






Vita entra in Borsa
di Francesco Perrini, ordinario di economia e gestione delle imprese, SIF Chair of Social Business e direttore del CReSV, Centro di Ricerche sulla Sostenibilità e il valore, alla Bocconi.
22 Dic - 09:41
Il 22 ottobre 2010 la Società Editoriale Vita è stata quotata a Piazza Affari nel segmento Aim (Alternative Investment Market) dedicato alle piccole e medie imprese, riscuotendo un certo interesse da parte del mercato, viste le condizioni attuali, e facendo subito registrare ottimi risultati già nella sua prima giornata, con una crescita fino al 36,2% per 1,28 euro, contro un rezzo di collocamento di 0,94 euro.
A parte essere stata una delle pochissime Ipo del 2010 in Italia, Vita si è presentata al mercato come una public company – primo e unico esempio al mondo di social business quotato – che per statuto non distribuisce dividendi e dove il guadagno degli azionisti deriverà unicamente dalla crescita di valore dell’azienda e che persegue un fine sociale: dare voce all’Italia responsabile e sostenibile che non trova spazio negli altri mezzi di informazione di larga diffusione.
Controllato da un patto parasociale tra i primi due azionisti Fondazione Vita e PIA (Partecipazioni Interessenza Azionarie), che detengono il 30% del capitale, ed insieme altri cinque soci importanti: Iccrea Holding (8%), MaIS di Isabella Seragnoli (5%), Istituto Atesino di Sviluppo (4%), gli eredi di Carlo Caracciolo (4%), Consorzio Gino Mattarelli (6%), arrivano a detenere il 56% della società, mentre gli azionisti rimanenti hanno partecipazioni inferiori al 3 (soglia otre la quale le partecipazioni rilevanti sull’Ami, vanno comunicate). L'aumento di capitale a servizio della quotazione ha permesso di raccogliere circa 2,5 milioni di euro, portando il valore della capitalizzazione a circa 8 milioni, e riducendo per tal via la percentuale del capitale sociale in mano a enti non profit al 38%. La decisione di andare in Borsa è stata presa al fine di ottenere ulteriori risorse finanziarie a supporto dei nuovi piani di sviluppo della società, e riuscire nell’intento di raddoppiare il fatturato nel giro di un paio di anni, rispetto ai 3,1 milioni registrati a fine 2009.
Fondata da Riccardo Bonacina nel 1994, Vita è una media content company che pubblica il settimanale Vita, La voce dell’Italia responsabile (http://www.vita.it/) , e controlla la società di consulenza Vita Consulting e la società Vitaweb, che a sua volta gestisce i portali Vita.it e Vitaeurope.org. Il presidente Bonacina ha sottolineato come questa soluzione sia stata ritenuta più coerente rispetto alla possibilità di ricorrere al debito, sostanzialmente per tre motivi:
- mantenere l'indipendenza editoriale
- continuare a essere trasparenti
- lanciare una sfida culturale
Quest'ultima motivazione vuole dichiaratamente essere una provocazione verso il mondo finanziario, facendo debuttare un titolo azionario in cui la creazione di valore economico si affianca alla creazione di valore sociale.
L’esempio ideale per questa rubrica su questo sito di proprietà appunto di Borsa Italiana!








