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Rinnovabili: i grandi impianti costano meno del carbone

FTA Online News, Milano  11 Mag 2018 - 16:23

Un nuovo studio di Lazard rivela una crescente competitività



L’ultima analisi svolta da Lazard nel suo “Levelized Cost of Energy Analysis” (LCOE 11.0) conferma un calo dei costi per la generazione dell’energia dalle fonti alternative, specialmente da parte delle “utility scale” (ossia grandi parchi) di generazione solare o eolica.

George Bilicic, vice presidente e global head della divisione Potenza, Energia e Infrastrutture di Lazard ha sottolineato: “La crescita della competitività sul fronte dei costi di alcune tecnologie energetiche alternative riflette diversi fattori, compresi il calo degli oneri di finanziamento e di investimento (capex) per i progetti da un lato e il miglioramento delle competenze e della competizione dell’industria dall’altro”.

“La prossima frontiera - ha aggiunto Jonathan Mir, a capo della divisione Potenza nel Nord America di Lazard - è nella conservazione dell’energia, ambito nel quale si attendono innovazioni e costi in calo che dovrebbero portare a un ulteriore sviluppo delle rinnovabili e quindi a una maggiore domanda di sistemi di storage”.

Lo studio evidenzia che i costi complessivi livellati dell’energia per i parchi fotovoltaici su scala utility e per l’eolico onshore sono diminuiti di circa il 6% lo scorso anno. In alcuni scenari i costi dell’intero ciclo di vita di progetti basati su centrali energetiche da fonti rinnovabili sono scesi al di sotto dei semplici costi operativi delle tecnologie di generazione tradizionale come il carbone o il nucleare.

I fattori da considerare sono chiaramente numerosi, dalla tecnologia per gli impianti solari impiegata all’ubicazione geografica (che implica chiaramente livelli diversi di insolazione e resa). Da un grafico dello studio, che ha come riferimento il mercato nordamericano ma riflette tendenze globali, si apprende che nel 2017 il costo medio dell’energia solare (per impianti di grandi dimensioni) ha mostrato costi medi livellati da 50 dollari a Mwh scesi sotto i 60 dollari del gas a ciclo combinato, sotto i 102 dollari del carbone e i 148 dollari del nucleare.
Si tratta chiaramente di costi di produzione calcolati per parchi industriali, mentre quelli collegati, per esempio agli impianti sui tetti degli edifici residenziali, appaiono molto maggiori e variano tra i 187 e i 319 dollari per MWh.

In ogni caso la dinamica descritta appare necessariamente foriera di importanti novità per l’industria globale dell’energia e potrebbe alimentare un ulteriore sviluppo delle rinnovabili.


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