content provider, utilities, consumer vendor. Abbiamo una società a Palo Alto, nella Silicon Valley, con cui gestiamo il lancio di applicazioni business to consumer, mentre operiamo in Spagna, Portogallo, Turchia, Egitto, e in altri Paesi europei con i nostri servizi di digital payment. Abbiamo un ufficio commerciale a New York e stiamo per lanciare un’importante iniziativa nei paesi asiatici».

Vetrya fa dell’innovazione tecnologica il proprio punto di forza, quindi. In Italia, però, non sono tante le realtà che hanno una visione di questo tipo: ritiene che il nostro “ecosistema” sia favorevole allo sviluppo di aziende come la vostra?
«L’Italia è un ottimo bacino di innovazione sia a livello di persone che di imprenditori. L’Italia c’è, anche se dobbiamo fare di più. La principale leva da azionare deve essere la semplificazione: dobbiamo mettere gli imprenditori in condizione di esprimere più facilmente le proprie capacità e di prendere decisioni, limitando il peso della burocrazia. Le ultime iniziative dell’esecutivo sulla industry 4.0 mi sembra che stiano indicando una buona strada in questo senso».

Quali sono, secondo lei, le leve su cui puntare per favorire la crescita di imprese innovative?
«Posso dirle cosa facciamo noi: all’interno del nostro corporate campus di Orvieto ospitiamo, ad esempio, un corso di marketing internazionale con cui creiamo una perfetta unione tra mondo delle imprese e dell’università. Ogni anno, poi, ospitiamo in stage studenti di università americane. Sono convinto che come Paese potremmo dare di più non tanto in termini di qualità della formazione, che ritengo sia già di ottimo livello, ma di ottimizzazione della cinghia di trasmissione tra formazione e imprese, cosa che invece negli Stati Uniti, ad esempio, funziona meglio».

Vetrya è quotata su AIM Italia, il segmento dedicato alle piccole-medie imprese: quando è maturata la scelta di quotarsi? E che cosa vi ha spinto a prendere questa decisione?
«È stata una decisione quasi naturale ma anche un passaggio obbligato finalizzato a creare valore per noi, per i dipendenti e per gli azionisti che ha ulteriormente rafforzato l’azienda in tutti i suoi processi».

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Vetrya debutta su AIM Italia, 29/07/2016

Tracciamo un primo bilancio della quotazione: quali sono le opportunità che la Borsa può portare a un’azienda come Vetrya?
«Direi un bilancio più che positivo. Possiamo esprimere tutto il nostro valore, sia in termini di capacità industriali che finanziare al mercato e soprattutto verso i nostri clienti, senza trascurare il fatto che una società quotata possiede una struttura finanziaria più solida, attrae manager e aumenta la redditività del gruppo. In Italia gli imprenditori devono aprire i capitali ai fondi di investimento e devono avere il coraggio di trasformare le proprie aziende in public company: solo in questo modo si riesce a crescere».

Più in generale, quali sono le opportunità offerte dai mercati finanziari alle piccole e medie aziende italiane, che costituiscono il cuore pulsante dell’economia italiana?
«In passato ho avuto diverse importanti esperienze con fondi di investimento, ma il venture capital in Italia è poco presente. Eppure, per una media azienda italiana che intende quotarsi, un passaggio di questo tipo potrebbe comunque essere di aiuto».