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2003

 

031003_OIGePI


La gestione del patrimonio degli investitori istituzionali italiani:

atteggiamento conservativo e consistente ricorso a gestori esterni

Lo dimostra la quarta edizione dell'annuale Rapporto OIGePI,

l'Osservatorio Italiano sulla Gestione del Patrimonio degli Investitori Istituzionali realizzato

da Borsa Italiana, INVESCO Italia SGR e Università Cattolica del Sacro Cuore

OIGePI è l'Osservatorio Italiano sulla Gestione del Patrimonio degli investitori istituzionali (assicurazioni, fondazioni, fondi pensione, casse di previdenza privatizzate) realizzato con la partecipazione di Borsa Italiana, INVESCO SGR e Università Cattolica del Sacro Cuore. Lo studio rientra nell'ambito di EIAMS (European Institutional Asset Management Survey), un osservatorio a livello europeo che consente di paragonare i trend inerenti gli investitori istituzionali italiani a quelli dei principali paesi Europei compresi, oltre l'Italia, Francia, Germania, Benelux e Gran Bretagna.

Questi i principali risultati del Rapporto 2003:

Asset allocation.

La composizione del portafoglio finanziario di proprietà degli investitori istituzionali italiani evidenzia una netta preponderanza di strumenti finanziari a rischio contenuto: circa il 65% del portafoglio complessivo è rappresentato da obbligazioni quotate (55%) e liquidità (10%), mentre l'investimento in azioni quotate rappresenta in media il 18% del portafoglio. Un'analisi disaggregata indica, tuttavia, che l'asset allocation varia significativamente in relazione alla tipologia di Investitore considerata: l'investimento in titoli obbligazionari e liquidità costituisce circa il 90% del portafoglio per le compagnie di assicurazione, il 75% per i fondi pensione, il 70% per le casse privatizzate e il 47% per le fondazioni bancarie. Per queste ultime, inoltre, è importante rilevare che - in media - il 44% del portafoglio finanziario complessivo è investito in azioni della banca conferitaria.

Gestione interna.

L'incidenza del portafoglio gestito internamente dagli investitori istituzionali italiani sul totale del portafoglio di cui essi dispongono è pari in media al 53% nel 2002. Tale quota è tendenzialmente invariata rispetto agli anni precedenti. Le categorie di investitori che tendono a gestire direttamente quote più consistenti del loro portafoglio sono le compagnie di assicurazione (incidenza mediana della gestione interna sul totale pari al 95%) seguite dalle fondazioni bancarie (82%), dai fondi pensione (12%) e dalle casse privatizzate (nulla).

Il rapporto con i gestori.

In media la gestione del 47% del portafoglio è delegata a terzi nel 2002. Oltre metà dei rispondenti dichiara di avvalersi di più di due gestori. Nel processo di selezione dei gestori esterni rivestono importanza prevalente la solidità finanziaria del gestore, il livello e la regolarità della performance passata. Nel delegare a gestori esterni la gestione del portafoglio, le linee guida maggiormente impiegate sono la definizione dell'asset allocation (o del benchmark) e l'orizzonte temporale dell'investimento. La performance della gestione viene valutata con regolarità (su base almeno mensile nell'80% dei casi) prevalentemente in via diretta dall'investitore oppure, congiuntamente, dall'investitore e da un consulente esterno.

Il livello di soddisfazione.

Il livello di soddisfazione relativo alle informazioni ricevute dai gestori esterni sull'andamento della gestione è generalmente elevato o medio. Il livello di soddisfazione per la performance conseguita dai gestori risulta, invece, in deterioramento. Nel periodo esaminato si sono verificati, nel campione sottoposto a indagine, 9 casi (pari a oltre un quarto del campione) di interruzione del rapporto con almeno uno dei gestori. Le interruzioni sono state motivate da insoddisfazione per la performance conseguita o per il controllo del rischio, mancata chiarezza della politica di gestione, scostamento rispetto agli accordi del mandato.

Milano, 2 ottobre 2003


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