






La finanza etica rende come la finanza tradizionale
I criteri ESG consentono di ottenere rendimenti paragonabili alla finanza tradizionale
24 Nov - 16:49
Nel corso degli anni sono state effettuate ricerche e indagini nel campo della finanza SRI, o ESG (environmental, social and governance) per capire se e in che misura l’utilizzo di criteri Esg abbia un impatto sul rendimento di un investimento, ma anche in termini di volatilità e di ottimizzazione del rapporto tra rischio e rendimento.
"La gran parte di questi studi - scrive sul blog SRivoluzione Andrea Di Turi - hanno sostanzialmente stabilito questo: la finanza etica o Esg, specie su orizzonti di medio-lungo termine, consente di ottenere rendimenti senz’altro paragonabili e talora anche superiori alla finanza tradizionale, permettendo inoltre di contenere il grado di rischio".
Secondo Di Turi è possibile giungere a conclusioni analoghe mettendo a confronto gli andamenti degli ormai numerosi indici di Borsa etici o sostenibili, come l’indice italiano Ftse Ecpi Italia Sri, con i loro indici benchmark tradizionali. "Sono inoltre stati effettuati studi, che definirei sbalorditivi - spiega poi Di Turi - secondo i quali anche in un arco temporale brevissimo, uno-due giorni, e in momenti di crollo dei mercati (come il giorno del crack di Lehman Brothers), la finanza Esg tiene botta meglio, cioè mette più al riparo da perdite e in particolare da perdite ingenti e repentine".
È stato avviato nel 2006 un vasto anzi vastissimo progetto di ricerca paneuropeo sulla finanza Sri che vede coinvolti ricercatori di numerosi atenei di tutto il vecchio continente con l'obiettivo di allontanare lo scetticismo che a volte circonda l'investimento responsabile. Il nome del progetto è Sirp (Sustainable Investment Research Platform), è coordinato dalla fondazione svedese Mistra (Foundation for Strategic Environmental Research) e ha un suo sito dedicato.








