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Formazione

Freccia  Tassazione Agevolata

Tutti gli ETF attualmente quotati sul mercato ETFplus di Borsa Italiana sono organismi di investimento collettivo (OICR) di diritto estero armonizzati, ovvero conformi alle direttive comunitarie e collocati in Italia ai sensi dell’art. 10-bis L. 77/1983 (sostituito dall’art. 42 del d. lgs. 58/1998).

Ad essi si applica il medesimo regime fiscale previsto per la tassazione dei proventi da partecipazione agli OICR di diritto estero armonizzati.

Il decreto legislativo 44 del 4 marzo 2014 ha modificato il trattamento fiscale di questi strumenti: a partire dal 9 aprile 2014 tutti i proventi (positivi) sono trattati come reddito di capitale mentre tutte le eventuali minusvalenze sono trattate come reddito diverso.
Sia i proventi positivi che le minusvalenze vengono calcolate sulla differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita dell’ETF, indipendentemente dal valore del NAV dell’ETF che non risulta quindi più rilevante ai fini fiscali.
Nel caso la posizione si sia formata sulla base di molteplici acquisti, il prezzo di acquisto è calcolato come “prezzo medio ponderato per la quantità”, ovvero sulla base dei prezzi di acquisto realizzati sul mercato e ponderati per le quantità.

I proventi periodici (dividendi) distribuiti dagli ETF costituiscono redditi di capitale e sono quindi accreditati all’investitore al netto della ritenuta d’imposta.

A partire dal 1° gennaio 2012 (d.l. 138/2011 e coordinata legge di conversione 148/2011) su tutti i redditi di natura finanziaria percepiti da investitori residenti persone fisiche è prevista l’applicazione di un’unica aliquota posta pari al 20%.

Tale regola generale non si applica però ai redditi derivanti dagli investimenti in titoli pubblici italiani (obbligazioni e altri titoli di cui all’art. 31 DPR 601/1973) ed equiparati e derivanti da titoli pubblici di Stati esteri appartenenti alla cosiddetta White List. Ad essi continua ad applicarsi l’aliquota del 12,5% (ottenuta applicando l’aliquota del 20% a una base imponibile ridotta al 62,5%).

Vigendo il principio di non penalizzazione degli investimenti indiretti, è previsto che anche gli OICR che investono in tali titoli, e quindi anche gli ETF, possano beneficiare di questo differenziale di aliquota.

A tal fine il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito, con decreto attuativo, che l’aliquota del 20% è applicabile nel limite del 62,5% della quota dei proventi riferibile alle obbligazioni e agli altri titoli pubblici. Tale quota è posta pari alla media dell’attivo investita in tali titoli e calcolata utilizzando le informazioni contenute nei due prospetti contabili, semestrali o annuali, più recenti.

Sul piano pratico il ruolo di sostituto d’imposta nella tassazione degli ETF è posto a carico dell’intermediario sia per l’applicazione della ritenuta sui redditi di capitale sia per l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui redditi diversi, qualora il soggetto interessato abbia optato per il regime del risparmio amministrato (Risoluzioni 109/E e 139/E del 2002 dell’Agenzia delle Entrate del Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Parimenti, al fine di rendere più agevole il reperimento delle informazione riguardanti la percentuale media del patrimonio investito nei titoli pubblici a cui applicare l’aliquota ridotta Borsa Italiana ha predisposto una pagina web che raccoglie i riferimenti ai siti degli emittenti di ETF che hanno provveduto al calcolo della stessa per ciascuno strumento quotato.

Scarica questo documento per approfondire l'impatto della FTT sugli strumenti quotati sul mercato ETFplus.

Ultimo aggiornamento:  11 Aprile 2014 - 17:34



 


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