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Finanza Etica
Borsa Italiana Università Commerciale Luigi Bocconi
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Primo Piano
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Quali prospettive per il rating etico?



di Angelo Russo, Ricercatore di Economia e Gestione delle Imprese, Università degli studi di Napoli “Parthenope”



18 Giu - 09:49

In ragione degli ormai ben noti scandali che anno caratterizzato lo scenario economico globale, quali per esempio Cirio e Parmalat per citare casi italiani, oggi è ancora da chiedersi se effettivamente investire eticamente sia conveniente anche dal punto di vista finanziario. È evidente che sia i risparmiatori sia gli investitori etici siano attenti al rendimento offerto nel tempo. Da una prima osservazione, l’investimento etico può risultare più costoso di un investimento tradizionale. Il costo superiore può essere associato principalmente al processo di selezione etica che diminuisce le possibilità di diversificazione del portafoglio, aumentandone il rischio e impegnando risorse e tempo aggiuntivi. Ne consegue la difficoltà nell’allocazione di risorse dei fondi etici a cui ovviamente collegare il rendimento ottenibile. Il dato insolito è che, nonostante i vincoli operativi dei gestori etici, le performance ottenute risultano perfettamente in linea con quelle degli altri fondi dimostrando spesso, anzi, sistematici andamenti superiori.

In tale contesto è necessario definire delle metodologie che consentano di misurare le opportunità e le minacce legate a un investimento etico. Un esempio può essere rappresentato dalle cosiddette metodologie di rating, e cioè una metodologia di classificazione delle imprese sulla base di criteri economico-finanziari e strategico-gestionali volta a valutare l’entità del rischio (o del merito) di credito. La funzione principale del rating deve essere quella di costituire uno strumento informativo sintetico e un efficiente mezzo segnaletico che comunichi al mercato i risultati di un’accurata indagine svolta da analisti indipendenti dall’azienda valutata.

Alla luce dei recenti mutamenti del sistema economico e delle questioni divenute rilevanti per gli investitori e la società in generale, si sono presentate sul mercato nuove esigenze informative. In ragione di ciò si è prepotentemente resa necessaria un’analisi più approfondita del sistema industriale che vada al di là della semplice capacità di un’impresa di essere solvibile e di onorare i propri impegni finanziari. In particolare, alcuni operatori hanno cominciato a prestare attenzione a tutte le dimensioni della performance d’impresa secondo i canoni del concetto di sviluppo sostenibile; non più solo esclusivamente la dimensione economico-finanziaria della performance d’impresa, ma anche la dimensione ambientale e sociale.

Tali nuove esigenze, dunque, si traducono nella necessità di sviluppare ulteriormente gli strumenti di misurazione della performance d’impresa. Il lavoro e l’attività di analisti esterni possono, oggi, essere messi sotto accusa; si pensi, per fare un esempio, alla scarsa informazione generata in occasioni quali il bene noto fallimento di Lemahn Brothers. È evidente, quindi, che nuovo spazio e nuovo credito deve essere riconosciuto a strumenti che consentano di monitorare un più ampio e veritiero spettro di informazioni. Il ricorso al rating etico, dunque, non deve essere la soluzione, ma può rappresentare sicuramente un nuovo sentiero da percorrere con ancora maggiore vigore.

Bocconi


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Ultimo aggiornamento:  18 Giugno 2009 - 10:15

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