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FEEM Sustainability Index

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Il 10 dicembre 2009 la Fondazione Enrico Mattei ha presentato il FEEM Sustainability Index. Si tratta del primo indice che permette di misurare e confrontare la sostenibilità nei paesi anche attraverso il tempo. Alla base dell’indice c’è un modello di equilibrio economico generale (ICES: Intertemporal Computable Equilibrium System) sviluppato dalla Fondazione Enrico Mattei soprattutto allo scopo di valutare le implicazioni finali sul benessere dovute all’impatto dei cambiamenti climatici sull’economia globale. Basandosi su questo modello, l’insieme degli indicatori permette di costruire un indice aggregato che, proiettato nel tempo fino al 2020, valuta l’effetto delle politiche sostenibili nei vari paesi.

L’indice parte dall’identificazione delle aree che normalmente in letteratura vengono considerate per valutare la sostenibilità, ovvero aspetti sociali, ambientali ed economici, per poi trovare delle sottoaree: struttura economica, ricerca e sviluppo, povertà nella popolazione, benessere sociale, energia, qualità dell’aria e risorse naturali. Per definire le sottoaree sono stati presi in considerazione gli indicatori dell’European Sustainable Development Strategy (EU SDS), ma sono stati considerati anche gli indicatori della Commission on Sustainable Development (UNI CSD) e della World Bank (World Development Index, WDI) per avere un doppio riscontro su indicatori scelti in ambiti differenti. Ovviamente gli indicatori sono stati “normalizzati”, ovvero riportati a un’unica scala di valori in modo da poter essere confrontati. Di conseguenza ogni indicatore avrà un peso maggiore o minore per determinare l’indice di sostenibilità finale. Partendo da questi punti di riferimento, l’indice va oltre la definizione di sostenibilità, arrivando a creare un modello applicabile a un contesto dinamico.

Il modello attuale permette di calcolare il FEEM SI in 40 stati del mondo. In base a questo indice, tra le quaranta nazioni considerate, nel 2009 l’Italia si è posizionata al 15° posto, davanti solo a Spagna, Portogallo, Grecia e Paesi dell’Est in Europa. A determinare questo risultato è stata soprattutto la scarsa performance in campo ambientale. Ai primi tre posti nel mondo, in base al FEEM SI, ci sono, invece, Svezia, Finlandia e Canada, che brillano per le performance in campo sociale, economico e ambientale. Nelle proiezioni future, l’Italia rimarrebbe più o meno nella stessa posizione della classifica mondiale, pur apportando miglioramenti alle politiche nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, anche se la componente ambientale dell’indice migliorerebbe fino all’11%.

Bocconi


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Ultimo aggiornamento:  4 Febbraio 2010 - 12:06

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