Assicurazioni

Si accende il dibattito sulla Rc-auto



Per il 2010 si prevedono aumenti delle tariffe. Secondo l’Ania è colpa della legislazione italiana, ma i consumatori si ribellano



29 Gen - 17:56

Circolare sulle strade italiane diventa sempre più caro. Uno dei principali costi di gestione di un’automobile è rappresentato dalla Rc-auto, le cui tariffe – secondo alcuno stime – non smettono di aumentare.

RC-auto: 2010 di crescita

Secondo le analisi di Federconsumatori, per il 2010, in questo settore, si prevedono rincari medi del 15%, da sommare a quelli registrati negli ultimi anni. L’associazione dei consumatori ha calcolato che, dal 1996 a oggi, le tariffe Rc-auto sono lievitate del 170%.

Per l’Ania è colpa della lesgislazione italiana

All’allarme lanciato dai consumatori, fa da contraltare la disamina effettuata da Paolo Garonna, presidente dell’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici (Ania), nel corso di un’audizione in Senato nelle settimane scorse. "La performance dell'industria italiana delle assicurazioni – ha sostenuto Garonna – è fortemente condizionata dalla qualità del quadro regolativo e di vigilanza in cui essa si trova ad operare". Il presidente dell’Ania ha puntato l’indice in modo particolare contro la "regolamentazione intrusiva italiana, come quella dei decreti Bersani sulle clausole bonus-malus e sul divieto di monomandato, oltre ai vuoti di regolazione e di vigilanza".

La reazione dei consumatori: troppo poca concorrenza

Il punto di vista dei consumatori è opposto. In una nota di fuoco, infatti, Federconsumatori ha tenuto a far sapere che reputa “inaccettabili le dichiarazioni dell'Ania, che vorrebbe imputare la responsabilità di questi aumenti a una legislazione intrusiva”. Si tratterebbe, secondo l’asssociazione, dell’ennesimo tentativo di annullare i pur timidi passi avanti compiuti con i decreti Bersani: “È recentissimo, infatti, il provvedimento che, scavalcando il parere contrario dell'Antitrust, ripristina la pluriennalità delle polizze assicurative nel ramo danni, con il quale, di fatto, si "incatena" l'assicurato al contratto sottoscritto, privandolo del diritto di valutare, di anno in anno, quale sia la polizza che risponda in misura maggiore alle sue esigenze”.




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