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I protagonisti

Tech-Value, l’Industria 4.0 nel Bel Paese

FTA Online News  24 Mag 2017 - 12:22

Intervista a Elio Radice, Presidente e Amministratore Delegato di Tech Value, società di information technology.



La quarta rivoluzione industriale sta ridefinendo rapidamente tutti i settori: per coglierne le opportunità servono conoscenze e strumenti. Questo è il lavoro di Tech-Value, una società dell’Information Technology specializzata nella fornitura di servizi e nella consulenza alle imprese manifatturiere dotate di dipartimenti di ingegneria significativi. In altre parole le sfide della digitalizzazione e dell’Industry 4.0 declinate sulla realtà italiana, un Paese che è il secondo per manifattura in Europa, ma investe meno della media UE in IT e in ricerca, ottenendone uno svantaggio competitivo. La storia più che ventennale di Tech-Value, quotata a Piazza Affari dall’agosto del 2014, si intreccia da vicino con quella di Elio Radice, ingegnere meccanico con un passato in Hewlett Packard, General Electric, Computervision e Italcad, joint venture Computervison-Alenia, oggi presidente, amministratore delegato e socio di controllo di Tech-Value.

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Tech Value è stata la prima società ELITE che debutta su AIM Italia, 05/08/2014

“Noi aiutiamo le aziende a confrontarsi con il futuro, gestendo le infrastrutture IT dei dipartimenti di progettazione di imprese manifatturiere di vari settori, dal transportation, all’automotive, dal machinery all’aerospazio. Le aiutiamo con le nuove tecnologie, per esempio per il codesign, il digital prototyping, il digital mockup. Per i grandi clienti, quelli con un dipartimento di ingegneria con oltre 50 progettisti, gestiamo i posti di lavoro, i software e le metodologie di concurrent engineering per coordinare Progettazione e comunicazione in tempo reale, esigenza ormai irrinunciabile. Ci occupiamo inoltre dei temi di sicurezza informatica dei dipartimenti di ingegneria, della simulazione virtuale del comportamento di oggetti meccanici.

Alle PMI forniamo invece soluzioni IT, per la gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM= Product Lifecycle Management) che permettono all’impresa di evolversi e competere meglio sui mercati internazionali in quanto tecnologicamente aggiornate”.

Qualche numero?
“Supportiamo più di 600 clienti manifatturieri da uffici a Torino, Milano, Genova, Fara Vicentino e Viareggio. I nostri Help Desk gestiscono circa 40.000 richieste di supporto l’anno provenienti da 11.000 utenti dislocati in Italia e nel mondo. Lavoriamo infatti in 5 lingue e questa fondamentale attività di supporto e di coordinazione crea posti di lavoro, dispiegando il lato positivo della digitalizzazione dell’industria”.

Voi siete stati i primi a ottenere in Borsa Italiana il certificato ELITE nel 2014 e poco dopo siete stati la prima società di questo programma a quotarsi su AIM Italia. Come è andato il vostro approdo al mercato dei capitali?
Abbiamo accelerato i tempi del programma ELITE per arrivare velocemente alla quotazione. Alla data dell’ammissione avevamo un flottante del 13,14% e una capitalizzazione di circa 12,6 milioni di euro. I proventi lordi sono stati di circa 1,7 milioni di euro, risorse un po’ inferiori alle nostre attese, ma che abbiamo impiegato al massimo nello sviluppo e nella crescita, difendendo sempre la solidità patrimoniale dell’azienda. Nel 2013, l’anno precedente la quotazione, fatturavamo circa 7,1 milioni di euro; nel 2016, anche comprendendo un’acquisizione di peso, abbiamo fatturato circa 13,4 milioni di euro. Complessivamente abbiamo una posizione finanziaria netta positiva per oltre 2 milioni di euro e cassa per circa 4 milioni”.

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Avete già annunciato che valuterete possibili acquisizioni e, dopo il recente raggiungimento del pieno controllo di iSolution Design, vi avviate a un 2017 che voi stessi avete definito di transizione e di assestamento. Che prospettive avete?
“Ovviamente vogliamo continuare a crescere e a remunerare i nostri soci, aumentando i clienti e i servizi nel nostro comparto che è contemporaneamente strategico e molto competitivo. Se ragioniamo su scala europea, possiamo contare un potenziale target di 30 mila clienti, quindi un’ampia possibilità di crescita, ma chiaramente bisogna confrontarsi anche con le varie situazioni specifiche e con gli altri competitor. L’aumento della domanda di tutte quelle tecnologie, come la realtà aumentata o virtuale, che consentono per esempio di simulare il ciclo di vita di un prodotto, ci trova in prima linea. In Italia vediamo crescenti opportunità sul fronte delle PMI: sono quelle più direttamente influenzate dai programmi di sostegno pubblico, come il super e l’iper ammortamento per l’Industria 4.0. La piccola industria ha inoltre una maggiore propensione all’investimento della grande impresa e spesso per competere ha davvero bisogno di impiegare risorse nella tecnologia.

Possibili acquisizioni? Non ne facciamo un mistero, ma bisogna tenere conto che la nostra azienda target è nella fascia di valutazione tra 1 e 5 milioni di euro. Si tratta di una dimensione che rende più complessa l’acquisizione rispetto a operazioni di M&A di taglia superiore. Oltretutto la difesa di una situazione patrimoniale solida è nel nostro DNA”.