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I protagonisti

Il debutto dei PIR sul mercato con Anima Crescita Italia

FTA Online News  23 Mag 2017 - 15:00

Intervista a Claudio Tosato, Direttore Prodotti di Anima.



“I Piani individuali di risparmio a lungo termine, in breve PIR, sono la principale novità fiscale degli ultimi anni per il risparmio gestito”. E’ positivo il giudizio di Claudio Tosato, direttore Prodotti di Anima su questa nuova forma di investimento introdotta dall’ultima legge di bilancio in Italia. Anima Holding d’altronde si è fatta trovare preparata all’appuntamento con il lancio del fondo “PIR Compliant” Anima Crescita Italia. “I PIR – spiega il manager – offrono un importante incentivo fiscale ai risparmiatori che punteranno, con una logica di lungo termine, sulle imprese italiane”.

Quali sono i vantaggi fiscali di questi prodotti e perché privilegiano le imprese a piccola e media capitalizzazione e quindi il tessuto di PMI tipico dell’Italia?

“Gli investimenti detenuti per almeno 5 anni nei PIR consentono l'esenzione dalle imposte sugli eventuali redditi di capitale, che oggi arrivano fino al 26%. Facciamo un esempio: investendo 30 mila euro all’anno per 5 anni consecutivi, per un totale dunque di 150 mila euro, e ipotizzando un rendimento medio annuo anche solo del 2%, dopo 10 anni si potrà ottenere un risparmio fiscale di 6.700 euro, rispetto ad un analogo investimento soggetto alla tassazione del 26%. È importante sottolineare che il vantaggio fiscale cresce all’aumentare dell’orizzonte temporale e del rendimento generato.

Oltre a dare un incentivo fiscale agli investitori di lungo periodo, la nuova normativa punta anche a sostenere le imprese italiane a media e bassa capitalizzazione: queste potranno godere di un accesso al mercato finanziario più ampio e più liquido per approvvigionarsi dei capitali necessari alla crescita”.

Quali sono i vincoli temporali di un investimento in questo strumento? A chi è rivolto?

“Per ottenere l'esenzione fiscale occorre mantenere le somme investite nei PIR per almeno cinque anni.

Noi riteniamo che i PIR possano essere uno strumento valido per le famiglie italiane, piccoli risparmiatori compresi, come evidenziato anche dalla soglia minima d’ingresso del nostro fondo PIR pari a soli 500 euro. L’importante è rispettare i limiti di legge, ovvero gli investitori possono destinare ai PIR fino a 30 mila euro all’anno, per un totale di 150 mila euro”.

A cosa è dovuta l’esclusione dagli investimenti possibili dei PIR delle società immobiliari?

“L'obiettivo del piano è quello di sostenere direttamente lo sviluppo e gli investimenti delle società a piccola e media capitalizzazione italiane, altro discorso è l’investimento immobiliare”.

Le norme in materia di piani individuali di risparmio prevedono anche una diversificazione degli investimenti condotti dal gestore: si tratta di una misura di difesa dal rischio?

“Il fondo Anima Crescita Italia presenta un portafoglio ben diversificato, sia in termini di asset-class, che di emittenti. Inoltre, il limite dei PIR all’investimento in titoli non quotati è del 10% del portafoglio complessivo, un livello sufficiente per beneficiare delle opportunità di mercato senza  minare la liquidità del fondo. Ciò detto, è evidente che il potenziale sottoscrittore dovrà verificare, eventualmente con l’ausilio di un consulente, la coerenza dell’investimento con il suo personale profilo di rischio e i suoi obiettivi finanziari”.