






Economia di Comunione: un nuovo modo di fare impresa
Intervista al Dottor Luigi Danieli, Amministratore Delegato di Espero
25 Gen - 11:43
Èspero: un'esperienza nel nuovo modo di fare impresa
Cresce sempre di più in Italia l’interesse delle aziende verso un modo “diverso” di fare impresa che mette sempre più al centro la persona e i suoi bisogni.
Tra le numerose esperienze nel campo della finanza e dell’economia cosiddetta “etica” ne abbiamo presa una.
Si tratta di quella che sta vivendo oggi Èspero, azienda nata da uno spin-off del settore dealer training di Apple Computer Italia, per conto della quale si occupava di formare e certificare la rete di venditori e l’assistenza tecnica, che ha deciso di partecipare all’importante iniziativa di Economia di Comunione.
Un’iniziativa di persone con un progetto comune: quello di costruire e mostrare una società umana dove nessuno è indigente ad imitazione della prima comunità di Gerusalemme.
Le imprese in particolare costituiscono l’asse portante del progetto. Queste si impegnano liberamente a mettere in comunione i profitti con l’obiettivo di aiutare le persone svantaggiate, creando nuovi posti di lavoro e sovvenendo ai bisogni di prima necessità, diffondere la "cultura del dare" e della reciprocità e sviluppare l'attività di impresa, che deve restare efficiente e competitiva mentre si apre alla gratuità.
Abbiamo perciò intervistato l’ad di Èspero, Luigi Danieli, che ha dato la propria disponibilità a farci sapere qualcosa di più di questo importante progetto.
Chi è Èspero, qual è la vostra “mission” e quali sono i vostri obiettivi?
Èspero è una realtà nata nel 1991 da una costola di Apple Computer per conto della quale si occupava di formare e certificare la rete di venditori e l’assistenza tecnica.
E’ stata tra le prime a proiettarsi su questo “core business” che oggi ne fa, a distanza di anni, il più importante Apple Authorized Training Center in Italia.
Oltre all’attività di training (con certificazione Iso 9001:2008) e gli accreditamenti Apple e Adobe, Èspero è stata tra le prime a svolgere attività di web agency e a proporre soluzioni per l'acquisto online di beni e servizi con pagamento tramite carta di credito consolidando nel frattempo l'attività di progettazione siti web e sviluppo applicativo.
Per quanto riguarda l’attività di formazione uno dei principali obiettivi è quello di offrire un servizio incentrato sulla persona, sul suo iter professionale e in sostanza attento ai suoi progetti.
A testimonianza di questo nel 2004 Èspero ha effettuato l’accreditamento presso la Regione Lombardia che le ha permesso di usufruire del sistema di aiuti che va sotto il nome di “Dote” (Ndr. la “Dote Formazione e Lavoro” è un buono dato dalla Regione a individui inoccupati o disoccupati, o anche in alcuni casi a chi già lavora, spendibile per la frequenza di corsi di formazione inseriti nel catalogo regionale di formazione). Abbiamo aderito in pieno al modello “Dote” perché rispecchia la nostra filosofia di lavoro incentrata sull'individuo che ha a disposizione risorse per migliorare le proprie competenze e riqualificarsi professionalmente.
Com’è nata l’idea di partecipare ad Economia di Comunione?
Come spesso accade in questi casi l'occasione è stata data dall'incontro con amici che conoscevano il progetto Economia di Comunione (EdC). I valori su cui si basa EdC hanno trovato una spontanea corrispondenza nella sensibilità e nel “mindset” dei responsabili di Èspero.
Inoltre alcuni obiettivi del progetto facevano già parte del nostro cammino e perciò ci è sembrato uno sbocco naturale incontrare direttamente gli attori dell’iniziativa.
In particolare, come accennavo prima, l'attenzione verso la persona è un valore che in Èspero è al centro di ogni relazione, a 360°: con e fra i dipendenti e i collaboratori, ma anche con i clienti, con i fornitori, con i partner. Vogliamo che i nostri uffici e le nostre aule siano ambiti in cui le persone lavorano, creano, apprendono con soddisfazione ma anche in cui si costruiscono relazioni non meramente “economiche” ma in cui abbiano spazio la gratuità e la reciprocità.
Come impatta questa scelta sulla vostra attività e perché non anche sul risultato economico della vostra azienda?
Come dicevo la “mission” e i valori aziendali di Èspero ci hanno fatto sentire subito parte del progetto EdC.
Ma è necessario che questi valori vengano calati nella pratica gestionale e amministrativa della vita aziendale, per non ridursi a mera e retorica dichiarazione di intenti.
Con un fatturato di circa 1,5 milioni di Euro Èspero è formata da 12 persone, di cui due soci e ha un entourage di 30-40 tra docenti e collaboratori.
E’ nostra convinzione che un'azienda normale (profit) non abbia come unico o principale scopo quello di creare profitto, ma piuttosto quello di creare lavoro e qualità del vivere, soddisfazione e crescita professionale per tutte le persone coinvolte, grazie anche alla qualità dei rapporti.
La soddisfazione reciproca è qualcosa di imponderabile, non misurabile economicamente. Le condizioni per vivere la gratuità e la reciprocità sul lavoro sono date dalla consapevolezza, coltivata, che nelle relazioni umane e professionali autentiche hanno spazio debiti e crediti reciproci (di esperienza, di aiuto in momenti di necessità, ecc), non necessariamente esigibili e quantificabili in termini economici.
Gestire l’azienda con questi criteri porta anche a proporre a dipendenti e collaboratori una contrattualistica equa e quindi, ad esempio, con l’obiettivo di costruire relazioni di lunga durata e cammini di crescita, con contratti a tempo indeterminato, e così via.
Anche una azienda piccola, come la nostra, può essere in grado di garantire una crescita professionale ed economica che dia ai giovani ad esempio le condizioni per concretizzare la propria progettualità., come ad esempio creare una famiglia.
Questo inevitabilmente ma coscientemente ci porta a non cercare sempre e primariamente il miglior rapporto costo-prestazioni.









