Borsa Italiana utilizza i cookie per una migliore gestione del sito. I cookie utilizzati per fini statistici sono già stati impostati. Per ulteriori dettagli e per informazioni su come gestire i cookie, si invita a consultare la nostra policy relativa alla privacy ed ai cookie.

  
English not available
Lavoro

Piano UE contro la disoccupazione



L’Unione europea vara un piano che favorisce l'integrazione



FTAOnline, Milano, 12 Mar 2012 - 14:44

La disoccupazione giovanile fa paura, in Italia come in Europa. Per contrastare il fenomeno, l'Unione europea mette in campo un piano di misure approntate ad hoc, allo scopo di affrontare un disagio che affligge più di 5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni in tutto il Vecchio continente. Riduzione della dispersione scolastica, sostegno a tirocini e ricorso ai contratti di apprendistato: queste le mete fissate da Bruxelles per migliorare le condizioni lavorative dei giovani.

Programmi collaudati contro la disoccupazione

L'Unione europea si prepara a combattere la piaga della disoccupazione giovanile attraverso un programma di sostegno ai contratti di apprendistato e ai tirocini, utilizzati come strumento per facilitare l'ingresso nel mondo di lavoro dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Per raggiungere lo scopo, Bruxelles punta forte su programmi collaudati che promuovano la mobilità dei lavoratori tra i diversi Paesi membri dell'Unione, come Erasmus – studiato anche per imprenditori – e Leonardo da Vinci. Riguardo quest'ultimo, è importante lo stanziamento riservato all'Italia: per il 2012, saranno 25 i milioni di euro destinati alla promozione di stage in imprese o istituti di formazione per studenti e disoccupati.

Ingenti anche i fondi impegnati nel tentativo di dare impulso ai tirocini: il Fondo sociale europeo ha stanziato un totale di 1,3 miliardi di Euro finalizzati alla creazione di almeno 370mila stage nel corso dei prossimi dodici mesi.

L'occupazione passa attraverso la mobilità

Il tentativo di Bruxelles è quello di risolvere il problema della disoccupazione giovanile (5 milioni di ragazzi di età compresa tra i 15 e i 24 anni più oltre 7 milioni di Neet, giovani che non lavorano né studiano) incentivando la mobilità tra Stati. In quest'ottica, uno dei principali ostacoli da rimuovere è rappresentato dai ritardi nello sviluppo del Quadro europeo delle qualifiche (Eqf).

Secondo i piani tracciati, da quest'anno i titoli di studio conseguiti nei diversi sistemi scolastici europei avrebbero dovuto essere riconosciuti nell'intero Continente, ma i Paesi che hanno rispettato i tempi sono solo 10:  Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Irlanda, Lettonia, Olanda, Malta, Portogallo e Regno Unito).




 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.

Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.