






Il ruolo di BPM nel mercato della finanza etica
Francesco Perrini e Angelo Russo intervistano Gian Pietro Lattuada, responsabile Ricerche e Nuove Iniziative, BPM
16 Ott - 16:09
Quale è il ruolo di Banca Popolare di Milano nel mercato della finanza etica?
BPM, nell’ambito più ampio della responsabilità sociale d’impresa, sviluppa il tema della finanza responsabile muovendosi su più fronti: partecipando per il 30% circa al capitale di Etica Sgr, società di gestione del risparmio di Banca Popolare Etica, gestendo attraverso Bipiemme Gestioni SGR i fondi etici “Valori Responsabili” e distribuendo questi fondi attraverso le reti di vendita del Gruppo.
Potrebbe quantificare i volumi di capitale investito in questo mercato?
I clienti del Gruppo Bipiemme sottoscrittori di un fondo “Valori Responsabili” sono oltre 2.500 per un patrimonio complessivo gestito pari a quasi 70 milioni.
Rispetto al bacino complessivo del Risparmio Gestito, siamo in presenza di una nicchia di investitori. Ciò evidenzia la necessità di un’attività d’informazione ed education finanziaria presso il pubblico, per incrementare la conoscenza dei fondi etici per farli diventare un’opportunità di investimento.
Avete già avviato qualche attività? Se sì quale?
Si, la più recente e interessante è stata una ricerca di mercato sui clienti possessori di fondi etici e sui clienti potenziali realizzata in collaborazione con Etica Sgr. Gli obiettivi dell’indagine erano principalmente di analizzare i diversi livelli di sensibilità rispetto alle tematiche di finanza socialmente responsabile e individuare i motivi che hanno o non hanno portato alla sottoscrizione di fondi etici, oltre a rilevare soddisfazione e aspettative per i già sottoscrittori. Tutto ciò al fine di servire meglio l’attuale clientela, ma soprattutto di poter sviluppare questo mercato.
Che profilo hanno i possessori di fondi etici?
L’indagine ha confermato che sono un target di elevato profilo socio-culturale, competenti e informati in materia finanziaria, segno di un cliente evoluto con alte aspettative e con necessità di informazioni qualificate. Siamo quindi di fronte a risparmiatori molto consapevoli e attivi nelle loro scelte e che affermano di trovare in BPM interlocutori preparati.
Quali sono le motivazioni che spingono una persona a sottoscrivere fondi etici?
Dall’analisi dei possessori è emerso ancora preponderante l’aspetto etico, culturale e valoriale, nonostante venga comunque riconosciuta anche una valenza finanziaria a questi investimenti. Il 30% circa, infatti, indica tra le motivazioni quelle di carattere economico considerando questi prodotti, degli investimenti con un buon rendimento o addirittura più sicuri di quelli tradizionali.
E per quanto riguarda i clienti potenziali?
L’analisi, che si è focalizzata su clienti sottoscrittori di risparmio gestito ma non di fondi etici, ha evidenziato invece una conoscenza ancora limitata di questo prodotto, anche se a conclusione dell’intervista, il 25% del campione dichiara di considerare molto interessante questa tipologia di investimenti per i prorpi risparmi. Viste queste ampie opportunità, BPM intende impegnarsi per sviluppare questo mercato attraverso differenti iniziative di marketing e comunicazione.
Quali sono gli ostacoli alla sottoscrizione dei fondi etici?
Paradossalmente lo stesso motivo per cui vengono preferiti. Mi spiego. Dalla ricerca è emerso che il più grande muro che si erge tra consumatore e fondo etico è la mancanza di informazione e comunicazione sui fondi etici stessi. Ciò significa che una delle prime azioni necessarie è migliorare l’informazione e la trasparenza relativamente a questi prodotti attraverso anche una adeguata formazione della rete di vendita con l’obiettivo che diventi sempre più proattiva nella proposta di questi investimenti.








