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Stati Uniti, l’Agenzia per l’ambiente boccia i piani di Obama

FTA Online News, Milano  11 Ott 2017 - 18:18

Pruitt (EPA) porta avanti le direttive di Trump



Il capo dell’Agenzia federale statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) Scott Pruitt ha dichiarato la fine della guerra al carbone. Con un avviso di proposta legislativa (Notice of Proposed Rulemaking NPRM) ha richiesto la revoca del Clean Power Plan (CPP) di Obama, il piano ritenuto alla base dell’impegno USA contro il cambiamento climatico.

Pruitt, ha evidenziato in passato il Washington Post, è stato nominato alla guida dell’EPA dallo stesso Trump che ha condannato la politica di contrasto al cambiamento climatico durante tutta la propria campagna elettorale. L’approvazione del Senato Usa ha posto così lo scorso febbraio al vertice dell’Agenzia l’ex procuratore generale dell’Oklahoma che tra i suoi primi atti ha firmato quattro documenti in linea con l’Executive Order on Energy Independence che punta “a facilitare lo sviluppo delle risorse energetiche statunitensi e a ridurre i limiti regolatori non necessari associati allo sviluppo di queste risorse”.
Nei documenti si annunciava una revisione del Clean Power Plan cui dunque ora Pruitt dà seguito.

Secondo il numero uno dell’EPA, il piano di Obama spingeva oltre i limiti consentiti l’autorità dell’agenzia e per questo aveva subito uno stop da parte della Corte Suprema. La bocciatura del CPP, secondo i calcoli dell’Amministrazione Trump, potrebbe portare a risparmi di costo da 33 miliardi di dollari nel 2030. Bocciata ovviamente l’opposta analisi di costi e benefici della precedente Amministrazione.
Non mancano le critiche a queste posizioni, d’altronde già note, e molti osservatori ritengono che si sia sferrato un colpo definitivo agli Accordi di Parigi sul clima.