






Creare valore sociale attraverso la sostenibilità economica
Di Clodia Vurro, docente di Social Entrepreneurship presso l’Università Luigi Bocconi
18 Giu - 10:21
Soltanto un trentennio fa, quella che oggi chiamiamo microfinanza, identificando un insieme più o meno ampio di servizi finanziari, dal credito al risparmio, dal microleasing ai servizi assicurativi, a favore dei gruppi marginali, esclusi dal sistema finanziario tradizionale, era una nicchia trascurabile, relegata al campo della cooperazione e sviluppo internazionale. Oggi, la microfinanza è un fenomeno globale, trasversale rispetto alle diverse regioni del mondo, e praticata da una varietà di attori che spaziano dalle istituzioni di microfinanza dedicate alle banche per lo sviluppo, alle commercial bank. Lo testimoniano i numeri della stessa Grameen Bank. Nata come banca di villaggio per iniziativa del Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, Grameen vanta oggi 2.541 filiali, servendo oltre 7 milioni di clienti in più di 83,744 villaggi. Oltre il 90% dei beneficiari dei servizi di Grameen sono donne e il sistema, basato su un complesso combinarsi di fiducia e controllo sociale, vanta un tasso di restituzione dei prestiti che sfiora il 100%.
I progressi che la microfinanza ha compiuto nel corso del tempo hanno sfatato i miti che rendevano quello della povertà un problema troppo complesso da gestire, se non attraverso la canalizzazione delle donazioni filantropiche dei paesi occidentali. Al contrario, promuovendo il finanziamento quale diritto fondamentale dell’individuo, certi che lo stato di povertà sia essenzialmente frutto della mancanza di mezzi piuttosto che di un gap di competenze e motivazione, i protagonisti della microfinanza continuano a dimostrare come sia possibile perseguire l’efficienza sfruttando le applicazioni del progresso tecnologico, la standardizzazione di processo, la formazione di personale qualificato e competente, il raggiungimento di economie di scala e la capacità di lavorare in partnership mobilitando l’intera comunità e le istituzioni ai diversi livelli. In altre parole, la microfinanza si fonda sulla conoscenza approfondita del problema all’interno di un determinato contesto socio-culturale e sull’adozione di un approccio progressivo all’estensione del credito, guidato dalla tensione all’efficienza e all’equilibrio economico-finanziario.
La microfinanza rappresenta, dunque, lo strumento a oggi più efficace nel perseguire il miglioramento delle condizioni di vita delle fasce povere, mobilitandone le capacità imprenditoriali dal basso e promuovendo l’indipendenza economica quale valore di base. L’identificazione di un’opportunità imprenditoriale sociale è alla base del modello, un’opportunità in grado di massimizzare la creazione di valore sociale attraverso la sostenibilità economica. Circa il 99% dei villaggi del Bangladesh sono stati raggiunti da Grameen, un impatto sociale non di poco conto. Al contempo l’accesso al credito è stato garantito, a partire dal 2005, non raccogliendo donazioni ma dai soli depositi. Certo il finanziamento non è una panacea, ma un caso esemplare di come sia possibile fornire una soluzione innovativa, imprenditoriale e sostenibile a un problema sociale complesso.









