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Terna: le sfide della responsabilità sociale



Intervista con Fulvio Rossi - Responsabile CSR di Terna



6 Ago - 11:11

“Gli investitori socialmente responsabili sono cresciuti all’interno della nostra compagine azionaria del 10-15% nell’ultimo anno”. È questa probabilmente una delle attestazioni di fiducia maggiori che Terna ha ottenuto da quel mercato assai selettivo che ruota intorno ai concetti di economia sostenibile ed etica applicata all’impresa. Fulvio Rossi, responsabile dell’area del Corporate Social Responsibility del gestore della rete elettrica nazionale italiana sottolinea però anche l’ingresso del gruppo nel Dow Jones Sustainability Index World lo scorso anno.

Ma cosa significa responsabilità sociale d’impresa per Terna? Con quali stakeholder dovete confrontarvi ogni giorno?

Per noi il rapporto con gli stakeholder è un rapporto particolare perché non abbiamo relazioni commerciali con gli utenti finali del servizio elettrico, ma operiamo in una dimensione business to business e in un mercato molto regolamentato. Esiste invece  un rapporto diretto con le istituzioni le comunità locali che accolgono le nostre linee, con i fornitori e le ditte appaltatrici, con l’ambiente. Il nostro obiettivo primario rimane quello di garantire la sicurezza della rete, ma viene declinato attraverso una serie di sfide sul territorio e con le nostre stesse procedure.

Che rapporti avete con le comunità locali?

Un rapporto di costante dialogo teso a trovare le soluzioni più adeguate a ogni circostanza. I soggetti con cui confrontarci sono soprattutto pubbliche amministrazioni, ma anche le associazioni ambientaliste con le quali collaboriamo per  tenere conto anche delle istanze ambientali e rendere sostenibili al massimo i nostri progetti. Per esempio abbiamo siglato dall’inizio del 2009 un importante accordo con il WWF. L’impegno per l’ambiente, poi, ci ha portato anche a ridurre dell’11% le emissioni di anidride carbonica per chilometro del nostro parco auto aziendale.

Il vostro rapporto con l’ambiente deve essere molto complesso ho visto che avete una percentuale di recupero dei vostri rifiuti pari addirittura all’83%, ma anche che sono in crescita i rifiuti pericolosi: come mai?

Siamo avvantaggiati dalla natura del nostro business: la parte preponderante dei nostri rifiuti consiste in prodotti metallici il cui riciclo è relativamente semplice. Questo  ci permette di contenere l’impatto sull’ambiente e di destinare alla discarica solo  1000 delle  7000 tonnellate di rifiuti prodotte. Monitoriamo con attenzione tutti i nostri scarti, ma in alcuni casi la legge impone incombenze specifiche. Sono da smaltire necessariamente in discarica alcuni oli, alcuni macchinari che magari sono stati impregnati da lubrificanti oggi non più a norma. Per esempio i PCB, i policlorobifenoli, sono stati  usati per molto tempo in tutto il mondo negli oli dei trasformatori per le loro proprietà ignifughe. Poi si è scoperto che erano dannosi e così ci siamo posti degli obiettivi più sfidanti dei requisiti di legge, culminati nello smaltimento integrale di quelli sopra le 500 ppm l’anno scorso e nel programma accelerato di riduzione degli oli con PCB tra 50 e 500 ppm a 20 mila chili a fine 2010, dai 100 mila precedenti.

Ho letto da qualche parte che anche la razionalizzazione della rete, il suo “riassestamento” continuo, in molti casi permette di ottenere effetti ambientali complessivi molto positivi.

Abbiamo un piano di realizzazioni che entro dieci anni a regime dovrebbe permettere di ridurre di 500-600 mila tonnellate annue le emissioni di CO2 grazie alla maggiore efficienza del servzio e alla conseguente riduzione delle perdite di rete. Nello stesso periodo contribuiremo a ridurre di 7 milioni di tonnellate le emissioni annue di CO2 del sistema elettrico, grazie al miglioramento del mix produttivo e del maggior impiego delle fonti rinnovabili resi possibili dai nostri interventi di sviluppo della rete e delle interconnessioni con l’estero. La razionalizzazione della rete permette grandi risultati, anche in termini di restituzione di territorio e recupero dei materiali. La realizzazione dei principali interventi del nostro Piano decennale di sviluppo permetterà, a fronte della realizzazione di nuove linee per 450 km, lo smantellamento definitivo di circa  1200 km di linee già esistenti: la nostra tende a diventare una rete sempre più leggera ed efficiente.

I lavori che commissionate e gli appalti che assegnate sono comunque molto monitorati anche dal punto di vista della legalità?

L’accordo con la Guardia di Finanza, siglato lo scorso anno per il controllo dei nostri appalti, è un esempio molto innovativo in termini di sicurezza e legalità degli appalti. In genere i nostri fornitori di materiali elettrici sono grandi produttori internazionali, ma vogliamo essere sicuri dei nostri partner anche come quando si tratta di appaltare lavori di manutenzione o costruzione delle linee. Al riguardo vorrei ricordare anche che siamo la prima società italiana nella classifica dell’agenzia di rating francese Vigeo, e al ventesimo posto nel mondo, per le politiche messe in atto contro la corruzione. Non sapevamo che Vigeo ci stesse valutando, con altre 770 grandi imprese, e il risultato che ci ha fatto molto piacere.

 

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Ultimo aggiornamento:  6 Agosto 2010 - 17:12

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