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GFDL: uragani e cambiamento climatico? Relazione debole

FTA Online News, Milano  08 Set 2017 - 18:06

Gli esperti non trovano supporti adeguati alla tesi nei modelli attuali



Il Geophysical Fluid Dynamics Laboratory (GFDL) ha pubblicato di recente uno studio approfondito sulla relazione tra riscaldamento globale e uragani. Dopo i disastri degli uragani Harvey e Irma negli Stati Uniti e in tutti i Caraibi la domanda sull’eventuale influenza del comportamento umano sul clima e sulla potenza degli uragani si è fatta impellente.

L’istituto del Princeton University Forrestal Campus guidato da V. “Ram” Ramaswamy non ha però trovato nell’applicazione dei diversi modelli a propria disposizione una relazione forte e convincente a supporto dell’ipotesi che il riscaldamento dovuto ai gas serra di matrice umana abbia portato a una crescita del numero degli uragani dell’Atlantico o delle tempeste tropicali negli ultimi 120 anni.

I modelli teorici applicati hanno però previsto un incremento notevole, superiore al 100%, degli uragani atlantici più devastanti, quelli di categoria 4 e 5, durante questo secolo, ma il timore è che questo incremento non sia concretamente misurabile prima della seconda metà del secolo stesso.

Sicuramente su base statistica è stata individuata una relazione forte negli ultimi decenni tra la temperatura superficiale dell’Oceano Atlantico e i suoi uragani, ma è ancora prematuro, stanti i modelli attuali, un legame di causa ed effetto tra l’attività antropica e il conseguente riscaldamento globale da un lato e la potenza e il numero degli uragani dall’altro. In base alle stime in questo secolo aumenterà l’intensità degli uragani e la loro piovosità, probabilmente aumenterà anche la percentuale di uragani molto intensi (categorie 4 e 5), ma il numero complessivo di tempeste tropicali potrà diminuire o rimanere sostanzialmente invariato.